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Lunedì, 27 Agosto 2018 23:31

Via Fontesecco, Liris: "Ponte Belvedere sicuro, su civico 29 percorso partecipativo"

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Un percorso partecipativo per la definizione del piano di riqualificazione dell'area sottostante il ponte Belvedere che vedrà l'amministrazione comunale impegnata a raccogliere e sintetizzare gli interessi e le proposte provenienti da tutti i soggetti interessati.

E' quanto emerso dall'assemblea che si è svolta ieri pomeriggio al civico 29 di via Fontesecco, il palazzo costruito nei primi anni '30 e adiacente a uno dei pilastri del ponte, cui hanno preso parte i residenti, i commercianti della zone e il vice sindaco Guido Quintino Liris. L'incontro, organizzato dagli stessi residenti con l'obiettivo originario di interrogare le istituzioni sullo stato di fatto del ponte in seguito alle preoccupazioni generate dal crollo del ponte Morandi a Genova, ha assunto tutt'altra valenza dopo la possibilità di abbattimento dello stabile ventilata dal vice sindaco dell'Aquila.

Ristrutturazione del ponte con la sostituzione dell'attuale campata centrale in calcestruzzo precompresso con una nuova struttura in acciaio, così come deciso dalla Giunta comunale con delibera del 13 dicembre scorso; nessuna decisione calata dall'alto per ciò che riguarda il futuro del civico 29. Questa la sintesi degli impegni assunti da Liris. Da parte loro, i residenti chiedono garanzie circa le tempistiche di inizio dei lavori di ristrutturazione e, in caso di abbattimento, una alternativa abitativa adeguata (non convince la soluzione degli alloggi del progetto Case, ritenute dai più troppo lontane dal centro storico) e la copertura delle spese di trasloco.

Se le soluzioni proposte da chi è nato e cresciuto in quello stabile, chi vi risiede soltanto da qualche mese e chi è solo in affitto nelle case Ater, proprietaria di parte dell'edificio, sono le più diverse (c'è chi si dice d'accordo con l'abbattimento, chi vorrebbe invece la demolizione del ponte e chi, ancora, auspica l'inzio tempestivo dei lavori di ristrutturazione), a preoccupare tutti è la sicurezza. Il ponte, come riportano diverse relazioni tecniche nonché uno studio condotto dall'Università dell'Aquila e come ribadito nel corso dell'assemblea dall'ingnegnere Antonio Longo del settore Ricostruzione pubblica del Comune, è costruito bene, tanto da non riportare danni in seguito al sisma del 2009. Tuttavia, nel corso delle indagini condotte in questi anni, sono emerse alcune criticità legate alla carenza di interventi di manutezione dagli anni '60 ad oggi. Un'incuria che, come hanno più volte ribadito i residenti, provoca continue infiltrazioni di acqua con la caduta di calcinacci nel cortile interno del palazzo. Una situazione che si è aggravata in seguito ai violenti temporali dei giorni scorsi.

Inoltre, hanno evidenziato alcuni, ai terremoti che nel 2016/17 devastarono il centro Italia non sono seguiti interventi di messa in sicurezza. A tal riguardo, c'è da precisare che le indagini effettuate dopo quelle scosse non avevano segnalato alcun danno e che, come ribadito nel corso dell'assemblea da Longo, dallo studio sui materiali che, in questi giorni, stanno conducendo i tecnici della società Romolini incaricata di redarre il progetto di ristrutturazione definitivo che consentirà di procedere a gara, è emersa l'ottima qualità del calcestruzzo della struttura.

"Sono qui per ascoltare alcune perplessità e preoccupazioni già manifestatemi in questi giorni da alcuni condomini -ha chiarito Liris- noi veniamo ad illustrare lo stato dell'arte e il progetto. Le condizioni di stabilità del ponte risultano assolutamente idonee, ma il calcestruzzo ha una vita e noi con l'amministrazione ci siamo chiesti se è ancora giusto mantenere queste strutture". Da qui, la decisione di optare per la sostituzione della campata centrale con una struttura in acciaio. Questa, come detto, la strada che l'amministrazione ha scelto di perseguire e su cui stanno lavorando i tecnici della società Romolini che, ha assicurato Liris, sarà pronto entro 60 giorni al termine dei quali si potrà finalmente procedere a gara per l'inizio dei lavori.

Il futuro del civico 29, invece, resta un'incognita. "Il Governo, dopo il disastro di Genova, ci ha chiesto di stilare un elenco delle criticità infrastrutturali del nostro territorio. Il problema del ponte Belvedere è il palazzo costruito sotto -ha chiarito Liris- per questo tra le possibili soluzioni, abbiamo preso in considerazione anche quella dell'abbattimento che però dovrà prima essere decisa dai residenti".

Qui si colloca il nodo focale della questione. Il ponte, ad oggi, è sicuro e prossimo alla ristrutturazione ma la presenza di palazzi e strade pone parecchie perplessità riguardo la sicurezza dei cittadini. Anche a rifacimento ultimato, ha aggiunto Liris: la riapertura al traffico veicolare infatti potrebbe causare la caduta di oggetti o materiali pericolosi.

Se per Liris l'ipotesi di abbattere il ponte non è contemplabile dal momento che lo stesso rappresenta un'arteria stradale di cui non si potrà fare a meno "specialmente quando saranno avviati i lavori dei sottoservizi in via XX settembre", resta sul tavolo quella dell'abbattimento dello stabile in via Fontesecco, in alternativa, dell'abbattimento parziale della parte di edificio più prossima a uno dei due piloni in calcestruzzo del ponte. Una strada quella della demolizione che però risulta difficilmente percorribile.

Come spiegato dal consigliere comunale di Articolo 1 Giustino Masciocco, presente in assemblea, è diffcile individuare strumenti amministrativi che possano consentire un iter simile. Presupposto fondamentale per l'abbattimento è infatti la comprovata pericolosità del ponte Belvedere che però, ad oggi, risulta assolutamente idoneo e in procinto di ricevere ulteriori interventi di messa in sicurezza. Per di più, una simile procedura, senza alcuna motivazione che ne giustifichi l'interesse pubblico, potrebbe richiamare l'attenzione della Corte dei Conti. Inoltre sulla demolizione si dovrebbe esprimere l'Ater che, come affermato dal presidente Pappalepore, è pronta a sedersi al tavolo con gli altri soggetti interessati per trovare "soluzioni idonee". Ultimo ma non ultimo, appare piuttosto nebulosa l'ipotesi di mettere a disposizione degli inquilini le case equivalenti di proprietà del Comune.

Una questione spinosa per l'amministrazione che, in attesa dei risultati delle indagini che i tecnici stanno conducendo in questi giorni, ha concordato con i residenti e i commercianti un prossimo incontro per il mese prossimo.

Ultima modifica il Martedì, 28 Agosto 2018 00:36

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