11 Febbraio 2026 - 20:52:26

di Martina Colabianchi

Il verdetto è arrivato con oltre tre ore di ritardo rispetto all’orario previsto e dopo quasi otto ore di camera di consiglio, ma la quarta sentenza sulla tragedia di Rigopiano segna un punto cruciale nel percorso giudiziario.

Il collegio dei giudici della Corte d’Appello di Perugia ha emesso le sue decisioni in merito alle accuse di mancanza di prevenzione a più livelli e cattiva gestione dell’emergenza: condanna a due anni per disastro colposo gli ex dirigenti regionali Carlo ViscaPierluigi Caputi e Vincenzo Antenucci. Assolti perché il fatto non costituisce reato l’ex sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta, l’ex tecnico comunale Colangeli e i tre dirigenti regionali GiovaniBelmaggio e Primavera. Due prescrizioni per gli ex dirigenti della provincia Di Blasio e D’Incecco.

La serata è stata segnata da momenti di tensione al termine della lettura del dispositivo. Quando l’avvocato dell’ex sindaco di Farindola Lacchetta, Cristiana Valentini, è scoppiata in lacrime per il pronunciamento di assoluzione, i parenti delle vittime ed in particolare la madre di Stefano Feniello hanno cominciato ad urlare: “Si piange per la morte di un figlio non per un’assoluzione”.

Con i capi di imputazione di omicidio colposo plurimo non aggravato in concorso formale con crollo di costruzione colposo aggravato dalla verificazione del danno, nell’appello bis a Perugia il Pg Paolo Barlucchi aveva chiesto: tre anni e dieci mesi per i cinque dirigenti della Regione Abruzzo Carlo Giovani, Emidio Primavera, Pierluigi Caputi, Vincenzo Antenucci e Carlo Visca, assolti in primo e secondo grado nei processi in Abruzzo; la conferma di due anni e otto mesi per l’ex sindaco di Farindola Ilario Lacchetta, condannato in primo e secondo grado; due anni e otto mesi anche per il tecnico comunale Enrico Colangeli, assolto in primo grado e condannato in secondo grado a due anni e otto mesi; tre anni e quattro mesi per i due tecnici della Provincia di Pescara Mauro Di Biasio e Paolo D’Incecco, condannati alla stessa pena nei primi due gradi di giudizio. Chiesto, invece, il proscioglimento dell’ex dirigente regionale Sabatino Belmaggio, assolto in primo e secondo grado nei processi in Abruzzo.

«Accogliamo la sentenza sul processo relativo alla tragedia di Rigopiano con rispetto e con il profondo senso di responsabilità che spetta alle Istituzioni – le parole del presidente di Regione Marco Marsilio -. Questa decisione non può che suscitare sentimenti di dolore e di partecipazione verso i familiari delle vittime e i superstiti di quella terribile notte del 18 gennaio 2017. Nessuna decisione giudiziaria potrà mai restituire le vite perdute, né cancellare la ferita profonda che quella tragedia ha lasciato nella comunità abruzzese e nel cuore di tutto il Paese. Come rappresentanti delle Istituzioni abbiamo il dovere di accogliere e rispettare le decisioni del giudice con equilibrio e senso civico. Attendiamo ora la pubblicazione delle motivazioni per poter esprimere una valutazione più completa su quanto stabilito. Rinnovo infine la mia più sincera vicinanza alle famiglie delle vittime e a tutti coloro che, in questi anni, hanno cercato giustizia e verità con coraggio e dignità».