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Venerdì, 28 Giugno 2019 13:53

Il cinema in Abruzzo va on line

di 
Campo Imperatore Campo Imperatore

ABRUZZO SET E WEB - Da lunedì 1 luglio sarà on line il sito dell’Abruzzo Film Commission, struttura che dovrebbe favorire la presenza di produzioni audiovisive per girare film, serie, spot, mettendo a disposizione fondi che poi vengano spesi sul territorio regionale, come succede nelle altre regioni d’Italia e nel resto del mondo. È stata annunciata la messa on line di http://filmcommission.regione.abruzzo.it/ e anche la possibilità di registrarsi sul sito stesso per entrare a far parte di un database di professionisti e comparse ‘reclutabili’ all’occorrenza e lavorare nelle produzioni che la Film Commission riuscirà ad attrarre. Tra le altre sezioni annunciate: una sulle produzioni audiovisive ambientate in Abruzzo, poi i riferimenti legislativi di settore e, infine, un collegamento per le ricerche bibliografiche su Abruzzo e cinema.  Intanto per vedere un po’ di Abruzzo e Film Commission si può cercare nel sito già attivo Italy for Movies, dove sono presenti i servizi offerti da tutte le Film Commission italiane.

INVECE L’ESTATE – Che sta succedendo con il tentativo di portare pubblico in sala anche d’estate con aria condizionata e film di intrattenimento? Non sta succedendo quasi nulla sottolinea Federico Pontiggia su Il fatto quotidiano. I film programmati fino ad ora, Pets 2, X-Men, Godzilla 2, hanno incassato molto al di sotto delle pur caute aspettative. Tra gli italiani che hanno scelto la perigliosa via dell’uscita estiva, seppure sostenuta da incentivi statali, recupero dei costi e sostegno alla promozione, il film di Pupi Avati (Il signor diavolo), Salvatore Piscicelli (Vita segreta di Maria Capasso), Antonello Grimaldi (Restiamo amici), Francesco Ghiaccio (Dolcissime). Le premesse non sono rassicuranti, ma forse è un lavoro che pagherà col tempo o forse l’unico cinema frequentato l’estate è quello sotto le stelle.

LEZIONI DI CINEMA – Com’è cambiato il cinema documentario in questi anni? “Oggi non ha più senso il cinema antropologico, quello che faceva Jean Rouch. Lo faceva benissimo, ma progetti simili al giorno d’oggi non hanno senso, perché la gente può trovare tutte le informazioni in rete, mentre un tempo erano proprio i film ad assolvere quella funzione”. Ogni tanto qualche regista ci racconta del suo mestiere questa volta è Gianfranco Rosi a Basilea, Svizzera tedesca, per la nona edizione del festival Bildrausch Basel. “Ogni film ha un approccio diverso, quando inizio un progetto nuovo dimentico tutto quello che ho fatto in precedenza.” L’unico fil rouge è il tempo passato con le persone prima delle riprese, per creare il rapporto di fiducia necessario per poter introdurre la macchina da presa. “Quella è la mia parte preferita della lavorazione”. “Filmare mi piace di meno, per non parlare del montaggio. Quando girerò il mio ultimo film in assoluto forse non lo monterò proprio, lascerò lì le trenta ore di girato e se ne occuperà qualcun altro dopo la mia morte.” Le nuove tecnologie hanno facilitato il suo lavoro? “Sì, ma continuo a ragionare come se avessi a disposizione un 16mm, tiro fuori la macchina da presa solo quando serve”. (l’intervista integrale è su Cinecittà News).

IN SALA – Al cinema dunque si va per vedere Toy Story 4, l’animazione Disney – Pixar che tenta di sollevare le sorti degli incassi estivi delle sale cinematografiche, poi il film di Xavier Dolan La mia vita con John F. Donovan, un artista tra realtà e finzione scenica, poi il biopic Nureyev - The White Crow diretto da Ralph Fiennes, Atto di fede di Roxann Dawson, su una imprevista resurrezione, un horror, Ma, l’action francese Wolf Call - Minaccia in alto mare di Antonin Baudry. Infine Daitona di Lorenzo Giovenga, con Ornella Muti nel cast, storia di un giovane scrittore.

Tratto da: Hai letto di... #48 - frankenstein discrezionale di notizie di cinema 21-26 giugno 2019

Alessia Moretti

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