12 Febbraio 2026 - 15:48:24
di Angelo Liberatore
L’Aquila, ed in particolare il suo centro storico, non sono realtà in crisi.
Sindaco e capigruppo di maggioranza fanno quadrato dopo le polemiche dell’ultimo periodo.
Prese di posizione (dei consiglieri di minoranza) che parlano di un centro storico in fase di svuotamento, sia per quello che riguarda il numero di residenti sia con riferimento alle attività commerciali.
Sul fronte delle attività commerciali, a pesare sarebbe soprattutto la presenza di tanti poli commerciali fuori dal centro storico.
Il primo cittadino contesta questa ricostruzione.
«Non nego la difficoltà del commercio in centro storico – dice il sindaco Biondi – che è una difficoltà che vivono tutte le città italiane, anche quelle più blasonate».
«Basta vedere – prosegue Biondi – i numeri di una città come Firenze, che si svuota progressivamente di residenti in centro storico. Il dibattito deve essere riportato su un equilibrio che deve tener conto di un mondo che cambia, di necessità che diventano sempre diverse, e della capacità che deve avere un amministrazione di tenere tutto in equilibrio».
Poi il sindaco Pierluigi Biondi va più nel dettaglio: «Il commercio in centro storico non è morto, lo testimoniano i numeri del Suap: per ogni azienda che cessa tre poi aprono. Poi certo – dichiara il primo cittadino – dietro ogni azienda che cessa c’è un dramma che non possiamo sottovalutare».
«Ma – conclude Biondi – dobbiamo anche riferire di quello che c’è di buono. Purtroppo il dibattito è inquinato da luoghi e, troppo spesso, anche da cifre date a caso».
Per il sindaco, poi, non ci sarebbe nesso causale tra la chiusura dei negozi in centro e l’apertura di attività in periferia.
Tra l’altro, queste ultime portano comunque, sul territorio, investimenti e posti di lavoro.
Il sindaco Biondi puntualizza: «Io credo che sia il mercato a fare la richiesta, e vi assicuro che queste strutture che abbiamo autorizzato pagano degli extra standard che non si erano mai visti prima nella città dell’Aquila».
«Quindi – prosegue il primo cittadino – i privati non soltanto investono e danno quello che è dovuto, ma noi chiediamo anche un surplus in termini di investimenti, di infrastrutture, di sicurezza e di parcheggi».
«Io credo – ancora parole di Biondi – che se un investitore privato esperto decide di aprire in un luogo lo fa perché sa che c’è un mercato. La nostra è una città che non perde residenti e che ha una sua vivacità».
Biondi poi fa degli esempi: «Abbiamo poli di interesse come la scuola della Guardia di Finanza, e si apriranno pure nuove scuole di formazione, penso a quella dei Vigili del Fuoco. Probabilmente gli investimenti sono fatti sulla base di queste traiettorie, che noi abbiamo disegnato da nove anni a questa parte».
E poi il capitolo residenti.
È vero, a L’Aquila c’è stata una diminuzione dei residenti in centro storico, ma più che fisiologica.
Se si considera che al 31 dicembre 2008 (ossia pre terremoto) questi erano 8800, ed oggi 6800.
«Il Comune – è stato assicurato – sta lavorando per politiche che possano portare a garantire un riequilibrio».
Oltretutto – hanno spiegato gli esponenti di maggioranza – «nel complessivo L’Aquila è l’unica città abruzzese, insieme a Montesilvano, che non fa registrare una flessione di residenti».
I dati vengono fuori tenendo presente il confronto tra gli ultimi due censimenti generali della popolazione.
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