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Mercoledì, 04 Dicembre 2013 21:49

Ricostruzione e legalità, Frattasi: "Fatto un gran lavoro, servono controlli"

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Rafforzare i sistemi di controllo antimafia già esistenti nel Cratere grazie alle Linee Guida Antimafia attivando una maggiore partecipazione delle parti sociali, dal sindacato alle imprese fino alle associazioni di categoria.

E' stato questo il tema al centro del convegno nazionale sulle Linee Guida Antimafia per il cratere sismico abruzzese organizzato dalla Fillea L’Aquila e dalla Fillea nazionale, svoltosi mercoledì 4 dicembre presso la sede della Cgil dell'Aquila.

Il convegno è stato il primo appuntamento pubblico successivo al terremoto del 2009 relativo al tema della lotta alle infiltrazioni mafiose nei cantieri della ricostruzione.

Un simposio di importanza e respiro nazionali, come ha testimoniato anche la partecipazione del prefetto Bruno Frattasi (nella foto), direttore del Ccasgo, il Comitato di coordinamento per l’alta sorveglianza delle grandi opere. Tra gli ospiti, presenti anche il prefetto dell’Aquila, Francesco Alecci, il sostituto procuratore del Tribunale dell'Aquila, Simonetta Ciccarelli, il presidente provinciale dell'Ance, Gianni Frattale, e il capo dell'Usra, l'Ufficio speciale per la ricostruzione, Paolo Aielli. Giocavano invece in casa Umberto Trasatti, segretario generale Cgil L’Aquila, e Emanuele Verrocchi, segretario provinciale Fillea Cgil.  

Proprio Verrocchi, nella sua relazione introduttiva, ha ripercorso l'iter che ha portato all'approvazione delle Linee Guida Antimafia, emanate dal Comitato di coordinamento  per l’alta sorveglianza delle grandi opere (Ccasgo) in materia di ricostruzione degli edifici pubblici e  privati in tutto il cratere sismico.  

La prima Linea Guida, risalente all'estate del 2009, era circoscritta al Progetto Case e introduceva una serie di controlli e di strumenti di contrasto alla violazione della legalità, come l'Anagrafe degli esecutori, il Mattinale di cantiere (una comunicazione con cui si rendevano identificabili il personale e i mezzi impiegati e presenti in tutti i cantieri) più altre disposizioni di carattere finanziario per tracciare tutti i movimenti di denaro, di qualsiasi importo.

La seconda Linea Guida vedeva la luce nell'agosto 2010 - con il passaggio dalla fase dell'emergenza a quella della ricostruzione vera e propria – e, tra le principali novità, introduceva presso la prefettura, il Gicer, il Gruppo interforze, per implementare lo sforzo investigativo e instaurare un maggior interscambio informativo tra le varie entità organizzative coinvolte nel sistema dei controlli antimafia.

La terza Linea Guida, emanata nel dicembre 2010, estendeva le prescrizioni indicate nella normativa precedente anche ai soggetti privati a cui sono riconosciuti contributi pubblici, compresi gli interventi relativi agli immobili Ater.

Una quarta e una quinta Linea Guida sono state pubblicate lo scorso anno ma non hanno aggiunto nessuna novità sostanziale all'impianto normativo esistente.

Ma il convegno organizzato dalla Cgil non è servito soltanto a fare una ricognizione del lavoro svolto finora. “La nostra proposta” ha detto Emanuele Verrocchi “è quella di di allargare il sistema di controllo dall'agone pubblico all'agone privato prevedendo, con un tavolo di monitoraggio, la tracciabilità anche dei flussi di manodopera locale”.

Tracciare i flussi di lavoratori vuol dire assicurarsi che vengano rispettate le leggi in materia di contrasto allo sfruttamento di manodopera (il cosiddetto caporalato) e quelle inerenti la prevenzione degli incidenti sui luoghi di lavoro.

Il sostituto procuratore del tribunale dell'Aquila Simonetta Ciccarelli ha ricordato che il legislatore ha ritenuto opportuno introdurre nel codice penale (art. 603 bis) il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Tuttavia, nonostante l'articolo individui anche le varie fattispecie del reato, sono ancora poche, sia all'Aquila che nel resto di Italia, le denunce pervenute alle forze dell'ordine e agli organi inquirenti.

Meglio sta andando invece, ha ricordato sempre la Ciccarelli, sul fronte dei controlli e degli accertamenti volti a individuare le violazioni delle norme sulla sicurezza sul lavoro, in primis nei cantieri. “Per quanto riguarda i controlli sulla prevenzione” ha affermato la Ciccarelli “all'Aquila siamo passati dai 165 controlli del 2008 ai 700 del 2009 e del 2010, un incremento significativo. Per ciò che concerne invece gli incidenti e gli infortuni sul lavoro, siamo passati dai 43 controlli del 2008 ai 475 del 2010, anche se qui il discorso si fa più complesso perché per i piccoli incidenti, quelli che comportano una prognosi inferiore ai 30 giorni, si può procedere solo per querela e non sempre da parte dei lavoratori vittime di incidenti dovuti alle scarse condizioni di sicurezza nei cantieri c'è la volontà di sporgere denuncia. Ora come ora, poi, ci sono migliaia di cantieri avviati ed è impossibile controllarli tutti”.

E' il solito refrain: i controlli si fanno ma non bastano e andrebbero intensificati. Un concetto ribadito anche dal prefetto Frattasi, il quale ha voluto fare un bilancio provvisorio sull'utilità delle cosiddette White Lists. Si tratta di vere e proprie liste a cui le imprese possono iscriversi e che decretano la lontananza da infiltrazioni mafiose, con una sorta di albo. Valgono per una decina di settori a rischio (dalle forniture di materiale edilizio, inerti e calcestruzzo alle attività di cava e movimento terra) ma l'iscrizione è facoltativa.

L'idea di base rimane valida, ha detto Frattasi, ma l'iscrizione non funziona se facoltativa. Servono criteri di valutazione omogenei da Reggio Calabria a Milano. Una cosa che può fare solo lo Stato. Inoltre i controlli non dovrebbero essere statici, effettuati cioè una volta sola al momento dell'iscrizione, ma dinamici, ripetuti nel tempo.

Anche per questo motivo, ha concluso Frattasi, nel 2014 dovrebbe essere finalmente pronta una Banca dati nazionale antimafia che accentrerà tutte le informazioni. Fermo restando, ha detto sempre Frattasi, che i controlli dello Stato e della magistratura sono importanti ma da soli non bastano: occorre anche che vi sia un controllo sociale e civico da parte dei cittadini.

Ultima modifica il Mercoledì, 04 Dicembre 2013 23:53

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