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Domenica, 19 Novembre 2017 17:43

Sanità, controffensiva Biondi: "Dea di II livello, Pd mortifica L'Aquila". Pietrucci: "Al lavoro per hub con Teramo che sia di riferimento per aree interne"

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"La Regione a guida Partito Democratico continua a mortificare la sanità aquilana limitando il dibattito all’istituzione del Dea di secondo livello solo all’area Chieti-Pescara".

A dichiararlo è il sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi, che già nei giorni scorsi ha ribadito come l'ospedale San Salvatore abbia tutte le caratteristiche per ospitare un Dea di secondo livello a servizio delle aree interne e come siano già disponibili 6.1 milioni di euro, di cui un terzo donato dalla Regione Emilia Romagna, per istituire la centrale unica operativa del 118 nel capoluogo abruzzese.

Affondo che arriva in una domenica segnata dalle polemiche social per un post, molto duro, pubblicato dal primo cittadino sul suo profilo: "nessun ciarlatano mi venga a insegnare come si ama e si difende questa terra: lo so meglio di ognuno di voi, politicanti da strapazzo", le parole del sindaco che ha replicato, così, alle pressioni politiche del centrosinistra cittadino che ha ribadito, in queste ore, la necessità che Biondi faccia chiarezza con le segreterie regionali dei partiti di centrodestra sulla vicenda della 'Nuova Pescara' e del capoluogo di Regione.

Sulla sanità, Biondi sta giocando la sua risposta sottolineando le mancanze del centrosinistra regionale e della passata amministrazione comunale. "Appare chiaro come la delibera in cui si prevede l'istituzione della Commissione per lo studio di fattibilità per la realizzazione di un Dea di secondo livello tra L'Aquila e Teramo del giugno scorso - commissione che a oggi non si è mai riunita - sia stata una maldestra trovata elettorale, tra l’altro neanche andata a buon fine, visto l’esito della competizione amministrativa", ha sottolineato. "Si continua a dare corso a quanto previsto dal decreto 79 del 2016 dell’allora commissario alla sanità, Luciano D’Alfonso, che già relegava a Dea di primo livello l’ospedale del capoluogo di regione. Purtroppo all’epoca nessuno levò una voce in difesa del nosocomio aquilano - la stoccata - a partire dal primo cittadino, Massimo Cialente, generalmente molto loquace e invece allora silente e remissivo medico e presidente del comitato ristretto dei sindaci della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila".

La difesa delle prerogative del capoluogo di regione - ha aggiunto Biondi - "passa anche attraverso queste battaglie che qualcuno, all’epoca, ritenne di non fare e che, al contrario, abbiamo da subito rimesso al centro del dibattito cittadino e non solo, incassando già il sostegno dei sindaci di tutta la provincia, a partire da quelli di Avezzano, Sulmona e Castel Di Sangro che, smessi i panni di un campanilismo inutile, sono in prima fila per rafforzare l’offerta della medicina ospedaliera e di quella territoriale".

 

Pietrucci: "Nessuna mortificazione; l'Abruzzo può e deve avere due Dea di secondo livello"

"Spiace dover tornare a cadenza periodica stagionale sullo stesso argomento, ma vista la delicatezza e l'importanza del tema mi sento di insistere nel ribadire quello che è il percorso che sto portando avanti assieme all'assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci. Sono convinto che l'ospedale dell'Aquila possa ambire a diventare Dea di secondo livello assieme a quello di Teramo, vista la relativa vicinanza tra i poli e le specializzazioni complementari".

A dirlo è il consigliere regionale dem Pierpaolo Pietrucci che risponde, così, all'affondo del sindaco del capoluogo, Pierluigi Biondi. "Non si tratta di una fantasia, ma di intento suffragato da atti: nel piano di riqualificazione del sistema sanitario della Giunta regionale è infatti stabilito che lo studio di fattibilità al riguardo sarà predisposto entro il dicembre del 2018. La Commissione è stata istituita. Ora è un mio obiettivo che si riunisca al più presto, auspicabilmente entro la fine dell'anno. Dobbiamo puntare ad arrivare a un Dea di secondo livello L'Aquila - Teramo che sia di riferimento per le aree interne, e che lavori in rete con i presidi di Avezzano e di Sulmona".

L'Abruzzo quindi può e deve avere due Dea di secondo livello: uno su L'Aquila - Teramo e l'altro su Chieti – Pescara. "Le polemiche sono incomprensibili, tanto più che non c'è nessuna mortificazione del San Salvatore da parte dell’attuale programmazione sanitaria. E ci sono gli atti, non le opinioni che parlano. Il Presidio ospedaliero dell’Aquila con il riordino della rete ospedaliera ha avuto un aumento di posti letto da 344 a 384, non ha subito riduzioni di UOC, anzi da 29 passano a 30, così come in precedenza presentava 26 strutture semplici dipartimentali e 2 UOS, ora con il riordino ospedaliero vengono riconfermate le 26 UOSD e si passa a 3 UOS".

Tra le diverse discipline tutelate nel San Salvatore è bene ricordare: la UOC di Chirurgia maxillo-facciale, unica in Abruzzo, la UOC di Neurochirurgia, in tutto 3 in Abruzzo, e pertanto viene qualificata come Stroke di II livello. "Viene confermato come HUB nella Rete IMA con la UOC di Cardiologia e Emodinamica", sottolinea Pietrucci; "vengono riconfermate e valorizzate inoltre la UOC di Nefrologia, abilitata al trapianto con direzione chirurgica unica in Abruzzo, la UOC di Immunologia e Centro trapianti anch’essa unica in Regione, la UOC di Malattie infettive, in tutto 2 in Abruzzo, la UOC di Pneumologia (in tutto 3 in Abruzzo). Viene valorizzata, inoltre, la Dermatologia che da UOSD passa a UOC (in tutto 2 in Abruzzo) e viene confermata la UOSD di Microchirurgia oculare con Centro di riferimento regionale per la donazione trapianti cornea. Il dato di fatto è che tutti e quattro i capoluoghi di provincia hanno avuto pari dignità nel riconoscimento delle singole specificità e delle funzioni di HUB; tutti e quattro i capoluoghi hanno avuto la stessa classificazione e per tutti e quattro sono in corso sia uno studio da parte di una Commissione tecnica, terza e imparziale e sia una interlocuzione con i Ministeri Affiancanti che dovranno approvare la proposta".

La scelta dei Dea non è né politica né di campanile, "visto che deve rispondere a precisi standard nazionali vincolanti e oggetto di un Accordo Stato-Regioni".

Ultima modifica il Lunedì, 20 Novembre 2017 16:27

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