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Venerdì, 26 Aprile 2013 19:49

Combattere, morire, fotografare ad Aleppo. A Bucciarelli il "Capa Award"

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E' stato il trentaduenne fotografo italiano Fabio Bucciarelli ad aggiudicarsi il Robert Capa Gold Medal Award, il premio assegnato dall'Overseas Press Club e dedicato al fotoreporter ucciso da una mina durante la prima guerra di Indocina, mentre cercava di scattare una foto.  Il reportage di Bucciarelli, realizzato in Siria per l'Agenzia France-Presse, è incentrato sulla guerra civile che sta dilaniando il paese e si intitola “Battle to Death". Il teatro di guerra è Aleppo con gli scontri tra l'esercito governativo e la coalizione nazionale siriana.

L'Overseas Press Club nella motivazione del premio pone l'accento sulla capacità delle immagini del reportage di "collocarci 'nel momento' e di avere un chiaro senso dell'urgenza. C'è una consistenza nelle immagini che aiuta lo spettatore ad identificarsi con i soggetti e con i pericoli da essi incontrati".
Osservando le foto ciò che si nota è davvero un realismo e una volontà di non fare sconti allo spettatore, nella speranza che testimoniare la barbarie possa servire a qualcosa. Quando infatti Bucciarelli, con lo stesso lavoro e sempre quest'anno, ha ottenuto il secondo posto nella categoria Spot News del World Press Photo ha dichiarato "la forza di questo premio è nella possibilità di far vedere in tutto il mondo queste immagini".

Quando si documenta il dolore con le immagini infatti non si è mai sereni, pagine e pagine sono state scritte su questo per spiegare perché, argomentare, dare istruzioni su come osservare e riprodurre ciò che è difficile anche solo guardare. Ogni volta però vedere il dolore degli altri dai propri "luoghi sicuri" ci lascia turbati e impotenti. "La macchina fotografica è un filtro tra te e la realtà e quando torni a casa, rivedere queste immagini ti fa risentire tutto il dolore", aveva spiegato lo stesso Bucciarelli a "La Stampa" lo scorso febbraio.

A noi spettatori non resta che sentire il dolore e ai Siriani di viverlo, augurandoci ancora una volta che la denuncia visiva di ciò che sta accadendo sia una goccia nel mare del dialogo internazionale per cessare le ostilità.

Ultima modifica il Sabato, 27 Aprile 2013 00:23
Alessia Moretti

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