Martedì, 22 Novembre 2016 09:20

Ricostruzione, corruzione in alcuni appalti: in 13 rinviati a giudizio (8 assolti)

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L'atto di chiusura delle indagini è dell'aprile 2015 [Leggi qui]. Ed ora, si è messo un primo punto all'inchiesta su presunti casi di corruzione in alcune opere di messa in sicurezza di edifici danneggiati dal sisma.

Ieri, il gup del Tribunale Guenadalina Buccella ha deciso il rinvio a giudizio del funzionario comunale Mario Di Gregorio che avrebbe determinato a favore del tecnico Luigi Finazzi la nomina di sette incarichi da coordinatore per la sicurezza nei cantieri di demolizione di edifici danneggiati dal sisma. Tra l'altro, Finazzi risulta già coinvolto nella vicenda della demolizione e ricostruzione dell'abitazione della mamma di Di Gregorio, considerata inizialmente A e, di seguito, E proprio per decisione di Finazzi che sarebbe stato 'risarcito' - stando all'accusa - con la nomina a coordinatore per la sicurezza nei cantieri. Nel reato concorre anche Antonio Leoncini (Rup del Settore emergenza del Comune) la cui posizione è stata però stralciata per sospensione a seguito del recente terremoto, essendo lo stesso residente nel Comune di Campotosto.

Rinviato a giudizio per corruzione anche l'imprenditore Walter D'Alessandro, per aver convinto lo stesso Leoncini a favorirlo nell'esecuzione di alcune opere provvisionali di messa in sicurezza di edifici danneggiati nella frazione di Coppito mettendo a disposizione del Rup comunale una Mercedes Glk e una Mini Cooper, oltre ad una vacanza a Tenerife da 6mila euro.

Non solo. Lo stesso Di Gregorio, con Giuseppe Galassi, Carmine D'Alessandro e Luigi Palmerini andranno a processo con l'accusa di turbativa d'asta nell'ambito di un appalto di ricostruzione in centro storico: avrebbero favorito, in varie vesti, la Tecno Restauri Appalti di Claudio D'Alessandro; quest'ultimo e Nello Battoccolo hanno scelto il rito abbreviato e sono stati condannati ad un mese, il primo, e ad 8 mesi di reclusione, il secondo. Per gli altri, invece, si celebrerà il dibattimento.

Andranno a  processo, inoltre - l'accusa è turbativa d'asta in relazione all'appalto per la messa in sicurezza e parziale demolizione dell’edificio che fu sede del Banco di Napoli, in corso Vittorio Emanuele, e alla realizzazione di alcuni interventi di manutenzione straordinaria della viabilità a Sassa - Claudio D'Alessandro, Giovanni Marzi, Elisabetta Lonero, Dante Conti, Fulvio Minicucci, Domenico Contestabile e i fratelli Piero e Marcello Negrini.

Escono di scena, invece, i funzionari comunali Luca Pelliccione e Carlo Cafaggi, gli imprenditori Danilo Taddei, Elio Gizzi (assolto, dopo aver scelto il rito abbreviato) e Corrado Nurzia, nonchè Mario Biondi, Luigi Caprara ed Antonietta Micolucci. Il reato loro contestato era di turbativa d'asta e falso in relazione alla prima gara annullata per le opere sull'edificio ex Banco di Napoli. Per la fattispecie, non luogo a procedere anche per il dirigente comunale Mario Di Gregorio e per costruttore Carmine D'Alessandro.

Ultima modifica il Martedì, 22 Novembre 2016 12:16

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