Domenica, 10 Luglio 2016 21:02

Open Data Ricostruzione: la ricostruzione su un'unica piattaforma. Sito online in autunno

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L'incontro di ieri al Gssi L'incontro di ieri al Gssi

Si chiama Open Data Ricostruzione ed è la nuova banca dati che, a partire da settembre/ottobre, renderà disponibili, trasparenti e accessibili, su un'unica piattaforma, tutti i numeri, le cifre e le informazioni riguardanti la ricostruzione post terremoto, dall'emergenza ai giorni nostri.

Il sito – ultimato ma ancora offline – è frutto del lavoro di un'equipe composta da informatici, tecnici, esperti di open data nonché da ricercatori e studiosi del Gran Sasso Science Insitute. Una squadra che ha agito in stretta collaborazione con i due uffici speciali, le istituzioni locali e il governo centrale.

E' proprio nell'aula magna del Gssi che la nuova piattaforma è stata presentata, nell'ambito di uno dei dibattiti che hanno animato il Festival della Partecipazione.

All'incontro hanno preso parte, oltre ai rappresentanti istituzionali locali, anche il capo della Struttura di missione Giampiero Marchesi e l'ex ministro della Coesione territoriale Fabrizio Barca.

Fu proprio Barca, nel 2012, a inserire, in un decreto-legge poi ribattezzato con il suo nome, una norma che obbligava gli uffici pubblici e i vari attori istituzionali a rendere trasparenti e soprattutto accessibili tutti i dati inerenti la ricostruzione: dallo stato di avanzamento dei progetti e delle pratiche della ricostruzione privata ai soldi spesi per quella pubblica; dal numero di aziende, progettisti e lavoratori impegnati nei cantieri all'ammontare dei fondi impiegati per il rilancio delle attività produttive.

Tale direttiva, tuttavia, è rimasta in gran parte inapplicata. Non che i dati non siano stati pubblicati. Ma attualmente si trovano dispersi su una pletora di siti e piattaforme differenti e, quel che più importa, non sono facilmente accessibili e utilizzabili dai cittadini.

Trasparenza e accessibilità sono due cose distinte e non necessariamente consequenziali, ha sottolineato Barca, che ha anche rimarcato l'importanza, affinché possa esserci una vera openness, di usare criteri univoci di definizione, classificazione e archiviazione dei dati stessi.

Anche il responsabile della Struttura di missione Giampiero Marchesi ha ammesso i ritardi accumulati nell'applicazione della disposizione legislativa: “Non sempre, una volta fatte le leggi, si hanno poi anche i mezzi, soprattutto economici, per applicarle. Purtroppo quando si è deciso di rendere i dati open non si è pensato anche a stanziare adeguate risorse, finanziarie e di personale, per attuare la normativa. Open Data Ricostruzione lo stiamo facendo praticamente a costo zero”.

Come funzionerà Open Data Ricostruzione

Il nuovo sito, ha annunciato Roberto Aloisi del Gssi, sarà on line e navigabile in autunno.

“Il modello implementato in Open Data Ricostruzione” ha spiegato Aloisio “è mutuato da siti istituzionali come Open Coesione e Open Cup ed è di tipo rendicontativo, basato cioè sul tracciamento delle risorse finanziarie impiegate per singolo trasferimento e beneficiario. I database di Open Data Ricostruzione saranno scaricabili in formato json  e interrogabili tramite Api”.

Le basi dati di Open Ricostruzione saranno quattro: fase emergenza; ricostruzione pubblica; ricostruzione privata; sviluppo economico.

Utilizzando molteplici chiavi di ricerca, sarà possibile vedere, ad esempio, quanti soldi sono stati spesi nell'immediato post terremoto (allestimento tendopoli, costruzione Progetto Case, map e musp, ripristino aree destinate all'accoglienza), quanti progetti di riparazione dell'edilizia privata sono stati finanziati, quanti sono i fondi effettivamente erogati (e quanti i progetti ultimati) per la ricostruzione pubblica, quante risorse sono state impegnate e quali sono le linee di intervento decise per il rilancio delle attività produttive e così via.

Insomma, dati per ottenere i quali oggi è necessario navigare su più siti, saranno finalmente disponibili sulla stessa piattaforma, sulla falsariga di quanto è stato fatto per l'Emilia Romagna. Nella consapevolezza che, per mettere i cittadini in condizione di prendere parte alle decisioni politico-amministrative e controllarne l'esecuzione, occorre dar loro informazioni, cifre e numeri precisi e anche facili da consultare.

Il sito funzionerà dunque da aggregatore-contenitore dei dati già presenti sui siti istituzionali di Comune, Usra, Usrc e Presidenza del Consiglio ma avrà un grado di usabilità e accessibilità maggiore, offrendo un quadro sinottico più funzionale a garantire quella trasparenza fino ad ora più sbandierata che effettivamente attuata e praticata dai soggetti che compongono la cosiddetta governance della ricostruzione.

Ultima modifica il Lunedì, 11 Luglio 2016 22:29

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