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Lunedì, 10 Settembre 2018 11:42

Restituzione tasse, Apindustria: "Interrompere il silenzio"

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"La ripresa dei lavori dopo la pausa estiva non sembra per ora riguardare l’impegno, trasversalmente preso dalle forze politiche locali, sulla risoluzione del problema della restituzione di tasse, tributi e contributi. Il nostro timore è che, confortati dal rinvio a fine anno e tutti presi dalla prossima scadenza delle regionali, ci si possa addormentare sugli allori ritrovandoci, come sempre, a rincorrere la scadenza in affanno".

Ad avvertire del possibile rischio è Massimiliano Mari Fiamma, segretario generale di Apindustria.

"Il momento è delicatissimo, la Regione Abruzzo sotto assedio da parte di tutte le forze impegnate nel prossimo confronto, la politica nazionale incentrata solo su disastri e migranti e l’isolamento sempre più marcato nel contesto europeo, stanno di fatto rendendo sempre più arduo l’intento di giungere ad una soluzione definitiva di una vicenda che, a più riprese e in modo condiviso, è da sempre ritenuta una ingiustizia", ha inteso sottolineare Mari Fiamma.

Come già accaduto in passato, infatti, "il silenzio tombale che cala dopo il raggiungimento di un pur minimo risultato sembra essere diventata la prassi, solo che, dopo questi periodi di oblio, il problema è sempre tornato a galla in modo prepotente e con una veemenza tale da provocare ansie e scoramento anche in chi dovrebbe provare a scongiurarlo. Ogni volta si ricomincia da capo ed ogni volta, proprio a causa di una mancata anticipazione dei tempi, ci si ritrova a ridosso delle scadenze a piatire un intervento dall’alto che possa scongiurare un triste epilogo".

Per questo, Apindustria ha voluto sollecitare la ripresa della discussione, "sia con la convocazione del tavolo istituzionale da parte del Presidente Giovanni Lolli, sia con l’attuazione della promessa, reiterata a suo tempo dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Giancarlo Giorgetti, di intavolare questa discussione specifica con la Commissione Europea. I tempi dell’istituzione continentale si sono sempre dimostrati elefantiaci, pertanto riteniamo che non si possa attendere oltre per ribadire le nostre rivendicazioni e per, magari, sollecitare una audizione di una commissione territoriale con gli Organi europei preposti".

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