16 Febbraio 2026 - 12:16:08

di Marianna Galeota

«L’Abruzzo è di nuovo maglia nera per la qualità sanitaria. Questa volta i dati ci vedono agli ultimi posti in Italia per le liste d’attesa, un risultato che certifica come la nostra regione sia ormai stabilmente in coda su quasi tutti gli indicatori relativi ai livelli di qualità assistenziale. Con Marco Marsilio, dopo sette anni di governo, l’Abruzzo conquista una serie di record di cui non andare fieri: ultimi per prestazioni sanitarie, primi per debito a livello nazionale e, conseguentemente, primi per tasse».

A lanciare l’allarme il segretario regionale del PD Daniele Marinelli, il senatore Michele Fina e il capogruppo PD Silvio Paolucci, alla luce dei dati pubblicati nella classifica stilata sulla piattaforma Agenas sulle liste d’attesa, che raccoglie i dati provenienti da tutti i Cup.

Una fotografia che palesa, secondo i dem, «in modo inequivocabile una spaccatura netta tra Nord e Sud del Paese, sempre più profonda e che rischia di diventare irreversibile. E mentre sai registrano questi dati, in Abruzzo i manager vengono premiati».

«A pagare le conseguenze di questa situazione sono cittadine e cittadini abruzzesi, sui quali vengono scaricati errori amministrativi e scelte sbagliate di questi anni di gestione – rimarcano gli esponenti PD –. Attendere 861 giorni per una prestazione ordinaria come un ecocolordoppler non è il segno di una sanità moderna di un Paese europeo, ma rappresenta un colpo gravissimo alla tenuta socioeconomica della nostra regione e al diritto costituzionale alla salute. All’Asl di Teramo si arriva fino a due anni e mezzo di attesa per un ecocolordoppler alla carotide, a fronte dei quattro mesi fissati come limite di legge per le prestazioni programmabili. Quel diritto che dovrebbe essere garantito a tutti sta diventando sempre più un privilegio, se non una chimera. Ma c’è un ulteriore elemento che rende questa situazione ancora più grave ed è il paradosso delle valutazioni manageriali».

«Mentre i cittadini aspettano anni per curarsi, emergono valutazioni che premiano chi dovrebbe invece essere chiamato a rispondere dei risultati. Domani approderà in Consiglio regionale, attraverso un’interpellanza sulla vicenda della valutazione del Direttore Generale della Asl di Pescara sul contenimento delle liste d’attesa e dei colleghi delle altre Asl, obiettivo che incide direttamente sui punteggi e sulla parte variabile della retribuzione dei manager. Su Pescara emergono due valutazioni radicalmente opposte all’interno dello stesso sistema regionale: da un lato i dati trasmessi dal RUAS della Asl di Pescara, sulla base di informazioni fornite dalla stessa Azienda, attribuirebbero al Direttore Generale punteggi elevati, sostenendo che oltre il 90% delle prestazioni rispetterebbe i tempi massimi di attesa», concludono.

«Dall’altro lato, la valutazione ufficiale dell’Agenzia Sanitaria Regionale, individuata dalla Giunta come soggetto competente alla verifica, certifica invece un indicatore complessivo del 61%, con la conseguente attribuzione di zero punti proprio sull’obiettivo principale del contenimento delle liste di attesa. Due valutazioni opposte su una stessa realtà così sensibile non possono coesistere. Mentre i cittadini attendono mesi o anni per una prestazione, qualcuno certifica risultati eccellenti e assegna premi, forse non dovuti.  Non c’è abruzzese che non abbia incrociato questo disagio nella propria storia personale o familiare. È una sofferenza diffusa che mina la fiducia nelle istituzioni e crea disuguaglianze tra chi può permettersi il privato e chi deve affidarsi esclusivamente al servizio pubblico. Di fronte a questo quadro la politica non può tacere. Continueremo a denunciare e a costruire un’alternativa credibile che rimetta al centro la salute, riduca davvero le liste d’attesa e restituisca ai cittadini un diritto alla cura pieno e concreto», concludono.