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Lunedì, 12 Novembre 2018 18:01

Bussi, mancata bonifica Piano d'Orta: sei indagati. Marcozzi: "Fare chiarezza"

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Sono sei gli indagati nell'ambito dell'inchiesta sulla mancata bonifica di Piano D'Orta, nel sito d'interesse nazionale di Bussi.

Si tratta del presidente del cda di EdisonJean Bernard Levy e dell'amministratore delegato Marc Benayoun, accusati della mancata bonifica; il nucleo investigativo dei Carabinieri Forestali di Pescara, su ordine del pm della Procura della Repubblica Salvatore Campochiaro, ha notificato inoltre quattro avvisi di garanzia per i reati d'inquinamento ambientale, falso ideologico e omissioni d’atti d’ufficio: sul registro degli indagati il Sindaco del Comune di Bolognano Silvina Sarra, il Dirigente della Regione Abruzzo Franco Geradini, il Comandante della Polizia Provinciale di Pescara Giulio Honorati ed Antonio Ricordi sempre della Polizia Provinciale.

"Nel luglio del 2017 avevo presentato un esposto, il terzo della serie sul SIN di Bussi - ricorda Sara Marcozzi, consigliera regionale e candidato presidente del Movimento 5 Stelle alle prossime elezioni - per denunciare le criticità dell'area dell'insediamento industriale in località Piano D'Orta, nel Comune di Bolognano, dove insisteva fino agli anni '60 lo stabilimento della Montecatini".

Ma quali sono le contestazioni contenute nell'esposto depositato l'anno passato? Innanzitutto, i ritardi sulla caratterizzazione e messa in sicurezza di emergenza. "A distanza di 10 anni e dopo numerose riunioni tecniche e Conferenze dei Servizi tenutesi fra l'Abruzzo e Roma - l'affondo di Marcozzi - non si è stati in grado di mettere in sicurezza l'area. Eloquente l'estratto del verbale di una conferenza dei Servizi nella quale il Ministero chiede al 'Soggetto Attuatore', il Comune di Bolognano, di avviare una copertura, anche provvisoria, del corpo dei rifiuti. In dieci anni pare non siano stati in grado di apporre sull'area neanche un telo resistente per evitare il dilavamento dei rifiuti da acque piovane".

Inoltre, Marcozzi ha denunciato la tardiva diffida al responsabile dell'inquinamento. "Come accaduto per Bussi, gli Enti preposti al controllo sono arrivati tardi. Infatti, solo in data 22 Maggio 2015, a distanza di 8 anni dalla scoperta, come si evince dai documenti, è arrivata la diffida alla bonifica della Provincia al soggetto responsabile dell'inquinamento, Edison S.p.A. Ritardi che pesano come un macigno rispetto all'eventuale contenzioso che certamente sarà in divenire, gravando anche sulle casse delle Pubbliche Amministrazioni che hanno, a tutt'oggi, dovuto anticipare ingenti somme per la realizzazione del Piano di Caratterizzazione".

E ancora, la tardiva diffida al proprietario delle aree. Anche in questo caso, "la Conferenza dei Servizi ha impiegato anni per mettere in atto la diffida alla messa in sicurezza d'emergenza nei confronti del proprietario delle aree. Messa in sicurezza a tutt'oggi inattuata".

Infine, il buio e il vuoto sulle aree extra SIN. "Nel resoconto della Conferenza dei Servizi del febbraio 2015, il Comune di Bolognano ha depositato a integrazione del Piano di Caratterizzazione, su richiesta del MATTM, un 'rapporto dei risultati di analisi di rischio relativi alle aree esterne e limitrofe del SIN'. Di tale rapporto - aggiunge Marcozzi - non conosciamo il contenuto, né nella conferenza dei servizi vi si fa alcun accenno. La aree extra SIN potrebbero essere immacolate oppure potrebbero avervi riscontrato inquinamento e contaminazione. A distanza di 10 anni non è dato saperlo".

"Mi auguro che la magistratura faccia chiarezza: a 10 anni dalla scoperta di quella che fu definita la più grande discarica abusiva di rifiuti tossici d'Europa, è inaccettabile constatare che l'inquinamento sia ancora tutto li. L'inerzia che per 10 anni ha caratterizzato la pubblica amministrazione deve avere dei responsabili, Ministero, Regione, Provincia o Sindaci. Noi chiediamo di accertare queste responsabilità e crediamo di aver fornito agli inquirenti, tutti gli elementi necessari per farlo. L'Abruzzo chiede giustizia e noi saremo sempre in prima linea per tutelare la nostra terra".

Ultima modifica il Lunedì, 12 Novembre 2018 21:17

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