16 Febbraio 2026 - 15:59:41

di Martina Colabianchi

Nella cornice della Sala Clementina del Palazzo Apostolico VaticanoPapa Leone XIV ha ricevuto in udienza i prefetti d’Italia e, tra loro, anche il nuovo prefetto dell’Aquila Vito Cusumano e la dottoressa Cinzia Teresa Torraco, che ha guidato la Prefettura del capoluogo abruzzese fino al novembre 2023.

Molto concreto il discorso del pontefice, ricco di richiami alla responsabilità civile e morale di chi esercita funzioni pubbliche. All’incontro era presente anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

Il Papa ha aperto l’incontro sottolineando la collaborazione tra Stato e Chiesa, citando Sant’Ambrogio come modello di chi ha saputo unire responsabilità civile e missione ecclesiale. Ha ricordato l’origine comune del termine «diocesi», che nell’antichità indicava sia le circoscrizioni dell’Impero sia quelle cristiane, evidenziando come il compito del prefetto e quello del vescovo convergano nel vigilare sul popolo.

In un contesto di tensioni internazionali, la figura del prefetto è essenziale per proteggere il bene comune, inteso non solo come ordine materiale ma come patrimonio morale della Repubblica. Vigilare sulla concordia sociale significa difendere i diritti di tutti, specialmente dei più fragili — anziani, poveri e giovani — affinché possano vivere in uno spazio pubblico sereno e accogliente.

Il Pontefice ha precisato, poi, che l’ordine pubblico non è solo repressione dei reati, ma contrasto alla volgarità e alla menzogna. Citando Sant’Agostino, ha ribadito che «chi governa è al servizio di chi è governato». Questo principio si sposa con la Costituzione italiana: il servizio pubblico deve nascere da una coscienza retta e da un equilibrio personale, prima ancora che dall’obbedienza alle leggi.

Nel corso del suo discorso, il Papa ha esortato i prefetti a offrire una doppia testimonianza, istituzionale e personale, per dare un volto umano alla burocrazia. Ha poi toccato temi attuali come le calamità naturali e l’uso dell’intelligenza artificiale nella Pubblica Amministrazione.

In conclusione, Leone XIV ha confermato l’impegno della Chiesa nel dialogare con le prefetture su temi concreti come l’accoglienza dei migranti, il sostegno agli indigenti e la gestione dei beni ecclesiastici (fabbricerie), dimostrando che fede e responsabilità civile possono camminare insieme per il bene dell’Italia.