Sinistra Italiana L’Aquila "Basta propaganda e diti inquisitori"
17 Febbraio 2026 - 18:03:47
Basta propaganda inquisitoria: la violenza si condanna tutta, non si usa
per fare processi politici.
In Consiglio comunale, in occasione del minuto di silenzio per la morte
di Quentin Deranque, abbiamo assistito ancora una volta a un
comportamento che ha poco a che vedere con il rispetto istituzionale e
molto con la propaganda.
I consiglieri comunali Scimia e Pagliariccio hanno scelto, nei confronti
dei loro colleghi Giannangeli e Rotellini, un tono inquisitorio,
insinuante, quasi da tribunale politico, che non può trovare spazio in
un’aula democratica. Come è già accaduto, proprio nel mentre della
stessa seduta, quando la consigliera Pagliariccio (ci dicono), durante
la votazione di condanna dei recenti scontri di Torino, è risultata
assente, può succedere a chiunque di non essere presente in un preciso
momento dell’attività d’aula: correttezza vorrebbe che, in mancanza di
dichiarazioni, nessuno si deve permettere interpretazioni tanto
insinuanti quanto strumentali, come quelle di Scimia e Pagliariccio,
senza almeno chiedere prima le reali motivazioni di un fatto.
Noi siamo talmente contrari a ogni forma di violenza che vogliamo andare
oltre le parole e chiediamo alla maggioranza un atto politico serio e
coerente: siglare un patto affinché il consiglio cittadino tenga fuori
da ogni forma di legittimazione, finanziamento, patrocinio o
collaborazione organizzazioni che, della violenza, fanno un esercizio
ripetuto e/o identitario, come potrebbe essere considerata CasaPound, i
cui militanti sono stati spesso artifici di azioni violente (aziono, ci
risulta, mai condannate dalla stessa organizzazione), e realtà analoghe.
Se vogliamo essere credibili, siamo pronti a firmare una vera carta
d’intenti: una credibilità politica che non si costruisce con i minuti
di silenzio usati come clava ma con scelte nette e trasparenti.
Quanto avvenuto in Francia è sotto indagine e nessuno ha il diritto di
trasformare un fatto tragico in uno strumento di propaganda locale. Due
elementi non possono essere però, a nostro avviso, ignorati:
A Lione, da anni, l’estrema destra è protagonista di aggressioni e
assalti contro migranti, centri sociali, collettivi e forze politiche
ossia il clima è tesissimo;
Gli scontri sono nati quando militanti di estrema destra sono andati a
contestare un’iniziativa politica de La France Insoumise (schieramento
di sinistra).
Quando si cerca la violenza, quando si coltiva la violenza, quando la
violenza è azione politica allora non si sa mai cosa può accadere.
Non basta un minuto di silenzio per piangere un ragazzo di 23 anni che
perde la vita se poi si continua ad alimentare un clima violento e si
punta il dito in modo strumentale, come hanno fatto Scimia e
Pagliariccio, con l’unico obiettivo di costruire un racconto utile ad
una meschina propaganda. Propaganda che si rivela tale, e quindi si
trasforma in silenzio, quando a morire non è un giovane di destra ma
sono decine e decine di migliaia di donne e uomini, come per esempio in
Palestina, vittime della furia genocida israeliana.
Noi vogliamo denunciare la violenza come sistema, sempre e ovunque. La
nostra linea di confine è chiara: chi fa della violenza un sistema, un
modello, un carattere identitario non è nostro compagno o nostro amico.
per fare processi politici.
In Consiglio comunale, in occasione del minuto di silenzio per la morte
di Quentin Deranque, abbiamo assistito ancora una volta a un
comportamento che ha poco a che vedere con il rispetto istituzionale e
molto con la propaganda.
I consiglieri comunali Scimia e Pagliariccio hanno scelto, nei confronti
dei loro colleghi Giannangeli e Rotellini, un tono inquisitorio,
insinuante, quasi da tribunale politico, che non può trovare spazio in
un’aula democratica. Come è già accaduto, proprio nel mentre della
stessa seduta, quando la consigliera Pagliariccio (ci dicono), durante
la votazione di condanna dei recenti scontri di Torino, è risultata
assente, può succedere a chiunque di non essere presente in un preciso
momento dell’attività d’aula: correttezza vorrebbe che, in mancanza di
dichiarazioni, nessuno si deve permettere interpretazioni tanto
insinuanti quanto strumentali, come quelle di Scimia e Pagliariccio,
senza almeno chiedere prima le reali motivazioni di un fatto.
Noi siamo talmente contrari a ogni forma di violenza che vogliamo andare
oltre le parole e chiediamo alla maggioranza un atto politico serio e
coerente: siglare un patto affinché il consiglio cittadino tenga fuori
da ogni forma di legittimazione, finanziamento, patrocinio o
collaborazione organizzazioni che, della violenza, fanno un esercizio
ripetuto e/o identitario, come potrebbe essere considerata CasaPound, i
cui militanti sono stati spesso artifici di azioni violente (aziono, ci
risulta, mai condannate dalla stessa organizzazione), e realtà analoghe.
Se vogliamo essere credibili, siamo pronti a firmare una vera carta
d’intenti: una credibilità politica che non si costruisce con i minuti
di silenzio usati come clava ma con scelte nette e trasparenti.
Quanto avvenuto in Francia è sotto indagine e nessuno ha il diritto di
trasformare un fatto tragico in uno strumento di propaganda locale. Due
elementi non possono essere però, a nostro avviso, ignorati:
A Lione, da anni, l’estrema destra è protagonista di aggressioni e
assalti contro migranti, centri sociali, collettivi e forze politiche
ossia il clima è tesissimo;
Gli scontri sono nati quando militanti di estrema destra sono andati a
contestare un’iniziativa politica de La France Insoumise (schieramento
di sinistra).
Quando si cerca la violenza, quando si coltiva la violenza, quando la
violenza è azione politica allora non si sa mai cosa può accadere.
Non basta un minuto di silenzio per piangere un ragazzo di 23 anni che
perde la vita se poi si continua ad alimentare un clima violento e si
punta il dito in modo strumentale, come hanno fatto Scimia e
Pagliariccio, con l’unico obiettivo di costruire un racconto utile ad
una meschina propaganda. Propaganda che si rivela tale, e quindi si
trasforma in silenzio, quando a morire non è un giovane di destra ma
sono decine e decine di migliaia di donne e uomini, come per esempio in
Palestina, vittime della furia genocida israeliana.
Noi vogliamo denunciare la violenza come sistema, sempre e ovunque. La
nostra linea di confine è chiara: chi fa della violenza un sistema, un
modello, un carattere identitario non è nostro compagno o nostro amico.
Fabrizio Giustizieri – Segretario Provinciale Sinistra Italiana-AVS
Pierluigi Iannarelli – Segretario Comunale Sinistra Italiana-AVS.
LAQTV Live