Mercoledì, 04 Aprile 2018 19:15

L'Aquila e Cratere: lo stato della ricostruzione a nove anni dal terremoto

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Foto Luca Bucci Foto Luca Bucci

2023. E’ la data entro la quale potrebbe concludersi la ricostruzione privata dell’Aquila e delle sue frazioni.

Parola del responsabile dell’Ufficio speciale della ricostruzione (Usra) Raniero Fabrizi, che a NewsTown fa il punto della situazione.

Entro la primavera del prossimo anno, afferma Fabrizi, dovrebbe concludersi l’esame delle schede parametriche parte 1 relative al centro storico ed entro l’autunno dello stesso anno quelle delle frazioni.

Considerando che, una volta approvate le parametriche, si hanno novanta giorni per presentare i progetti e che i cantieri vanno obbligatoriamente chiusi a due anni dall’avvio dei lavori, il 2021 potrebbe segnare la fine della ricostruzione privata nel centro storico dell’Aquila mentre per quella delle frazioni, che, com’è noto, sono partite molto più tardi, si dovrà aspettare, appunto, il 2023.

“Nel 2023” afferma Fabrizi “ saranno passati 15 anni dal terremoto del 6 aprile 2009. Se guardiamo a quello che è accaduto in altri terremoti, non si può dire che si stia procedendo con lentezza. L’Aquila è il primo caso in cui si sa già, grosso modo, quanti soldi servono per completare la ricostruzione privata. Ormai siamo al 70% dei contributi rilasciati”.

Ricostruzione privata

Le cifre al millesimo sono reperibili sul sito dell’Usra.

A fronte di oltre 29 mila pratiche presentate (29mila 599 per la precisione), corrispondenti a un importo complessivo di 8 miliardi e 350 milioni, ne sono state istruite 24mila 768, per un importo di 5 miliardi e 811 milioni di euro. Di questi, ne sono stati effettivamente concessi 5 miliardi e 260 milioni.

Mancano ancora da istruire 1862 pratiche, equivalenti a 2 miliardi e 282 milioni. I cantieri aperti sono, in questo momento, 597.

La macchina, dice Fabrizi, ormai è lanciata ma permangono ancora diverse criticità: la lentezza di molti tecnici nel presentare progetti e integrazioni; le ormai note strozzature che si sono venute a creare in seno al Genio civile da quando è entrata in vigore la legge che ne ha riformato il funzionamento; le gravi carenze di organico di cui soffrono sia il comune dell’Aquila - dove molti vincitori del concorsone stanno andando via in cerca di posizioni lavorative più stabili (si stima che i posti vacanti siano ormai una quarantina)- che l’Usra, dove, su circa 25 dipendenti a tempo determinato, ne mancano all’appello 7. Queste scoperture e il turnover necessario a colmarle generano, ovviamente, ritardi a cascata e compromettono la continuità dei processi.

Ricostruzione pubblica

Se, seppure tra ritardi e difficoltà, la ricostruzione privata avanza, le cose non vanno altrettanto bene nella ricostruzione pubblica, il vero tallone d’Achille del post sisma dell’Aquila.

Un caso emblematico dello stallo in cui è impantanata la ricostruzione pubblica è quello delle scuole: a un anno dal decennale, nonostante i fondi (48 milioni) siano da tempo disponibili, non c'è nemmeno una scuola, tra quelle distrutte o dichiarate inagibili dopo il terremoto, che sia stata ricostruita. L'unica struttura in cui sono partiti i lavori è la scuola elementare Mariele Ventre, a Pettino. Per il resto, il nulla.

Il costo complessivo della ricostruzione pubblica è di 2 miliardi e 200 milioni di euro, di cui qulli finanziati sono 2 miliardi e quelli effettivamente erogati 1 miliardo e 367 mila euro.

Su 600 interventi previsti (cifra in cui sono inclusi anche le opere di messa in sicurezza) ne sono state portate a termine, finora, meno della metà (284). 11 sono ancora in fase di programmazione, 96 in progettazione, 85 in attuazione e 122 in collaudo.

I ritardi accumulati sono dovuti, principalmente, alle diverse procedure seguite rispetto alla privata, molto più lunghe e elaborate, e alla rigidità dell’impianto normativo che la sovrintende (Codice degli appalti).

La popolazione assistitita

A distanza di 9 anni dal sisma sono ancora 8.024 le persone alloggiate nei Progetti Case e 2.149 quelle che si trovano nei Map (moduli abitativi provvisori), secondo i dati aggiornati al 31 marzo 2018.

Nel totale sono tuttavia ricompresi anche gli sfollati del terremoto del centro Italia che comunque sono una netta minoranza anche se un dato preciso non è al momento disponibile.

Nel dettaglio i nuclei familiari assegnatari di alloggi del Progetto Case sono 3.162, i nuclei familiari assegnatari di alloggi Map 1.086. Gli alloggi liberi sono 402 nel Progetto Case e 74 nei Map.

Comuni del Cratere

Buchi di organico, lentezza della ricostruzione pubblica, complessità nell'interpretazione delle normative sono le criticità sottolineate anche dal responsabile dell'Usrc, l'ufficio speciale per i comuni del Cratere, Paolo Esposito.

Il problema principale, dice Esposito a NewsTown, sono i posti vacanti negli uffici dei comuni, dovuti agli assunti Ripam che vanno via. Su 70 dipendenti, ne mancano circa una ventina e anche qui, per colmare le scoperture, si deve far ricorso a un continuo turnover che rallenta di molto i processi.

Altro tema delicato è quello della sovrapposizione delle normative sulla ricostruzione del Cratere 2009 e del Cratere 2016.

Una recente ordinanza del sottosegretario Paola De Micheli, di cui NewsTown ha scritto qualche giorno fa, sembra aver fatto chiarezza ma, dice Esposito, "la norma va interpretata bene, perché sembra assegnare al sisma 2009 diverse attività".

Come si dovrà gestire bene la chiusura degli Utr disposta dal governo. La riforma sarebbe dovuta scattare da questa primavera ma la transizione non si è ancora completata. Il personale degli Utr dovrà essere riassorbito dall'Usrc.

Di seguito, un report analitico della ricostruzione dei comuni del Cratere tratto dal sito dell'ufficio www.usrc.it.

Ricostruzione privata

In ambito ricostruzione privata, in termini finanziari ammonta ad oltre 1,8 miliardi di euro l’importo complessivo ammesso a contributo dagli uffici competenti per l’istruttoria delle pratiche dal 2009 ad oggi, rispetto ad un fabbisogno che tra cratere e fuori cratere si stima di poco superiore ai 4 miliardi di euro.

Mantenendo l’attuale trend è quindi stimabile che entro il 2018 si arrivi ad un impegno di quasi il 50 per cento della spesa ad oggi prevista, con una proiezione che indica nell’intervallo di tempo 2021-22 l’impegno totale di tale spesa: in tal senso sono in corso verifiche su processi, procedure e modello organizzativo tese alla individuazione di ipotesi che portino ad una accelerazione dei processi di ammissione a contributo.

In termini di erogazione, ossia l’importo complessivo versato alle amministrazioni dal 2009 ad oggi, si supera il miliardo di euro, di cui oltre il 60 per cento trasferito dall’USRC che dalla sua istituzione (2013) assegna per competenza e da inizio 2015 eroga anche per cassa ai singoli Comuni dentro e fuori cratere.

In ambito ricostruzione delle singole unità abitative, su una stima che tra cratere e fuori cratere indica circa 26.000 immobili inagibili, sono oltre 7.000 quelli tornati ad oggi agibili (circa 1500 sono i cantieri attualmente in corso), con una stima di chiusura che segue inevitabilmente il dato di ammissione a contributo delle singole pratiche, e che ad oggi proietta nel 2023-25 il ripristino di tali immobili come dato complessivo, anche se per alcuni comuni – in fase più avanzata di altri in ambito ricostruzione privata – il target potrebbe essere centrato anche a cavallo tra il 2020 ed il 2022. Ovviamente anche questo trend beneficerà degli eventuali accorgimenti organizzativi messi in atto al termine della revisione di processi e procedure.

Questo quadro fotografa la situazione del danno “2009”, che potrebbe essere alterato dagli effetti della sovrapposizione del danno (e del nuovo danno) a seguito degli eventi sismici del 2016 e di inizio 2017: in tal senso è attesa a giorni la pubblicazione della ordinanza che dovrà normare i processi organizzativi e di ammissione a contributo degli edifici impattati dai nuovi eventi, laddove vi era già un danno pregresso del 2009.

Ricostruzione pubblica

In ambito ricostruzione pubblica dei soli Comuni del cratere, l’Usrc sta gestendo la delibera cipe 135/2015 che ha finanziato complessivamente oltre 200 singoli interventi di ricostruzione di competenza dei singoli Comuni, con uno stanziamento di 126,5 milioni di euro per la riparazione di municipi, infrastrutture, reti, edilizia residenziale e cimiteri, in coerenza con i Piani di ricostruzione approvati.

Di questi, ad oggi sono 127 i singoli progetti (interventi) il cui finanziamento è stato approvato, e di questi 65 sono stati ultimati, garantendo il ripristino delle funzioni essenziali con un’attenzione particolare oltre che al miglioramento sismico delle strutture, anche al miglioramento delle prestazioni energetiche e all’accessibilità degli spazi.

La delibera cipe 48/2016 ha assegnato risorse per garantire la continuità della ricostruzione pubblica nelle aree colpite dal sisma e, insieme alla definizione di nuovi criteri per la programmazione della ricostruzione, è stato approvato un primo stralcio che, per i comuni del cratere, ricomprende ulteriori interventi per oltre 14 milioni di euro.

Nel corso degli ultimi mesi del 2017 – coerentemente agli indirizzi dei Programmi pluriennali delle opere pubbliche introdotti con la L 125 del 2015 per rendere più rapido e razionale il processo di ricostruzione pubblica – sono stati definiti i Piani per le sedi amministrative ed istituzionali che per la prima volta hanno interessato anche i Comuni “fuori cratere” e che sono stati oggetto di una Cipe di prossima pubblicazione.

Per completare il quadro dei piani pluriennali, si provvederà nei prossimi mesi ad effettuare una ricognizione anche per le reti, i sotto-servizi e gli spazi pubblici, e per la messa in sicurezza delle cavità antropiche al di sotto dei centri abitati.

Scuole

Per l’edilizia scolastica, il piano denominato “Scuole d’Abruzzo – il Futuro in Sicurezza” finalizzato alla messa in sicurezza del patrimonio scolastico danneggiato dagli eventi sismici del 2009, è articolato in 3 programmi stralcio per una somma complessiva di 226 milioni di euro, stanziati dal DL 39 del 28 aprile 2009 e dalla delibera Cipe 47 del 2009.

All’Usrc sono state trasferite le competenze di alcune scuole ricadenti nel 2° stralcio e di circa 150 scuole “dentro e fuori dal cratere” del 3° stralcio (ad eccezione degli edifici scolastici del Comune di L’Aquila) per una somma complessiva di 155 milioni di euro.

Ad oggi sono 89 gli interventi approvati per un valore di circa 90 milioni di euro, ed oltre 40 i cantieri ad oggi conclusi. La delibera Cipe 77/2015 ha assegnato ulteriori risorse per circa 6 milioni di euro, e la delibera cipe 48/2016, oltre ad aver definito nuovi criteri per l’attività programmatoria, ha deliberato uno stanziamento per ulteriori 11,6 milioni di euro.

Infine, sempre in attuazione della L 125/2015 che ha previsto all’art 11 Programmi Pluriennali delle opere pubbliche, a fine dicembre 2017 è stato approvato il piano annuale 2018 per l’edilizia scolastica che prevede l’assegnazione – tramite cipe – di circa 35 milioni di euro per interventi di nuova costruzione o di adeguamento sismico.

Ultima modifica il Giovedì, 05 Aprile 2018 03:40

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