Martedì, 05 Aprile 2016 15:07

Confindustria L'Aquila: fondi post-sisma raccolti per le imprese usati per rifare la sede dell'associazione

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Fabio Spinosa Pingue Fabio Spinosa Pingue

"Non c'è nessun mistero sui soldi del conto Rivisondoli, Maria Paola Iannella è animata da rancori personali".

Il presidente di Confindustria L'Aquila, Fabio Spinosa Pingue, risponde così, in un'intervista rilasciata al quotidiano Il Messaggero, alle accuse lanciate dall'imprenditrice nella puntata di Report andata in onda domenica scorsa.

Dopo il servizio della trasmissione, anche il presidente regionale, Agostino Ballone, aveva chiesto che venisse fatta chiarezza.

Secondo Iannella, ex direttore responsabile del giornale di Confindustria L'Aquila L'Industriale ed ex affiliata all'associazione, non erano stati mai rendicontati 500 mila euro che Confindustria nazionale aveva raccolto all'indomani del terremoto per dare sostegno alle imprese danneggiate dal sisma.

Secondo la ricostruzione fatta dall'imprenditrice, le donazioni, dopo essere state raccolte, erano confluite in un conto dedicato, creato ad hoc e chiamato "conto Rivisondoli"; ma da lì erano state dirottate sul conto ordinario di Confindustria L'Aquila. Nessuno, però, sempre secondo Iannella, aveva mai spiegato, in questi anni, come fosse stato speso quel denaro, per quali progetti e a quali fini.

Alla Iannella, che per aver sollevato il caso era stata espulsa da Confindustria, ha risposto, oltre al presidente provinciale Spinosa Pingue, anche che il direttore generale della territoriale dlel'Aquila Carlo Imperatore.

I soldi raccolti, secondo Pingue, non sono 500 mila ma 428 mila e il conto corrente sul quale erano finiti era chiamato "conto Roccaraso" e non "conto Rivinsondoli".

Leggendo l'elenco dei progetti e degli interventi finanziati, tuttavia, la prima cosa che salta all'occhio è che più di metà della cifra non è andata affatto a sostegno delle imprese danneggiate o distrutte dal sisma ma è stata spesa per ristrutturare la sede di Confindustria L'Aquila, nel nucleo industriale di Pile.

Tutto legittimo, per carità: come spiega al Messaggero il direttore di Confindustria L'Aquila al Carlo Imperatore "si tratta di donazioni private fatte da nostri colleghi secondo il principio solidaristico dell’associazione". Rimane il fatto, però, che la motivazione ufficiale con cui erano stati raccolti quei soldi era un'altra.

"Non c'è nessun mistero" afferma, sempre al Messaggero, Fabio Spinosa Pingue "a partire dal nome il conto si chiama Roccaraso e non Rivisondoli, perché all'indomani del 6 aprile ad aprirlo fu un nostro socio di Roccaraso, Dario Colecchi, anche perché all'Aquila le banche erano inaccessibili. Quando Confindustria Abruzzo, a cui era intestato, decise di destinare questi soldi a Confindustria L'Aquila, trasferimmo i soldi sul conto ordinario e come da prassi chiudemmo quello di Roccaraso e quello di Sulmona, aperto da Confindustria giovani per lo stesso motivo. Questa vicenda dimostra ancora una volta quanto sia strumentale l'attacco di Maria Paola Iannella (intervistata da Report, ndr), animata da rancori personali che, d'altronde, sono già oggetto di cause giudiziarie".

Secondo Imperatore, che ha fornito al Messaggero l'elenco dei progetti e degli interventi finanziati, le spese erano state "rendicontate fino all'ultimo euro".

Va detto, però, che a Report lo stesso Imperatore aveva risposto di non sapere che fine avessero fatto i soldi perché a gestirli era stata direttamente Confindustria nazionale.

Inoltre, tra tutti gli interventi finanziati, alcuni non hanno nulla a che fare con il terremoto dell'Aquila. 15 mila euro, ad esempio, sono stati usati per finanziare progetti o interventi legati al sisma dell'Emilia Romagna (che però ci fu tre anni dopo quello dell'Aquila), all'alluvione in Serbia (risalente al 2014) e alla Città della Scienza di Napoli, parzialmente distrutta da un incendio nel 2013.

"C'è da fare una premessa in tutto questo" ha dichiarato Imperatore al Messaggero "Confindustria non ha gestito nessun fondo, ma si tratta di donazioni private fatte da nostri colleghi secondo il principio solidaristico dell’associazione".

Ecco la lista degli interventi finanziati:

- 230 mila euro: ristrutturazione della sede di Confindustria L'Aquila (costata circa 700 mila euro)
- 30 mila euro: arredo dei locali nel centro commerciale L'Aquilone dove Confindustria si era spostata da giugno a novembre 2009
- 80 mila euro: ricostruzione, insieme al Rotary, di una sala per l'università dell'Aquila
- 20 mila euro: progetto piccole industrie
- 10 mila euro: Banca dell'Aquila
- 5 mila euro:  L'Aquila capitale della cultura
- 1.500 euro:   progetto Donna del capoluogo
- 15 mila euro: Ofena, realizzazione di un ascensore al Comune
- 5 mila euro:  sisma Emilia Romagna (2012)
- 5 mila euro:  alluvione Serbia (2014)
- 5 mila euro:  Città della Scienza, Napoli
- 5 mila euro:  centro senologia Raiano
- 12,5 mila euro: progetto terziario avanzato

 

Ultima modifica il Martedì, 05 Aprile 2016 18:16

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