13 Febbraio 2026 - 09:59:39
di Martina Colabianchi
Non si arresta anche in Abruzzo la mobilitazione per il rinnovo del Ccnl della Sanità Privata.
Dopo il fallimento del tentativo di conciliazione al Ministero del Lavoro, le segreterie regionali di Fp Cgil Abruzzo Molise, Cisl Fp Abruzzo Molise e Uil Fpl Abruzzo denunciano una «situazione inaccettabile» anche nella nostra regione, dove «migliaia di lavoratrici e lavoratori della sanità privata e delle RSA continuano a garantire servizi essenziali ai cittadini con salari fermi da anni, organici insufficienti e tutele sempre più deboli».
Già proclamato lo stato di agitazione, le sigle sindacali si preparano ad una serie di assemblee in tutte le strutture sanitarie private e nelle Rsa per alzare ulteriormente il livello della protesta.
«In una regione – scrivono – in cui una parte rilevante dell’assistenza sanitaria è affidata ai privati accreditati, non è più tollerabile che risorse pubbliche vengano erogate senza il rispetto dei contratti nazionali di lavoro e dei diritti di chi lavora. La sanità privata accreditata non può continuare a funzionare scaricando i costi sui lavoratori».
Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl ricordano che «la Regione Abruzzo aveva già assunto impegni precisi su un intervento legislativo per vincolare l’accreditamento e il finanziamento pubblico delle strutture private al rispetto dei Ccnl e all’applicazione uniforme delle tutele contrattuali. Ora quegli impegni devono tradursi in atti concreti: l’avvio dell’iter non è più rinviabile».
«Parallelamente, le segreterie regionali chiederanno l’intervento degli organi di controllo per verificare se le strutture private rispettano realmente i requisiti di accreditamento. I controlli dovranno riguardare gli organici, la qualificazione professionale, l’inquadramento contrattuale e le mansioni effettivamente svolte dal personale. Sotto osservazione anche l’utilizzo del lavoro autonomo e delle partite IVA, in particolare nel caso degli infermieri, per accertare che non vengano utilizzati rapporti di lavoro impropri in sostituzione di personale dipendente. Saranno inoltre richieste verifiche sul rispetto delle condizioni igienico-strutturali e di sicurezza, sull’applicazione della normativa nazionale e regionale vigente e sui contratti collettivi effettivamente applicati nelle strutture accreditate».
La mobilitazione, fanno sapere, «andrà avanti fino a quando non verrà riaperto un confronto vero sul rinnovo del contratto e fino a quando non saranno garantiti salari dignitosi, diritti certi e qualità dei servizi sanitari e socio-sanitari per i cittadini abruzzesi. Senza diritti non c’è qualità della cura».
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