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Mercoledì, 28 Maggio 2014 16:37

Le cittadelle dello shopping: astenersi perditempo

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E ripeto: astenersi perditempo. Sono consapevole che quello che sto per descrivervi è quanto di più criticabile e se non addirittura ignobile per alcuni: passare un sabato di maggio – primo sabato di bel tempo, poi – dentro un outlet è superficiale, squallido, intellettualmente desolante. Non ho mai fatto mistero di questa passione ma è capitato che venissi sminuita da persone che si fregiavano di propensione, invece, solo ad uscite di carattere prettamente culturale per città d’arte o musei che però ignoravano cosa e quando fosse veramente stato l’impressionismo. Ma così come essere inclusi in una generalizzazione è spiacevole, generalizzare sugli altri è anche stupido.

Per me, passare un soleggiato sabato di maggio in uno degli outlet più belli d’Italia e d’Europa è entusiasmante, divertente, appassionante. Se poi si ha davvero qualcosa da cercare e - eventualmente - da comprare, il viaggio diventa una vera e propria missione da organizzare con cura. Esattamente come ho fatto io. In vista delle cerimonie tipiche della stagione più o meno importanti, si è reso necessario un rinnovo del parco abbigliamento di casa e perché accontentarsi di un banale – perché a portata di mano – giro in centro quando un’ottantina di km più in là si spalancano le porte dello shopping scontato? La mia organizzazione includeva un abbigliamento funzionale alla prova abiti, perlustrazione del sito dell’outlet dove ho scoperto di poter beneficiare di un ulteriore sconto in alcuni negozi, previa iscrizione alla mailing list – un compromesso del tutto accettabile – e pranzo al sacco. Quest’ultimo è stato alla fine eliminato.

L’unico neo di questa gita è l’affrontare il tratto di A1 dove sembra che succedano sempre le peggio cose (in qualunque momento voi abbiate mai ascoltato un bollettino del traffico, avrete sentito nominare Roncobilaccio e Barberino di Mugello). Il “meglio soli che male accompagnati” è d’obbligo in certi casi: valutate con attenzione coloro che dovranno essere i vostri compagni di avventura perché avere al seguito qualcuno che ad ogni piè sospinto lancia uno sbuffo renderebbe la giornata un tantino pesante.

Dovete sapere che tutto ciò che avrete attorno nelle successive ore non sarà null’altro che un luogo creato appositamente per alleggerire i vostri portafogli; vi rendere conto di quanto il lusso possa essere politicamente scorretto ed economicamente imparziale, nonché esagerato considerando che vi troverete ad avere a che fare con prezzi ribassati o dimezzati – se non di più – sui quali, nonostante tutto, chi deve, ne ricava comunque un cospicuo guadagno. Funziona così, non è una novità e non stiamo scoprendo nulla di sconvolgente.

Queste cittadelle dello shopping di vario genere, non solo abbigliamento, anche se questo investe la maggior parte dello spazio, stanno spuntando come funghi e appartengono per lo più a catene: il concetto è quello del centro commerciale all’aria aperta dove i numerosi negozi propongono sempre articoli scontati. Quello di Barberino fa parte del gruppo McArthurGlen che ha lanciato il suo primo designer outlet nel 1995 in Gran Bretagna e ad oggi conta venti outlet distribuiti in gran parte d’Europa, cinque solo in Italia. La cosa che li caratterizza è uno “stile architettonico” identico e negozi soprattutto monomarca. Il gruppo McArthurGlen predilige quelli di lusso; un’altra catena, ad esempio, quella degli “The Style Outlet” meno diffusa su territorio nazionale ed internazionale, abbassa leggermente il livello per alcuni marchi, altri si trovano in entrambi i centri. E in entrambi è come passeggiare in un quartiere estremamente curato, fatto di case basse, muri color crema e tetti con le tegole dal tipico color rossiccio, piante e panchine di legno. In quello di Barberino hanno anche ben pensato di farci capitare un ruscelletto in mezzo…

Passatemi l’ossimoro: un’ oasi di perdizione!! Durante il periodo finale dei saldi, poi, vi sembrerà impossibile non comprare. Siate consapevoli del fatto che se anche non doveste aver trovato nulla di ciò che cercavate, senza busta in mane non ve ne uscite. Provare per credere…

Scarpe comode e occhio attento, il bottino è stato più che soddisfacente. Benefattrice, quando avevo deciso che la mia gita volgeva al termine, ho anche regalato la mia tesserina sconto ad uno sventurato che non ne era a conoscenza.  

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Francesca Fanci

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