Mercoledì, 17 Settembre 2014 15:09

Il Tacuinum sanitatis: musica e quotidianità

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Una domanda che spesso ci si pone quando ci si appresta all’esecuzione della musica antica, in special modo quella medievale, è quella relativa al come l’attività musicale si svolgesse al di fuori dalle occasioni ufficiali documentate dalle cronache del tempo. La via da percorrere per recuperare questo tipo di informazioni deve necessariamente rivolgersi a fonti che non siano solo quelle dei trattati musicali, ma possono essere rilevate attraverso altre fonti, in questo caso indirette, quali le opere letterarie e l’iconografia musicale. Utile alla riflessione sulla prassi musicale nella sua accezione quotidiana, è il Tacuinum sanitatis, un trattato medico risalente all’ XI secolo realizzato a Baghdad dal medico e letterato Abu al-Ḥasan al-Mukhtar Ibn Buṭlan, che nel XIV secolo venne corredato da una serie di illustrazioni alcune delle quali concernenti la musica.

Il titolo originale Taqwim al sihha Taqwīm cioè Almanacco della salute si riferisce al contenuto del testo basato sui consigli del medico al lettore in corrispondenza del calendario annuale; tali consigli riguardano la salute, il nutrimento, l'umore e danno anche indicazioni pratiche per condurre una vita sana.

Il trattato si diffuse rapidamente in Europa contribuendo a far conoscere le moderne pratiche dietetiche ed igieniche della medicina araba e alla fine del secolo XIV il Tacuinum Sanitatis fu arricchito da illustrazioni, con un’immagine per ciascuna prescrizione , in ambito lombardo.

Ogni foglio del trattato è occupato in larga parte dalla miniatura o disegno che illustra il soggetto e la materia cui si riferisce la regola, espressa in calce al foglio. Le miniature ed i disegni che decorano i Tacuina li rendono una vera e propria enciclopedia illustrata della vita medievale, attraverso la raffigurazione particolarmente vivace di ambienti, scene di lavoro e di vita domestica, piante, animali. Tra i temi principali delle raffigurazioni troviamo soggetti come: il medico in cattedra da solo o accompagnato da seguaci; carte con l'identificazione delle piante, degli animali, delle stagioni, del clima, del movimento del corpo e degli stati d'animo; contadini intenti alla raccolta o giovani signori in atteggiamenti cortesi; animali rappresentati all'aria aperta oppure mentre vengono catturati. Le quattro stagioni sono personificate nei lavori di ciascun mese; inoltre sono presenti numerose immagini che illustrano la confezione dei cibi. Le scene di vendita, molto varie e sparse per tutto il manoscritto, mostrano cereali, legumi, preparazioni farmaceutiche, frutta secca, latticini, sale, pane, carne, olii, dolci, sostanze aromatiche, sciroppi, candele, vestiti e anche volatili. Il consumo del prodotto, infine, illustrato in misura minore, presenta per lo più i commensali a tavola. Tutte le raffigurazioni del Tacuinum possono essere definite come didattiche; il loro intento è di illustrare un soggetto in modo comprensibile e istruttivo. Le immagini sono intenzionalmente un supporto al testo e, in particolare, al titolo dell'argomento da rappresentare; la scelta iconografica era poi lasciata al miniatore, condizionato dalla sua propria realtà quotidiana, dai libri di modelli che consultava o dai lavori artistici contemporanei.

Tra i codici illustrati più belli di quest’opera, è il manoscritto n. 4182 intitolato Theatrum sanitatis realizzato nella seconda metà del XIV secolo e conservato nella Biblioteca Casanatense di Roma. Tra le molte tavole di questo trattato la musica vi compare, proprio perché era un aspetto che si rifletteva sulla salute in quanto capace di procurare un benessere spirituale

L’introduzione alla tavola dice infatti: 'La musica è uno strumento utile per conservare la salute o per restituirla una volta che è stata perduta nei confronti delle diverse nature delle costituzioni degli uomini'. La musica, secondo il trattato, può presentarsi in tre forme: «cantus», «organare cantum vel sonare», «sonare et saltare», vale a dire cantare, suonare gli strumenti, danzare al suono degli strumenti. Un esemplare illustrato del Tacuinum fu realizzato probabilmente per Verdi Visconti (1352 – 1414) figlia di Bernabò come regalo di nozze, che furono celebrate nel 1365, con Leopoldo d’Austria. Le immagini che sono state realizzate per questa edizione sono quelle del «cantus» e dell’ «organare cantum vel pulsare».

Tra le raffigurazioni presenti ce ne sono alcune che più delle altre non solo illustrano differenti situazioni musicali, ma ci restituiscono quadretti di vita vissuta, come fossero istantanee catturate con prontezza dall’artista. Una figura mostra due fanciulli che guidati dal maestro si esibiscono probabilmente per un sovrano, magari per dare prova dei progressi raggiunti nello studio; segue un’immagine che ritrae tre musicisti che in un giardino suonano un organo portativo, una viella e una ciaramella o una bombarda, strumenti questi che si ritrovano menzionati nelle numerose scene musicali presenti nella letteratura del Trecento. Evocativa di un momento di svago e di convivialità in ambito privato è la miniatura in cui sono rappresentate tre fanciulle e una bambina che al suono di una ciaramella e di una cornamusa eseguono un ballo tondo.

In un’altra copia del Tacuinum, sempre legata all’ambiente lombardo, il canto è rappresentato sia con riferimento alla musica liturgica con la raffigurazione di due fanciulli e due chierici che cantano sopra un libro notato posto sul leggio, ma anche profana con la raffigurazione di un cantante affiancato ai lati rispettivamente da due musicisti: uno suona un organo portativo e l’altro una viella, anche questa è la raffigurazione di un ensemble che appare decisamente coerente con l’esecuzione delle ballate trecentesche. Un’altra immagine mostra invece due uomini e una donna che al suono di una ciaramella e di una cornamusa, per l’atteggiamento del corpo sembrano eseguire una danza. Queste scene rappresentano così l’espressione di un mondo reale, la manifestazione di una pratica autentica e possono metterci in contatto con una realtà concreta che può sfuggire ad un approccio esclusivamente teorico.

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