Terme di Caramanico, Di Marco chiede audizione di Aca e Terme di Popoli in Commissione: "Serve regia istituzionale"

11 Febbraio 2026 - 09:12:54

“È un segnale positivo l’interesse manifestato fuori asta dalle Terme di
Popoli sul futuro delle Terme di Caramanico. Dopo l’attenzione
manifestata da ACA, questo ulteriore movimento conferma una cosa
semplice ma decisiva che affermo da mesi, con dichiarazioni pubbliche e
atti formali in Consiglio regionale: Caramanico non è un bene morto da
archiviare tra aste deserte, ma un patrimonio che continua a generare
interesse e che merita una regia pubblica capace di mettere ordine e
costruire una prospettiva concreta. Per tali ragioni ho chiesto che i
rappresentanti degli imprenditori e i sindaci dei due centri vengano
sentiti in Commissione Ambiente e Territorio, insieme alla seconda fase
di trattazione della mia risoluzione sulle terme che chiedeva proprio un
nuovo futuro e un ruolo operativo della Regione Abruzzo”, dichiara il
consigliere regionale del Partito Democratico Antonio Di Marco,
vicepresidente della Commissione Ambiente, Infrastrutture e Territorio,
dove vorrebbe sentire auditi i vertici delle due società insieme ai
Sindaci di Caramanico Terme e Popoli Terme, per proseguire il percorso
di confronto già avviato con la risoluzione “Atto di indirizzo per il
piano industriale di acquisto e gestione del complesso termale di
Caramanico Terme da parte della Regione Abruzzo”.

“Ritengo di particolare interesse – sottolinea Di Marco – che la
Commissione esamini gli sviluppi possibili legati all’intervento di ACA
e di Terme Inn Popoli, che potrebbero avere ricadute significative
sull’economia e sulla ripresa del territorio. Dopo anni di chiusura, con
un impianto fermo dal 2021, e a fronte dell’ennesima asta andata deserta
e della scadenza imminente del bando per le acque, non possiamo
permetterci ulteriori rinvii. Serve tempestività e serve una sede
istituzionale chiara di confronto. Proprio perché le aste sono andate
ripetutamente deserte – prosegue – ed emergono oggi più soggetti
interessati, è evidente che la metodologia seguita finora non è stata
sufficiente. Ma non si può nemmeno procedere per iniziative isolate o
annunci estemporanei. È necessario un tavolo istituzionale convocato
dalla Regione Abruzzo che metta insieme sindaci, enti pubblici,
operatori privati e realtà termali del territorio. Solo così si può
costruire una visione unitaria. Le Terme di Caramanico non sono solo un
immobile, ma un patrimonio storico, ambientale ed economico per l’area
interna e per l’intero comprensorio. Parliamo di un volano di sviluppo e
occupazione che per oltre un secolo ha prodotto lavoro, attrattività
turistica e valore sanitario. Oggi occorre un percorso condiviso,
trasparente e strutturato che superi l’inerzia e restituisca prospettiva
a un territorio che non può più attendere. La Regione – conclude – deve
assumere fino in fondo un ruolo di coordinamento e responsabilità. Come
ho già fatto con la mia risoluzione e nel lavoro in Commissione,
continuerò a sollecitare ogni passaggio utile perché Caramanico torni a
essere un’opportunità per l’Abruzzo e non l’ennesima occasione mancata
per le aree interne”.