18 Febbraio 2026 - 11:47:00
di Vanni Biordi
L’Aquila ha vissuto un momento di profonda riflessione civile accogliendo, sui binari di una stazione trasformata in spazio museale e spirituale, il Treno del Ricordo.
Il convoglio storico, promosso dal Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, e realizzato con la Fondazione FS Italiane, non è una semplice esposizione itinerante: è un sacrario mobile dedicato alla memoria degli esuli istriani, fiumani e dalmati. Un monito che attraversa l’Italia per ricucire i lembi di una ferita nazionale rimasta per troppo tempo nell’ombra del silenzio.
Sotto un cielo limpido, la cerimonia ha visto la partecipazione delle massime autorità, delle associazioni degli esuli e, soprattutto, delle nuove generazioni. Gli studenti degli istituti Giuseppe Mazzini e Leonardo da Vinci, accompagnati dalle note dell’orchestra del Conservatorio dell’Aquila, hanno presidiato il binario in un silenzio partecipe.
È stato il simbolo tangibile di un passaggio di testimone tra chi la storia l’ha subita e chi ha oggi il dovere etico di custodirla. Il ministro Abodi ha sottolineato il valore della conoscenza come unico antidoto all’oblio: «Avete avuto fino a poco tempo fa il diritto di non sapere, perché nessuno raccontava una pagina mai scritta. Dal 2004 esiste una legge per il Giorno del Ricordo, ma dobbiamo onorare questa memoria ogni giorno, affinché l’orrore non si ripeta». Un’ammissione necessaria, che riconosce decenni di omissioni su una vicenda complessa del nostro secondo Dopoguerra.
All’interno dei vagoni, l’allestimento offre un impatto emotivo dirompente. Valigie di cartone, utensili domestici e masserizie — frammenti di vite spezzate — raccontano l’esodo di migliaia di italiani costretti ad abbandonare le proprie terre. È la narrazione del dolore di chi ha cercato rifugio lontano dalle radici, trovando un’accoglienza spesso difficile, ma che all’Aquila ha saputo trasformarsi in autentica integrazione. Il progetto punta alla formazione civile. Particolarmente significativo è il quinto vagone, frutto di un concorso nazionale che ha visto protagonisti studenti di ogni ordine e grado. Il Ministro ha evidenziato come l’effetto sui giovani sia già tangibile, leggibile attraverso i loro contributi critici e creativi. Il Treno del Ricordo, partito da Trieste per toccare 11 città, si pone come un ponte ideale tra il confine orientale e il resto della nazione.
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