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Mercoledì, 07 Novembre 2018 11:58

Bus ad Anagnina, Lolli convoca un presidio con Regione Lazio a Tiburtina

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In una nota inviata ai sindaci abruzzesi, alle organizzazioni economiche e sociali e ai rappresentati dei viaggiatori pendolari, il presidente della Regione, Giovanni Lolli, ha inteso ribadire il valore strategico del collegamento su gomma tra Roma e l'Abruzzo, ritenuto "fondamentale nella quotidianità dei rapporti tra l'Abruzzo e il Lazio e nelle prospettive del sistema di infrastrutture per l'economia, il turismo, i servizi sia a favore dei cittadini che delle imprese".

Dunque, per sottolineare la contrarietà dell'intera comunità regionale al ventilato "temporaneo" spostamento del terminal bus dalla stazione Tiburtina a quella dell'Anagnina, Lolli ha convocato una conferenza stampa presidio, concordata insieme alla Regione Lazio, che avrà luogo lunedì 12 novembre, alle ore 11, a Roma, negli spazi del 'Terminal Bus Tiburtina'.

"Da tempo le nostre Regioni", spiega il presidente della Regione nella sua missiva, "lavorano a un progetto che mira a rafforzare il collegamento trasversale tra l'Adriatico e il Tirreno e in questa direzione va la sottoscrizione del Protocollo d'Intesa tra l'Autorità portuale abruzzese e il Porto di Civitavecchia per valorizzare le connessioni di transito lungo la direttrice tra Barcellona e i Balcani. Ma il collegamento con Roma è funzionale anche ai tanti cittadini romani che hanno scelto di vivere in Abruzzo e di lavorare a Roma. E le nostre economie sono profondamente intrecciate come dimostra la sinergia che si sviluppa in tema di ricerca e sviluppo sulle politiche dello spazio". Lolli ha poi ricordato che ancora recentemente l'Abruzzo ha rinnovato il suo impegno a farsi carico di una cospicua parte dei rifiuti urbani prodotti dalla città di Roma, nell’ambito di una visione solidale e collaborativa tra istituzioni. "Il tema dunque è tanto più rilevante nella fase attuale in cui la sicurezza autostradale è al centro dell'attenzione di tutti e il costo dei pedaggi incide pesantemente nel traffico degli utenti".

Per questi motivi, la recente scelta della Giunta Capitolina del 16 ottobre scorso di spostare il capolinea dei bus da Tiburtina ad Anagnina, determinerebbe, secondo Lolli, un ulteriore peggioramento a danno delle migliaia di pendolari abruzzesi e di tutti coloro che da altre destinazioni raggiungono o si muovono su Roma.

Oggi Tiburtina è il terminal per tutti i pullman interregionali, nazionali e internazionali in arrivo e in partenza dalla capitale: vi transitano oltre 8 milioni di viaggiatori ogni anno, vi operano 103 società del trasporto, vi si muovono circa 900 autobus giornalieri tra arrivi e partenze. I lavoratori e gli studenti che vi giungono quotidianamente, possono agevolmente accedere sia alla metropolitana sia alla stazione ferroviaria divenuta nel 2011 HUB dell'alta velocità nel sistema nazionale dei trasporti. "Con lo spostamento ad Anagnina, invece", ha aggiunto il presidente vicario, "i viaggiatori sarebbero costretti ad allungare di molto i tempi per arrivare a Termini o per raggiungere lo snodo ferroviario e le ulteriori rispettive destinazioni, con conseguente allungamento degli orari di percorrenza. Una penalizzazione che, ovviamente, graverebbe anche sul percorso inverso".

Sarebbe paradossale e grave che nel momento in cui l'Abruzzo e il Lazio lottano per la sicurezza e l'accessibilità economica dei pedaggi autostradali, il cui costo eccessivo costituisce un ostacolo ai collegamenti con la capitale, sia sottratta anche la possibilità di muoversi da e verso Roma in tempi sostenibili attraverso il servizio degli autobus. Secondo il presidente Lolli, tra l'altro, gli annunci del Comune di Roma sul carattere "transitorio" dello spostamento sarebbero infondati: "infatti, lo spostamento del capolinea di Tiburtina, che penalizzerebbe la gestione della società Tibus che lì ha investito, rischia di produrre lunghi contenziosi e di determinare tempi complessi e oneri di progettazione per realizzare le opere ad Anagnina, senza minimamente incidere sulla valorizzazione e qualificazione del Terminal Tiburtina e il tutto finirebbe per scaricarsi sulle condizioni di viaggio e di lavoro dei pendolari".

Conferenza dei Capigruppo approva ordine del giorno contro la delocalizzazione

Intanto, la conferenza dei Capigruppo del Consiglio regionale ha approvato un ordine del giorno proposto dal Presidente Giuseppe Di Pangrazio per esprimere contrarietà alla delocalizzazione del terminal bus, con la richiesta di impegnare Giunta regionale e l'Ufficio di Presidenza del Consiglio ad assumere ogni iniziativa istituzionale e, se necessario, di ordine legale, con la Giunta capitolina, il Governo regionale del Lazio affinché la decisione della Giunta Raggi sia immediatamente revocata.

Tra gli impegni posti in votazione nel documento anche l'impegno per le Istituzioni regionali abruzzesi di chiedere con la massima urgenza un confronto istituzionale con la Giunta capitolina e il Governo nazionale per avviare uno studio approfondito che conduca alla permanenza della Stazione di Roma Tiburtina con il suo ammodernamento funzionale, salvaguardando il sito come snodo di trasporto insostituibile nella intermodalità regionale, nazionale ed internazionale che si sviluppa in Roma Capitale.

L'ordine del giorno boccia la proposta della giunta romana ritenendo la riorganizzazione che viene proposta come un gravissimo danno per l'intero Abruzzo, per la sua economia e per tutti i suoi cittadini, in ragione dei collegamenti nel trasporto civile, pubblico e privato, con Roma Capitale e con le interconnessioni del trasporto stradale, ferroviario e aereo, nazionale ed internazionale. Per i capigruppo del Consiglio regionale, la localizzazione nella stazione Anagnina comporta inoltre un difficilissimo collegamento con l'Autostrada A1 e A25, escludendo la funzione di velocizzazione introdotta dalla bretella autostradale e dalle complanari costruite anche con il contributo degli utenti abruzzesi attraverso il prelievo dalle tariffe autostradali, che sono le "più costose d'Italia". Conseguentemente, spiega il documento, il collegamento con il centro della città di Roma, effettuato con i mezzi di trasporto urbani dalla stazione Anagnina, è incomparabilmente più difficoltoso rispetto a quello attuale dalla stazione Tiburtina e tale complicazione compromette le condizioni di lavoro e di studio e di attività di tutti gli utenti.

In sostanza, la deliberazione del 16 ottobre 2018 della Giunta Capitolina determina un gravissimo danno per l'autotrasporto civile e pendolare, pubblico e privato, di lavoratori, studenti, professionisti e operatori economici che quotidianamente si sviluppa tra l'Abruzzo e Roma Capitale. "E' inaccettabile per l'Abruzzo una decisione così penalizzante assunta in maniera unilaterale dalla giunta romana – spiega Di Pangrazio - Ho deciso di impegnare tutte le forze politiche su questa vicenda cercando la più ampia condivisione e mi dispiace che il capogruppo del M5S non abbia sostenuto il documento che non è politico ma affronta una problematica reale come quella dei trasporti verso la capitale. Una questione che rappresenta un'opportunità per la regione Abruzzo, per le altre regioni e per la stessa città di Roma. Per queste ragioni ho ritenuto opportuno chiedere alla giunta Raggi, alla giunta regionale del Lazio e al Ministro competente di partecipare ad un incontro per trovare una soluzione a questa vicenda."

Sull'argomento è intervenuto anche il consigliere delegato ai trasporti, Maurizio Di Nicola: "E' un tema troppo importante per l'Abruzzo per non essere difeso in questo momento. La nostra regione ha dimostrato di essere solidale con Roma nella vicenda dei rifiuti e ci aspettiamo che l'amministrazione capitolina tenga conto delle ragioni degli abruzzesi".

Il documento approvato dai Capigruppo verrà ripresentato nella forma di una risoluzione urgente nella prossima seduta del Consiglio regionale prevista per il 29 novembre.

La protesta delle confederazioni regionali di Cgil, Cisl e Uil

Le Confederazioni Regionali di Cgil, Cisl e Uil contestano la decisione dell'Amministrazione Comunale di Roma di trasferire alla stazione Anagnina il Terminal bus ubicato attualmente nei pressi della più funzionale e fruibile stazione Tiburtina. "Un provvedimento che, se attuato, andrebbe ancora una volta a penalizzare pesantemente i cittadini abruzzesi, e nello specifico coloro che intendono o debbono necessariamente avvalersi della mobilità collettiva per trasferimenti verso la Capitale imputabili a motivi di studio, di lavoro o per esigenze sanitarie", sottolineano i sindacati.

"Senza voler entrare nel merito delle motivazioni che avrebbero indotto la giunta comunale della Capitale ad assumere questa decisione, crediamo non si possa ignorare che un simile provvedimento, dal quale peraltro non si evince con chiarezza se sia definitivo o temporaneo (ed eventualmente per quanto tempo), andrà inevitabilmente a peggiorare le condizioni di migliaia di pendolari che stanno già pagando un prezzo salato in materia di penalizzazioni per l'incuria e la miopia anche della politica abruzzese".

Si pensi ad esempio ai disagi e ai rischi connessi all'attraversamento delle arterie autostradali A24 e A25, "sulle quali persistono condizioni di sicurezza non proprio rassicuranti pur in presenza di pedaggi esorbitanti e tra i più cari d'Italia"; si pensi alla carenza delle infrastrutture ferroviarie e alla vetustà dei treni destinati alla nostra Regione, "tra i più vecchi d'Italia e che determinano tempi di percorrenza che sono francamente antistorici e addirittura superiori rispetto a quelli che registravano trent'anni fa quando l'alta velocità nemmeno esisteva".

Si pensi all'esclusione della nostra Regione (la sola insieme al Molise) dai nove corridoi europei, "le cosiddette reti TEN-T istituite a inizio anni Novanta dalla Commissione europea con l'obiettivo di aumentare l'efficienza e la sostenibilità dei sistemi di trasporto, di migliorare i servizi di mobilità e la loro accessibilità ai viaggiatori e alle merci, puntualmente assicurate ai cittadini delle restanti regioni".

In questo desolante contesto, nel quale ai pendolari abruzzesi non vengono fornite alternative di mobilità, Cgil Cisl e Uil reputano davvero intollerabile che si possa decidere addirittura di peggiorare le condizioni della sola modalità che ad oggi consente agli abruzzesi di raggiungere la capitale in tempi accettabili.

Ultima modifica il Mercoledì, 07 Novembre 2018 22:36

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