15 Febbraio 2026 - 13:01:24
di Martina Colabianchi
Il 15 febbraio del 1996, la violenza sessuale passava dall’essere “reato contro la morale” a “delitto contro la persona”. Una data storica, scelta appositamente dalle promotrici dei presidi che oggi animano tante piazze d’Italia, tra cui quella aquilana, per ribadire che “senza consenso è stupro”.
Al centro della protesta, gli emendamenti presentati dalla senatrice Giulia Bongiorno che, secondo le organizzatrici, eliminano o indeboliscono il richiamo esplicito al consenso che era invece incluso nella riforma della normativa sulla violenza sessuale votata all’unanimità alla Camera.
«Chiediamo esplicitamente al governo di scongiurare l’approvazione di questo decreto, che segna un passo indietro, un arretramento culturale e un arretramento significativo nella vita di tutte noi – spiega la consigliera di L’Aquila Coraggiosa Simona Giannangeli -. Il consenso deve essere esplicito, deve essere libero e deve essere attuale».

All’iniziativa di piazza aquilana, promossa dalle consigliere comunali Pezzopane e Giannangeli insieme alle associazioni del territorio, tra cui il Centro Antiviolenza e Donne Terremutate, si affiancherà anche un’iniziativa all’interno dell’assise civica. Le stesse promotrici presenteranno, infatti, un ordine del giorno in cui si chiede, tra le altre cose, al sindaco e all’assemblea cittadina di sostenere la centralità del consenso, in coerenza con la Convenzione di Istanbul, e di sollecitare Parlamento e Governo affinché il testo di riforma non venga modificato in senso restrittivo.
«Chiediamo al Comune di essere effettivamente un’amministrazione comunale che crede e convintamente a contrastare la violenza – ha dichiarato la consigliera comunale Pd Stefania Pezzopane -. Chiediamo, con l’ordine del giorno, che anche il nostro Comune si pronunci e che continui a fare una serie di attività a supporto dei Centri antiviolenza che sono davvero delle avanguardie, da anni, nel contrasto alla violenza di genere. Noi pensiamo che senza consenso della donna sia sempre stupro, e questo principio ormai acquisito nelle normative di tanti Paesi europei e del mondo debba essere acquisito anche dal nostro Paese».
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