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Martedì, 13 Ottobre 2015 14:21

Confessioni di una blogger pericolosa

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Cosa volete che vi dica? Passato al setaccio il Pantone 2015 color Marsala, metabolizzato il ventaglio cromatico autunnale che questa stagione rimane ancorato allo spicchio dei toni terrosi e caldi senza troppi colpi di scena – ricordiamo l’anno scorso il verde acido sistemato in ogni tipo di filato e capo – concentriamoci sull’accessorio principe di ogni fashion addicted: la scarpa. In continuo duello con la borsa, la scarpa rappresenta il feticcio di molti e volendo soprassedere la necessità - soprattutto della scrivente - di farne oggetto di introspezione e indagine psicologica, restiamo nella comfort zone della indiscutibile bellezza e potenza stilistica della stessa. Tra chi ne fa il punto focale assoluto del proprio outfit e tra chi si colloca all’interno della categoria dei “collezionatori seriali” mi sento di abbracciare con giusta modestia e soddisfazione entrambe le categorie.

Una passione che non si è risparmiata neanche di fronte allo zatterone monoblocco portato alla ribalta dalle Spice Girls sul finire degli anni ’90. L’adolescente di allora ancora ricorda il senso di gioia durante l’acquisto avvenuto dopo un anno circa di velate suppliche agli ormai inermi genitori. Posso orgogliosamente affermare e rassicurarvi tutti sul fatto che i gusti dell’attuale 30enne si sono affinati. Sicuro è che, nonostante gli oltre 140 pezzi (divisi in oltre 70 paia) presenti nella sua attuale collezione, quelle informi Fornarina nere, blu elettrico e argento sono rimaste nel suo cuore per infiniti motivi…

Questo episodio per rimarcare come un ricordo così netto della preadolescenza possa essere legato ad un paio di scarpe. Una ragazzina a quell’età ha una percezione relativa di se stessa, figurarsi se ce l’ha di quello che sarebbe diventata la sua forma di collezionismo. C’è da dire che ho passato gran parte dell’infanzia a cimentarmi in bozzetti arrangiati di abiti (il dono del bel disegno, ahimè, non mi è mai appartenuto) e questo era senza dubbio un campanello d’allarme. Ma tranquilli, la consapevolezza non ha tardato molto a palesarsi!

Venendo al nocciolo della questione: non vi sembra che un modello particolarmente in voga quest’autunno ricordi fortemente le zatterone anni ’90? Partiamo all’origine di una scarpa che io trovo raffinata e iperfemminile nonostante sia destinata principalmente ad un pubblico maschile: la stringata classica, che si evolve nella versione lavorata a coda di rondine o senza lacci, con o senza zip (versione che personalmente adoro), azzeccate anche nei colori che si discostano dal classico nero, blu e marrone. Dove sta l’inghippo? Sta nella nuova generazione di stringata alla quale hanno ben pensato di sostituire la classica suola con una raccapricciante zeppa di gomma e per fare le cose fatte proprio bene spesso e volentieri questa è anche bianca o diversamente colorata rispetto al resto. Passi la stringata dr. Martens, figlia dell’omonimo anfibio, dai sentori molto London underground, che messa nella giusta maniera potrebbe anche non farvi sembrare eterni Peter Pan in cerca della propria collocazione anagrafica. Quello a cui si assiste oggi è una promozione a “scarpe da vetrina” delle scarpe ortopediche. Con estremo rispetto per le scarpe ortopediche che compensano l’aspetto estetico con imprescindibile utilità medica. Ecco la regressione di 15 anni che aggiunge alla zeppa anche la suola “carroarmato”.

Sono spiacente, ma non è cosa davvero. Non riesco a digerirle e sappiate che la fan delle 5 ragazzotte inglesi non si fa abbindolare dai ricordi di gioventù e non esulta. E badate bene che nessun brand si è risparmiato dal produrle. Una battaglia che condurrò da sola, lo so. Forse le tengono solo fino ad Halloween, come gli stand di cioccolata e decorazioni di zucche… Sì, dev’essere per quello! Attenzione, non tutto è perduto. Restituiamo dignità ai nostri piedi che siamo finalmente arrivati al giusto compromesso tra le punte strette e lunghissime e lo stondato da bambola con scarpe finemente allungate le cui punte, anche se spigolose non sono mai eccessive e qui tra le stringate potrete sbizzarrivi, anche con tacco per chi ha coraggio e muscoli nei polpacci da vendere. Poco da aggiungere, le stringate classiche sono il tocco di eleganza anche con un abbigliamento molto essenziale sopra, anzi, forse si esprimono meglio.

The last but not the least Manolo Blahnik: Fleeting Gestures and Obsessions. Ispirazione d’autunno è anche questo prestigioso volume edito da Rizzoli USA, omaggio al genio creativo spagnolo classe 1942 che ripercorre i 40 anni di attività di uno degli stilisti calzaturieri più influenti del mondo. Enciclopedico, fotografico, esclusivo (anche nel prezzo di 150 dollari!), biografico e storico alla cui realizzazione hanno contribuito anche Pedro Almodovar e Sofia Coppola che ha lavorato con lo stilista per il film Marie Antoinette. Natale non è poi così lontano per pensare ad un regalo che lasci a bocca aperta… Al limite tra la confessione e i consueti consigli, attenti a cosa mettete ai piedi perché sarà la prima cosa che certi soggetti vi guarderanno!!

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Francesca Fanci

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