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Martedì, 30 Settembre 2014 11:40

90 minuti (in due tempi più recupero) di stile!

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Siamo a settembre, la fine di un’estate alquanto bizzarra che ha anticipato un autunno che sembra essere altrettanto insolito per cui mi riservo dei consigli per gli acquisti più in là, in fondo non ci sono saldi dei quali approfittare!

A discapito di un sentimento che mi porterebbe a stare ben lontana dall’ambiente di cui sto per parlarvi, attenzione tutti, oggi il CALCIO (sì, la disciplina sportiva!) è al centro dei miei interessi. Tanto per accontentare un po’ tutti i palati… Non vi aspetterete certo dei commenti tecnici sulle ultime prestazioni dei prodi sportivi! Mi capita di essere trascinata in serate calcistiche dove tutto ciò che richiama la mia attenzione sono i commenti di contorno alle partite stesse e la mia speranza è che ci sia qualcuno che mi dia corda.

L’obiettivo è essere elemento di disturbo tale che per le prossime volte o si rinunci proprio alla serata o si rinunci a me per la serata. Sembra non funzionare. Quindi, sommando queste visioni mi ritrovo a fare il punto sulla questione: LE DIVISE DELLE SQUADRE CALCIO!! Ma non solo… Ci sarebbe da scrivere pagine e pagine sulle “acconciature” di alcuni di questi che neanche le ultime settimane della moda ma soprattutto la durata di queste impalcature! Fasce che non si smuovono, creste che non si afflosciano… Strabiliante!! 

juveNon è questo, però, il vero punto. Facendo di questa mia fallimentare tattica un’idea di discussione, mi sono quantomeno documentata e ho potuto scoprire che oltre ad esserci un prevedibile, vasto e non troppo economico mercato intorno alle divise di questi beniamini, c’è tutto un filone di siti internet che seguono appassionati i comunicati delle società sportive e delle aziende che le lanciano. È così che vieni a scoprire che la Juventus ha una terza maglia color verdino (davanti un verde pistacchio e sulla schiena un verde più scuro) che non è stata accolta con molto entusiasmo dai tifosi ma che sarebbe un omaggio alla divisa utilizzata dalla squadra in qualche occasione negli anni ’30. La Nike, che produce le maglie della prima squadra torinese, le produce anche per l’Inter che ha rinunciato ai classici colori sociali (ve li devo ricordare? No, vero?) in favore di una prima maglia dall’effetto pigiama blu con delle righine verticali celesti arrivando con la terza maglia che segue lo stesso principio del verdino Juventus ma declinato in celeste e blu. E a quelli della Nike è piaciuto talmente tanto che hanno ripetuto anche per Barcellona, in giallo, il Manchester City, in viola e altre sponsorizzate… A Napoli, la Marcon si è superata! Dopo il discreto mimetico della seconda maglia della precedente stagione, i partenopei quest’anno esordiscono con uno chiccosissimo effetto jeans… Non vedo l’ora che arrivi la prossima stagione!!!

napoliDevo dire che in Europa si spingono oltre e alcune magliette fanno più simpatia: ho visto stampati trifogli (e non si trattava di Irlanda ma di Grecia) e elmetti da samurai (non in Giappone ma in Messico) e ho notato come tutti questi grandi brand (Nike e Adidas in primis) abbiano modificato nel corso degli anni delle casacche sportive in vere e proprie magliettine trendy, aderentissime da far invidia a qualsiasi prova costume. Indagini sul campo da me effettuate in negozi sportivi confermano che nelle taglie più piccole di questi capi non tutti ci si sentirebbero a proprio agio…

Per non parlare poi delle scarpe. Variopinte e in alcuni casi i miei occhi ne hanno viste anche di colore diverso ai piedi dello stesso giocatore. E nello stesso momento. Ovviamente, totalmente dissociate dal resto della mise… Le sterili polemiche che una donna media potrebbe portare avanti su questo aspetto sono molteplici e divertenti come ascoltare i discorsi sull’inesistenza delle mezze stagioni. Fatto sta che mi stupisco di come di stagione in stagione le case produttrici si divertano a ricombinare i colori sociali di queste squadre e di come queste centinaia di variopinti omini, quelli che per 90 minuti non fanno altro che correre dietro un pallone prendendo svalangate di soldi (eccomi, la donna media che guarda una partita di “pallone”) si facciano testimonial sul campo dalla testa ai piedi innescando delle dinamiche totalmente estranee a quelle strettamente pertinenti alla loro professione.

Dite la verità, non vi è venuta voglia di vedere una partita di PALLONE insieme a me?

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Francesca Fanci

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