16 Febbraio 2026 - 10:56:56

di Tommaso Cotellessa

Un viaggio su rotaia attraverso il tempo e lo spazio per ricordare la drammatica pagina delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. Questo il fulcro del progetto il “Treno del Ricordo” pensato per istruire alla consapevolezza e alla memoria storica su una parentesi buia del nostro Paese.

Nell’edizione 2026 dell’iniziativa il percorso, partito da Trieste il 10 febbraio, vedrà coinvolta anche la città dell’Aquila in una tappa fissata al 18 di febbraio.

Le città attraversate dal convoglio sono in tutto 11 e costituiscono un percorso volto a suscitare preziosi riflessioni e stimolare l’apprendimento con specifico riferimento alle giovani generazioni. Per questo motivo il progetto prevede un percorso espositivo ricco di documenti e testimonianze.

Ad annunciare l’inserimento all’interno del progetto della tappa aquilana sono stati l’assessore regionale alla Cultura Roberto Santangelo e il senatore Guido Quintino Liris, che hanno contribuito all’inclusione del capoluogo abruzzese nel percorso nazionale

L’iniziativa, come ribadito da Santangelo, si inserisce alle attività promosse dalla Regione Abruzzo per coltivare la memoria e consentirà di «guardare la storia con le proprie mani». Il treno, composto di cinque vagoni, vuole, infatti, che far rivivere, quasi in prima persona, l’esodo degli istriano-dalmati. «Invitiamo tutti a venire a visitare questo luogo fisico – ha dichiarato l’assessore – che consente di ricordare l’eccidio delle foibe e l’esodo giuliano-dalmata».

Ad evidenziare la rilevanza del progetto e del coinvolgimento del capoluogo abruzzese è anche il senatore Liris che parla di «una pagina drammatica non abbastanza enfatizzata nel tempo, rimasta oscura penalizzando persone e famiglie».

«L’iniziativa del Treno del Ricordo – spiega Liris – ripercorre a livello simbolico l’esodo degli esuli giuliano-dalmati e questo treno non poteva non passare per l’Aquila Capitale della Cultura, un evento che c’era già stato negli anni scorsi ma che quest’anno assume un altro valore, così come la tappa di Pordenone futura Capitale Italiana della Cultura. Si tratta di un’iniziativa dedicata soprattutto ai giovani per far capire qual è la nostra storia e soprattutto far sì che quanto accaduto non si ripeta più, promuovendo una coscienza civile e storica».