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Lunedì, 20 Novembre 2017 17:46

Intecs, niente accordo: confermati i licenziamenti dei 68 dipendenti

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Si è conclusa con un mancato accordo la fase sindacale aperta a seguito della decisione di Intecs di avviare la procedura di licenziamento collettivo; nel pomeriggio, in Confindustria, l'azienda ha ribadito l'intenzione di dismettere il laboratorio dell'Aquila. Ora, sono previsti 30 giorni di percorso Istituzionale in Provincia e, non dovessero intervenire soluzioni, nel periodo di Natale i 68 dipendenti del sito riceveranno la lettera di licenziamento. 

Verrà scritta, così, l'ultima pagina di una vicenda dolorosa; a seguito dell'acquisto del laboratorio ex Siemens, leader del settore ICT, avvenuta con una lunga 'due diligence', Intecs non ha saputo valorizzare le potenzialità di una struttura di ricerca e sviluppo di alte competenze che era fiore all'occhiello del territorio. 

Tra l'altro, l'azienda ha comunicato di non poter garantire neppure il mantenimento di un minimo di personale, impiegato eventualmente sui progetti presentati in Regione nel febbraio scorso che attengono ai bandi per l'assegnazione dei fondi Por Fesr 2014-2020, attualmente al vaglio del Ministero e che vedevano Intecs in associazione temporanea d'imprese con altre realtà del territorio; infatti, l'amministratore delegato Marco Casucci ha chiarito che l'azienda non è più in grado di partecipare ai bandi per la difficile situazione che sta vivendo Intecs a livello Italia. 

Eppure, proprio Casucci - ai nostri microfoni - aveva spiegato che, "fino a qualche mese fa", l'azienda aveva "la cassa integrazione su Napoli, Roma e Pisa, oltre al contratto di solidarietà su L'Aquila; ad oggi, invece, la cassa integrazione è rimasta soltanto sul sito romano, col contratto di solidarietà interrotto qui per avviare la procedura di licenziamento collettivo". A dire che il laboratorio aquilano è stato sacrificato sull'altare della tenuta aziendale a livello nazionale. 

Così, potrebbe complicarsi anche il percorso avviato dal vice presidente della Giunta regionale Giovanni Lolli, e che prevede, qualora il progetto di Thales Alenia Space nell'ambito del progetto di 'Space Economy' - la Strategia nazionale di Specializzazione intelligente su cui la Regione ha investito 10 milioni di euro dei fondi FESR sviluppando un investimento complessivo di 40 milioni - dovesse andare a buon fine, la possibilità di riassorbire la maggior parte dei lavoratori Intecs.

Venendo meno l'impegno dell'azienda di mantenere almeno una quindicina di lavoratori, sarebbe complicato, ovviamente, decidere chi dirottare sul progetto Thales e chi lasciare a casa. E i tempi di definizione dell'eventuale finanziamento, comunque, potrebbero essere piuttosto lunghi.

Ovviamente, i sindacati si sono detti pronti a impugnare i 68 licenziamenti.

 

Ultima modifica il Martedì, 21 Novembre 2017 02:54

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