Venerdì, 11 Maggio 2018 11:57

Legambiente L'Aquila: "Diserbante pericoloso usato sulla SS 17"

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Enrico Stagnini Enrico Stagnini

Diserbante pericoloso usato per non far ricrescere l'erba falciata ai lati della carreggiata della S.S.17 nel tratto compreso tra Scoppito e Bussi sul Tirino.

La denuncia è del presidente del Circolo di Legambiente L'Aquila Enrico Stagnini, che in una nota scrive:

"Dopo aver personalmente constatato che, a seguito della falciatura delle erbe lungo il ciglio stradale della SS17 che va almeno da Bussi sul Tirino a Scoppito (circa 70 km), è stato utilizzato diserbante (presumibilmente a base di glifosati) per inibire la ricrescita delle piante, il circolo Legambiente Abruzzo Beni Culturali esprime costernazione e sconcerto, sentimenti palesati anche da cittadini che, preoccupati, hanno contattato il circolo Legambiente dell'Aquila per chiedere che venisse fatta luce su quanto accaduto".

"L'uso di diserbanti a base di glifosati" continua Stagnini "è pericoloso, tanto che alcune regioni e provincie italiane (ad es. la provincia di Bolzano) ne hanno vietato l'utilizzo, in quanto è scientificamente dimostrato, da enti di ricerca indipendenti, che il glifosato ha effetti drammatici sull'ambiente e sulla salute dell'uomo (sospetto cancerogeno). Inoltre le abbondanti piogge di questi giorni hanno contribuito a disperdere le sostanze chimiche dannose, nei campi limitrofi al ciglio stradale e nelle falde acquifere, con buona pace di chi quelle terre coltiva e di aree protette come le sorgenti del Tirino, a poche decine di metri dall'arteria stradale".

"Il circolo Legambiente dell'Aquila" conclude la nota "chiede pertanto alla società che gestisce la SS17 (ANAS), di rendere note le specie chimiche e le quantità di diserbante utilizzate, al fine di tutelare la salute dei cittadini ai quali viene a questo punto sconsigliato di fare uso di prodotti agricoli raccolti nelle aree limitrofe all'arteria stradale. Chiediamo più rispetto per l'ambiente e quindi per l'uomo; il risparmio economico ottenuto dall'uso di una qualsivoglia pratica, non può tradursi in un aumento del rischio, anche minimo, per la salute pubblica".

Ultima modifica il Venerdì, 11 Maggio 2018 12:27

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