14 Febbraio 2026 - 17:32:14

di Vanni Biordi

Trent’anni fa l’Italia compiva un passo storico, spostando la violenza sessuale dal novero dei reati «contro la morale» a quelli «contro la persona». Oggi, quel traguardo di civiltà è al centro di una dura battaglia politica e sociale. Il fulcro del conflitto è il DDL Bongiorno con le recenti modifiche apportate al Senato che hanno scatenato una mobilitazione che dalle istituzioni arriva nelle piazze, con un appuntamento domani mattina alle 11:30 ai Quattro Cantoni di L’Aquila. Al cuore della contesa c’è la definizione di consenso.

Le Democratiche, insieme alle associazioni femministe, denunciano un pericoloso arretramento culturale. Se il testo approvato alla Camera metteva al centro la libertà e l’esplicitezza del consenso, la versione emendata dalla senatrice Bongiorno sembra reintrodurre l’onere della prova in capo alla vittima.

«Qualsiasi ambiguità su questo principio riporta le donne indietro di decenni», spiega Gilda Panella, portavoce delle Democratiche aquilane. «L’imputata torna a essere la donna, costretta a dimostrare di aver resistito “a sufficienza”. È il ritorno del processo alla vittima».

In questo scenario, il tribunale non giudicherebbe più il comportamento del predatore, ma la forza della reazione di chi subisce il trauma. Una dinamica che tradisce lo spirito della Convenzione di Istanbul e trasforma la violenza in una colpa da espiare. La protesta assume anche una dimensione politica locale con le consigliere Stefania Pezzopane (Pd) e Simona Giannangeli (L’Aquila Coraggiosa) che hanno presentato un ordine del giorno per impegnare il Comune a fare pressione su Governo e Parlamento. L

L’appello è quello di una città che si fregia del titolo di Capitale della Cultura e deve farsi paladina della cultura del rispetto e dell’autodeterminazione. Le modifiche del Senato sono giudicate «irricevibili», non un semplice restyling, ma un’inversione di marcia ideologica. La manifestazione di oggi ribadirà un concetto che non dovrebbe ammettere emendamenti: senza consenso è stupro.