13 Febbraio 2026 - 19:22:37
di Tommaso Cotellessa
Il Tribunale dell’Aquila ha dichiarato nullo il licenziamento di un addetto al servizio di portineria impiegato nell’appalto presso l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di L’Aquila, rimosso dal posto di lavoro dopo essersi iscritto alla Filcams CGIL.
La sentenza, depositata l’11 febbraio 2026, qualifica il provvedimento come licenziamento ritorsivo, accertando che la decisione aziendale è stata adottata esclusivamente come reazione alla scelta del lavoratore di rivolgersi al sindacato per far valere i propri diritti. Il giudice ha rilevato l’assenza della giusta causa nel licenziamento in tronco e ha accolto integralmente le richieste del dipendente, difeso dagli avvocati Carlo de Marchis e Silvia Conti, ordinando all’azienda di risarcire i danni subiti a causa dei gravi comportamenti posti in essere.
Nella motivazione si sottolinea che la vera ragione del recesso è stata l’iscrizione al sindacato e la richiesta di confronto sulle condizioni di lavoro, circostanza che rende il licenziamento nullo perché fondato su finalità ritorsive.
Per Andrea Frasca, segretario generale della Filcams CGIL dell’Aquila, questa sentenza conferma con chiarezza che chi mette in atto comportamenti tesi a punire un lavoratore per la sua adesione al sindacato commette un abuso grave. Un comportamento che la Filcams non è disposta a tollerare.
«Nel caso del lavoratore licenziato – aggiunge il sindacalista – non è stato solo colpito un singolo lavoratore ma si è tentato di mandare un messaggio intimidatorio a tutti gli addetti dell’appalto. Oggi questo messaggio viene rispedito al mittente».
«Saremo sempre presenti ogni volta che un lavoratore o una lavoratrice, anche da solo, trova il coraggio di alzare la testa e dire no a decisioni arbitrarie e ai soprusi. Non lasceremo nessuno da solo», conclude Frasca.
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