Lunedì, 04 Novembre 2013 14:47

Sismaq: migliaia di informazioni in archivio, patrimonio della comunità

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La sede di Archivio di Stato e DSP a Bazzano La sede di Archivio di Stato e DSP a Bazzano

Il 4 novembre 2010 fu presentato alla città un portale multimediale dell'Istituto di Deputazione di Storia Patria (DSP): Sismaq, acronimo di Servizio Informativo su Sisma Memoria L'Aquila. "Questo portale, che è già in grado di fornire una specifica base dati, dedicata alla sterminata documentazione relativa al terremoto del 2009, potrà offrire con graduali inserimenti e costante alimentazione numerosi altri canali di ricerca, sulla bibliografìa storica, sui fenomeni ambientali e sociali, sulla documentazione archivistica, sulla vita culturale della città", disse allora il presidente del DSP Walter Capezzali.

Oggi, a distanza di tre anni esatti da quel lancio, Sismaq è diventato realtà: un archivio multimediale – finanziato dalla Fondazione Carispaq – che raccoglie l'impressionante mole di informazioni prodotte a L'Aquila e su L'Aquila dopo il terremoto dell'aprile 2009. Sono stati raccolti, catalogati, archiviati e pubblicati sul portale ad oggi più di 30mila foto, 12mila file di testo contenenti articoli di giornale, circa 2mila video scaricabili. Il lavoro di ricerca riguarda 15 testate locali, 35 nazionali e 25 internazionali; ma anche fogli informativi prodotti durante il periodo dell'emergenza e ben 260 volumi riguardanti il sisma acquistati dalla Biblioteca Antinoriana. Un volume di informazioni imponente, utile a ricostruire e conservare la memoria storica riguardo un evento che ha innegabilmente segnato la città e il suo territorio: “In questo lasso di tempo Sismaq ha avuto una rigenerazione grafica e soprattutto di contenuto - ha esordito il presidente della Deputazione di Storia Patria Walter Capezzali - questo è stato possibile al lavoro di tante persone che quotidianamente si dedicano al progetto, e alla Fondazione Carispaq, nostro sponsor unico, che ci ha creduto fin dall'inizio”.

“Stiamo documentando quotidianamente in maniera esaustiva e completa un evento così importante come quello che ci ha colpito più di quattro anni fa – dichiara la direttrice della biblioteca Stefania Liberatore – è un esperimento mai tentato a memoria d'uomo”. All'interno del sito web trovano spazio anche alcune sezioni riguardanti la storia di tutti gli eventi sismici rilevanti nell'aquilano dal 1315 al 1915 e una parte dedicata alla cronologia dei lavori della ricostruzione di cinquanta tra monumenti e palazzi nel centro storico del capoluogo abruzzese.

Presente all'iniziativa anche il Presidente della Provincia dell'Aquila Antonio Del Corvo: “E' un lavoro importante questo – dichiara – nonostante sappiamo bene che la nostra istituzione potrebbe sparire. In questo senso, sarebbe danneggiata anche la Biblioteca Provinciale, ma stiamo lavorando per trasformarla in sezione della Biblioteca Nazionale, visto che l'Abruzzo non ne possiede una”. Non è l'unica proposta di Del Corvo che, ricordando la gara in corso per la ricostruzione della sede storica della Biblioteca Provinciale, ha avanzato l'ipotesi di un “museo sul terremoto, da ubicare a Palazzo Quinzi, in modo da ricreare in centro un polo storico-culturale notevole, assieme alla sede della Biblioteca e a quella dell'Archivio di Stato”.

Nel frattempo, un polo culturale è sicuramente quello “virtuale” di Sismaq. Un grande lavoro di recupero e conservazione della memoria storica, a servizio anche e soprattutto della parte più giovane della nostra comunità, la popolazione universitaria: “Preziosissimo per i nostri studi”, come evidenzia lo storico Alfio Signorelli, direttore del Dipartimento di Scienze Umane dell'Univaq e fresco di nomina a Prorettore con delega alle attività culturali.

Lo stato di avanzamento di Sismaq è stato presentato oggi, ma è ben lontano dall'arrestarsi. Ogni giorno una squadra di giovani lavora al progetto, inserendo ogni mese gli articoli, le foto e i video riguardanti il sisma prodotti negli ultimi anni. Dal giornalino dei campi tenda al Daily Telegraph, tutto viene archiviato e reso fruibile integralmente sul portale.

La memoria non può morire” è scritto in alto alla homepage del sito web. In questo senso, Sismaq è divenuto in questi anni patrimonio della nostra comunità.

Ultima modifica il Martedì, 05 Novembre 2013 00:52

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