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Venerdì, 19 Ottobre 2018 14:10

Dl Genova, Pezzopane fa il punto su sicurezza autostrade e ricostruzione

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Sono stati aggiornati a lunedì 22 ottobre i lavori della commissione Bilancio della Camera dei Deputati sul così detto ‘Decreto Genova’, con la messa all’ordine del giorno calendarizzata per l’indomani, martedì 23 ottobre. Dunque, ci sarà ancora tempo per discutere gli emendamenti ‘accantonati’ ad un decreto che – ha spiegato stamane in conferenza stampa Stefania Pezzopane – “è diventato molto importante per Regione Abruzzo, e per diversi motivi”.

“Surrettiziamente – l’affondo della deputata dem – nel provvedimento sono state inserite diverse questioni; stanno arrivando altri emendamenti del Governo, ed uno dovrebbe riguardare i pneumatici che poco hanno a che fare con Genova e, di certo, non rappresentano una emergenza”.

Sta di fatto che nel decreto è finita la vicenda della messa in sicurezza di A24 e A25 ed alcune questioni che attengono al cratere 2016: “sto cercando di inserire anche L’Aquila”, ha chiarito Pezzopane che, stamane, ha voluto fare un punto sullo stato dell’arte.

A partire dalla vicenda autostrade. “Dopo aver detto che l’articolo 16 del Decreto andava bene così com’era” - con la previsione, cioè, che i fondi venissero anticipati a valere sulle risorse del Masterplan per l’Abruzzo e il Lazio – “il Governo ha ammesso l’errore, presentando un emendamento che, tuttavia, è persino peggio del testo originario. Sono dei cialtroni”, la stoccata. In sostanza, il Governo affida al Cipe il compito di decidere se attingere i fondi dal Masterplan o dal Piano Operativo nazionale del Ministero delle Infrastrutture: “come PD, abbiamo ribadito che la parola Abruzzo deve scomparire da quel provvedimento. Lo Stato si faccia carico della messa in sicurezza così come prevedeva il Decreto Mezzogiorno”. D’altra parte – ha aggiunto Pezzopane – lo scontro tra il Ministero e la società concessionaria che si sta consumando in queste ore “comincia a sembrarmi un evidente tentativo di mettere in una morsa l’opinione pubblica per giustificare lo ‘scippo’ delle risorse già programmate e impegnate per progetti che interessano i comuni abruzzesi. Sarebbe inammissibile”. Per questo, all’emendamento dei relatori la deputata dem ha presentato un sub-emendamento: “dunque, ho uno strumento tecnico-formale per proseguire la battaglia. Di certo, non accetteremo alcuna mediazione: nel PO del Ministero ci sono miliardi non spesi, il Mit attinga da lì”.

Passiamo al capitolo terremoto, a partire dal cratere 2016: “invece di prorogare il commissariamento, di trovare una soluzione per i precari, di garantire le risorse necessarie, hanno provato a perseguire la via del condono, un condono tombale”, ha tenuto a specificare Stefania Pezzopane. Ieri, dopo una lunga battaglia in Commissione, l’emendamento è stato ‘accantonato’, ma se ne tornerà a parlare lunedì. “In centro Italia, c’è un problema legato a piccoli abusi – la finestra, la porta, la superfetazione – e va fatto un lavoro, in questo senso: abbiamo presentato degli emendamenti, per intervenire, però, sulla porzione d’abuso così da non ingessare la ricostruzione. L’emendamento della maggioranza, però, introdurrebbe un vero e proprio condono, tombale, sto parlando delle norme intervenute nel 1985 dall’allora governo Craxi; lo hanno fatto per Ischia, hanno deciso di estenderlo anche in centro Italia”.

Tuttavia, le richieste di sindaci e amministratori sono altre, “riguardano lo sviluppo sociale ed economico: chiedono le proroghe dei precari, l’introduzione del 4% come per il cratere del 2009: ebbene, gli emendamenti che andavano in questa direzione sono stati bocciati”. Ecco il motivo del grido d’allarme lanciato dalla deputata dem: “Sta cambiando la visione sulla ricostruzione: lasciate perdere la ripresa economica, le zone franche, il 4% destinato allo sviluppo – il senso dell’azione del governo - vi garantiamo il condono". Non solo. "Hanno introdotto anche una norma che prevede l’anticipazione del 50% sulla parcella dei professionisti, alla presentazione dei progetti. Mi chiedo: come mai non si è pensato alle imprese che, pure, debbono avviare i cantieri, comprare i materiali, pagare gli operai? Il lavoro del progettista, di fatto, è un’opera intellettuale. Si tratta di un provvedimento assurdo: che si debbano accelerare i pagamenti, non vi sono dubbi, ma rafforziamo gli uffici piuttosto, garantiamo procedure più rapide. Per non parlare della decisione di esautorare i presidenti di Regione dalle decisioni: qui si sta letteralmente stravolgendo l’architrave della ricostruzione”.

In questo senso, gli emendamenti delle opposizioni sono stati tutti bocciati e, a questo punto, resta soltanto la legge di bilancio per provare a ripresentarli: “sappiamo bene, però, che non potrà passare il pacchetto completo di richieste; abbiamo già perso tre treni, il decreto terremoto, il mille proroghe e, ora, il decreto Genova”. Un problema che riguarda anche L’Aquila. “Il cratere 2009, nel dl, semplicemente non c’era; gli emendamenti che abbiamo presentato sono stati respinti, eccetto uno, sugli aiuti di Stato, che è stato accantonato e che verrà discusso lunedì”. Parliamo della richiesta restituzione delle tasse non versate a seguito del sisma e chieste indietro alle imprese del cratere, con la proroga concessa dal governo che scade alla fine dell’anno. Pezzopane aveva presentato due emendamenti: il primo, per chiedere che la soglia del de minimis venisse innalzata a 500 mila euro, vigendo, all’epoca della sospesione delle tasse, il così detto ‘temporary framework’, ed è stato bocciato; il secondo, invece, riguarda la modifica della norma italiana sugli aiuti di Stato, ed è stato accantonato in attesa di una risposta del Governo.

“Tutto il resto è stato bocciato – ha inteso ribadire Pezzopane – e lo dico al sindaco dell’Aquila; è stato bocciato persino l’emendamento che chiedeva lo stanziamento di 10 milioni per il comune capoluogo e 2 milioni per i comuni del cratere a compensazione delle minori entrate e delle maggiori uscite, fondi garantiti ogni anno agli Enti locali che, diversamente, rischierebbero il dissesto finanziario. Spero che le risorse verranno stanziate in Legge di Bilancio: al momento, però, non c’è un euro”. E’ stato accantonato anche l’emendamento presentato da Luigi D’Eramo sul personale Ripam; “per il resto, però, non ci sono risposte alle criticità del territorio, a partire dai precari: è stato bocciato pure l’emendamento per la reintroduzione del Durc di congruità, per fare un altro esempio. Credo vada convocato, al più presto, il tavolo in Regione. L’Aquila è stata dimenticata dal Governo, la situazione è gravissima”.

Ultima modifica il Venerdì, 19 Ottobre 2018 17:14

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