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Lunedì, 29 Ottobre 2018 10:22

Tap, le ripercussioni sull'Abruzzo: ambientalisti e politica sul piede di guerra

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Il Coordinamento No Hub del Gas Abruzzo esprime tutta la sua vicinanza alla lotta dei salentini contro il TAP e ribadisce la sua netta contrarietà ai numerosi progetti in corso di autorizzazione che vogliono trasformare la penisola in una piattaforma logistica per le fossili. "La valutazione ambientale delle criticità del TAP è stata fatta dal Ministro dell'Ambiente Costa sulla base dei documenti di quella commissione VIA nazionale che, fino a pochi mesi fa, il M5S aveva cercato di portare nei tribunali denunciando conflitti di interesse", l'affondo del Coordinamento. "Ora quanto detto da quella stessa Commissione diviene oro colato. Pensavano forse di trovare scritto nei documenti tutta la verità su questo progetto?".

L'analisi costi-benefici - sostengono gli ambientalisti - avrebbe dovuto considerare l'intero ciclo di vita del gasdotto, "che dovrebbe funzionare per 50 anni, quindi fino al 2070. Gli scienziati, non più tardi di una settimana fa, hanno detto chiaramente che entro il 2050 tutte le emissioni di CO2 dovranno essere azzerate e quelle di metano ridotte drasticamente. Altrimenti il Pianeta rischia di non essere vivibile! Secondo il M5S, Conte, Di Maio e Costa, invece, nel 2070 l'Italia dovrebbe andare ancora a metano, quando loro stessi dicevano a parole di voler portare il paese ad annullare le emissioni da fonti fossili nel 2050".

Non vi è il tempo di fare transizioni con il metano (a parte che ormai è dimostrato che ha un effetto clima alterante come il petrolio). "Sul grande gasdotto SNAM Sulmona-Foligno che è ancora in fase di autorizzazione presso il Consiglio dei Ministri e privo, quindi, di qualsiasi possibili scuse su fantomatiche e inesistenti penali o criticità per risarcimenti danni, sarà interessante capire cosa intende fare questo Governo. Strumentalizzeranno anche questa lotta?", si chiede il Coordinamento No Hub del Gas. 

E' chiaro, però, che il via libera al Tap significa, di fatto, dare una accelerata anche al metanodotto Rete Adriatica della Snam che taglierebbe in due l'Italia, da Brindisi a Minerbio, passando per l'Abruzzo in zone appenniniche a forte rischio sismico; infatti, il Tap - per portare il gas azero nel cuore dell'Europa - si allaccerebbe proprio alla Rete Adriatica: non realizzare il progetto Snam, di fatto, significherebbe lasciare la maxi opera 'monca'.

Per questo, la politica regionale è in subbuglio. Dopo la presa di posizione del presidente vicario di Regione Abruzzo Giovanni Lolli che ha ribadito come, da presidente e cittadino, continuerà a battersi avverso la realizzazione del metanodotto così come concepito, anche il sottosegretario alla Presidenza Mario Mazzocca ha inteso sottolineare il volta faccia dei 5 Stelle. "'Con noi al governo quest'opera la blocchiamo in 15 giorni' tuonava un determinato Di Battista. 'Governo delle lobbies e delle banche, vattene a casa e portati via anche quel pagliaccio di Michele Emiliano che non mantiene le promesse fatte al Salento' gridava una agguerrita Barbara Lezzi. 'Opera di fantascienza, che non serve all'Italia' sentenziava il leader Beppe Grillo. Promesse da navigati marinai per acquisire consenso, dandola a bere a migliaia di cittadini, per quel pugno di voti in più che fanno la differenza", l'affondo di Mazzocca.

Anni di battaglie fianco a fianco con comitati e associazioni "buttati a mare dalla piroetta voltagabbana a 5S compiutasi in pochi mesi e nel peggiore dei modi. Consapevolmente incoerenti (ma non lo ammetteranno mai), predicatori di 'honestà' e malrazzolatori di dignità. 'Ma il TAP ci farà risparmiare sulla bolletta del gas!' pontificano oggi i grilli dell'ultima ora, né più né meno di come erano soliti ripetere alcuni yesmen del vecchio 'lupo cattivo'. Una decisione che mi spinge a continuare la battaglia, implementando l'impegno con cui mi sono battuto contro il precedente governo. Come cittadino e quale delegato regionale all'Ambiente, unitamente all'intero governo regionale, ci si è opposti tanto alla centrale di compressione di Sulmona quanto all'installazione del gasdotto impedendo che si formasse il parere in Conferenza dei servizi e costringendo il Governo nazionale di centro-sinistra a ricorrere alla procedura straordinaria di avocazione della decisione. Insieme al Presidente Vicario Lolli ed all'intera coalizione di maggioranza abruzzese, ho sposato senza indugio alcuno tutte le iniziative istituzionali, politiche e sociali promosse in questi anni da amministratori, associazioni e comitati. Di fronte a questa decisione definitiva del Governo giallo-nero-verde, continuerò a battermi in modo particolare a fianco del Comune di Sulmona, delle comunità della Valle Peligna e dei rappresentanti delle amministrazioni dei beni separati degli Usi Civici che hanno ancora residuali strumenti giuridici per bloccare quest'opera".

Tuttavia - ha aggiunto Mazzocca - "attendo al varco gli esponenti abruzzesi dei partiti di governo: mi auguro che anch'essi sostengano le ragioni dell'Abruzzo mostrando autonomia e determinazione contro il Governo attuale almeno pari a quella da noi evidenziata in passato. Ieri Giovanni Lolli dichiarava che 'la coerenza è la condizione minima indispensabile per avere credibilità politica'. Giusto. Sacrosanto. Ma ora provo solo rabbia e tristezza; gli stessi stati d'animo di Marco Severo, Presidente Associazione 'Noimessidaparte', le cui parole cito testualmente facendole mie: 'Ho visto lacrime sui volti di giovani madri di famiglia che hanno rinunciato alle loro attività comprando terreni che dovevano essere espropriati da TAP, ho visto gente che ha dormito per mesi al freddo occupando le aree limitrofe al cantiere, persone partite da Torino per andare a vivere nel presidio #notap pur di non far passare questo scellerato progetto. Per non parlare di chi ha preso botte e manganellate, ha ricevuto sanzioni da decine di migliaia di euro per essersi opposti e per aver difeso la propria terra. E nonostante tutto ho visto in loro la voglia di vivere, di sperare che se si voleva si poteva, di credere in un cambiamento che guardava più al benessere comune ... Hanno creduto in voi, vi hanno sostenuto sperando un giorno, grazie a voi, di trovare pace alle loro ragioni. Invece di essere aiutata, quella gente è stata tradita nel peggiore dei modi, da chi non te lo aspetti, da chi reputavano amici e non nemici. Li avete traditi! Prima Ilva, poi il decreto Genova con il condono edilizio e oggi la Tap ... a chi toccherà ancora pagare la vostra mai finita campagna elettorale? A i NoTav? A chi si oppone alle esplorazioni di idrocarburi e alle trivelle ? A chi combatte gli inceneritori e il perverso art.35 dello Sblocca Italia? Tutte tematiche di cui vi siete sciacquati la bocca per anni, di cui avete solo approfittato per ottenere un pugno di voti in più. Spero che almeno provate un briciolo di vergogna'.

Duro anche il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci. "Fa specie ascoltare dal presidente del Consiglio del governo del cambiamento il disinvolto via libera al gasdotto Tap, direttamente connesso alla realizzazione della centrale a compressione a Sulmona e del tracciato del metanodotto che attraverserà le aree dell'Appennino, tutte ad alto rischio sismico, che già hanno dovuto sopportare i terribili effetti delle scosse del 2009, del 2016 e del 2017. Non sono servite le proteste della popolazione e le ripetute sollecitazioni che ho rivolto agli ultimi presidenti del Consiglio, compreso ovviamente Conte: occorre che la mobilitazione continui e che la facciano propria anche i rappresentanti del territorio dei partiti di maggioranza, perché la battaglia deve oltrepassare gli steccati politici, è una battaglia per la sicurezza e la tranquillità delle popolazioni, di un pezzo di Italia che sta morendo sottoposto com'è alla distruzione del terremoto e alla difficoltà di vivere le aree interne".

Non occorre che a questo si sommi la spada di Damocle di una infrastruttura la cui solo presenza desterebbe apprensione in territori come i nostri, ad altissimo rischio sismico. "Dove sono finiti i pentastellati che erano con me in questa battaglia contro il gasdotto? Si sono ammutoliti? Non vorrei davvero che il cambiamento predicato da questo governo sia quello tragico e paradossale del Gattopardo: tutta cambia perché nulla cambi".

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