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Lunedì, 16 Luglio 2018 09:04

"Le parole non bastano più": lettera del Comitato Scuole sicure alla Provincia

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"Alla recentissima sentenza del TAR che afferma che nella sede Cotugno di Via L. DA Vinci 'la sicurezza degli occupanti dell’edificio oggi non è affatto garantita…', la Provincia intende opporre un contro-ricorso al Consiglio di Stato, dimostrando la più cinica e inaccettabile indifferenza alla sicurezza degli studenti, docenti e personale della scuola. Per quanto possa magari essere sensato dal punto di vista tecnicamente amministrativo, non lo è affatto dal punto di vista politico e civico".

A denunciarlo è il 'Comitato Scuole sicure' che ha inviato una lettera aperta al presidente della provincia Angelo Caruso e al consigliere provinciale delegato Vincenzo Calvisi chiedendo che l'Ente "si renda conto che è improcrastinabile prendere a cuore le scuole superiori cittadine e risolverne i problemi legati alla sicurezza".

"Le parole non bastano più", l'affondo del Comitato.

La lettera aperta

Egregi Presidente Caruso e consigliere Calvisi,

riteniamo sia assolutamente ora che la Provincia dell’Aquila si renda conto che è improcrastinabile prendere a cuore le scuole superiori cittadine e risolverne i problemi legati alla sicurezza.

Il Comitato Scuole Sicure L’Aquila ha per suo proprio intento l’ottenimento dell’adeguamento sismico di tutte le strutture scolastiche cittadine, problema forse ormai passato in secondo piano nelle logiche amministrative, ma sempre attuale e molto sentito dai genitori, come dimostra la tendenza sempre viva a iscrivere i figli di preferenza nelle strutture MUSP. Il Comitato continua a chiedere sedi scolastiche sicure, sia per gli studenti oggi addirittura del tutto privi di sede per effetto di sentenza di un ricorso giudiziario, sia per gli studenti per le cui sedi non si è chiesto, ancora, un giudizio di tribunale. Non è accettabile che in una città che ha vissuto l’esperienza drammatica del sisma, si possa ancora assistere a incuria e disattenzione verso le scuole cittadine e verso i propri studenti, e che debba essere un tribunale a indurre gli organi competenti ad assumere quello della sicurezza come un argomento imprescindibile e oggettivo.

Tutte le dichiarazioni e le promesse fatte fin qui dal vostro Ente si sono dimostrate in un nulla di fatto.

Neppure per le sedi del Cotugno e dell’IPSIASAR, che pure hanno visto l’approvazione dei finanziamenti perché siano scuole sicure, ovvero anche sismicamente adeguate, c’è ancora un benché minimo segno di soluzione: né per l’una, per la quale ogni tentativo di rimandare una soluzione sensata è andato a vuoto, come dimostra la sentenza del Tribunale Amministrativo, né per l’altra, per la quale già solo procedere con l’abbattimento di un corpo pericolante sarebbe un cenno importante e utile.

L’assenza totale, a oggi, delle attività propedeutiche all’utilizzo dei fondi approvati lascia pensare che di quei finanziamenti la nostra città non abbia bisogno, sarebbe difficile opporre argomenti qualora il Ministero dovesse decidere che, visto l’inutilizzo, le risorse già destinate possano in realtà essere revocate o utilizzate altrove. A maggior ragione se, a fronte della loro richiesta per l’adeguamento si procedesse invece in direzione di un mero miglioramento.

Il MIUR chiese a suo tempo alla Provincia di esercitare un’opzione tra fondi per il miglioramento e fondi per l’adeguamento. La scelta fu l’adeguamento, finanziamento ben più cospicuo, che non potrà restare in attesa all’infinito, senza ancora la prospettiva di un’area dedicata, né tantomeno di un progetto! Alla recentissima sentenza del TAR che afferma che nella sede Cotugno di Via L. DA Vinci “la sicurezza degli occupanti dell’edificio oggi non è affatto garantita…”, la Provincia intende opporre un contro-ricorso al Consiglio di Stato, dimostrando la più cinica e inaccettabile indifferenza alla sicurezza degli studenti, docenti e personale della scuola. Per quanto possa magari essere sensato dal punto di vista tecnicamente amministrativo, non lo è affatto dal punto di vista politico e civico.

Abbiamo il diritto di pretendere che si impari dagli errori e dalle esperienze, che a L’Aquila, dopo quanto subito, non ci si accontenti di scuole sismicamente insicure (come da documenti ufficiali) o di semplicemente “abbastanza sicure”, secondo interpretazioni più accomodanti.

Le parole non bastano più.

La sicurezza non è uno scherzo, e non lo è nemmeno il lavoro degli amministratori, dai quali finora non abbiamo avuto che inadempienze, ritardi, e proposte non verificate nella loro fattibilità i cui effetti sono paragonabili a chiacchiere senza fondamento, mentre avremmo voluto vedere il celere adempimento dei loro obblighi di ufficio, senza omissioni di atti necessari, e anche con un po’ di coraggio nell’assumersi le responsabilità. Le scuole dell’Aquila rivendicano la priorità della sicurezza, il rispetto per la popolazione studentesca e le loro famiglie, la premura e la volontà di risolvere una situazione urgente con tutte le possibili azioni e non cercando l’ennesima scappatoia amministrativa.

Ultima modifica il Lunedì, 16 Luglio 2018 14:43

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