18 Febbraio 2026 - 17:30:22

di Redazione

Il Consiglio regionale ha approvato l’emendamento presentato dalla consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Erika Alessandrini alla legge urbanistica regionale 58/2023, sbloccando in tutto l’Abruzzo le pratiche edilizie sugli edifici rurali esistenti che, da settimane, risultavano di fatto paralizzate.

«La modifica introdotta dalla maggioranza di centrodestra a dicembre aveva prodotto un effetto immediato e pesante sugli uffici tecnici comunali: molti interventi, anche di semplice manutenzione, erano diventati impossibili per i proprietari non coltivatori diretti», spiega la consigliera pentastellata.

«È bastata una parola scritta male per creare un problema enorme – dichiara la consigliera regionale Erika Alessandrini –. Persone che volevano rifare il tetto della casa dei genitori, mettere in sicurezza un immobile ereditato o sistemare gli impianti non potevano più farlo. I Comuni non sapevano come procedere e le famiglie si sono ritrovate con abitazioni di fatto inutilizzabili».

Il termine “esclusivamente”, inserito nel comma 4 dell’articolo 58, collegava gli interventi sugli edifici esistenti alla sola regolarizzazione edilizia, escludendo persino la manutenzione ordinaria. Con l’emendamento approvato viene chiarito il quadro normativo e che le sanatorie sono ricondotte alla procedura prevista dall’articolo 36-bis del DPR 380/2001, riallineando la legge regionale alla normativa nazionale.

«Abbiamo ripristinato la legalità amministrativa – prosegue Alessandrini –. Una legge regionale non può impedire ai cittadini di mantenere in sicurezza la propria casa né mettere in difficoltà gli uffici tecnici comunali. Questo è esattamente il contrario della semplificazione che la politica dovrebbe garantire».

Per la consigliera del Movimento 5 Stelle, l’episodio evidenzia problemi più ampi nella nuova legge urbanistica regionale. «Questa vicenda torna a mettere in evidenza quanto quella legge sia stata scritta in fretta e senza ascoltare territori e professionisti. Stiamo ricevendo segnalazioni continue da tecnici e amministrazioni locali e stiamo già lavorando su ulteriori correttivi».

Particolare preoccupazione riguarda il regolamento sui cosiddetti “Progetti di Sviluppo”, appena arrivato in Commissione. «Così com’è – avverte – rischia di diventare un vero portone aperto alla cementificazione in zona agricola. Da una parte la destra parla di stop al consumo di suolo, dall’altra introduce strumenti che lo favoriscono».

«La tutela del territorio agricolo è un caposaldo per il Movimento 5 Stelle – conclude Alessandrini –. Su questo regolamento ci opporremo con forza: l’Abruzzo non ha bisogno di altro cemento, ma di recupero del patrimonio esistente e di uno sviluppo davvero sostenibile».