Sabato, 11 Gennaio 2014 17:58

Massimo Cialente si è dimesso: "Ho fatto degli errori, ho perso"

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Cialente prima dell'inizio della conferenza stampa Cialente prima dell'inizio della conferenza stampa Foto Fonzi

Massimo Cialente si è dimesso dal suo incarico da Sindaco dell'Aquila. Lo ha annunciato nel pomeriggio durante una lunga conferenza stampa, alla presenza di decine di giornalisti e di molti esponenti della sua giunta, oltre che di diversi consiglieri di maggioranza e di alcuni dirigenti del Pd abruzzese.

Durante l'incontro Cialente ha ripercorso le tappe del suo secondo mandato - era in carica dal maggio 2012, dopo essere stato eletto per la prima volta nel 2007 - evidenziando soprattutto il rapporto della sua amministrazione con i tre governi in carica durante la difficile gestione del post-sisma.

Cialente ha anche parlato, ovviamente, degli arresti e degli avvisi di garanzia arrivati negli ultimi giorni, e della presunta truffa di sua cognata riportata oggi da qualcuni quotidiani. Dopo i fatti dell'8 gennaio scorso, sono stati diversi gli attacchi all'amministrazione Cialente, da parte di alcuni cittadini - centinaia le persone si sono radunate in Piazza Duomo proprio durante lo svolgimento della conferenza stampa - e anche da alcune testate locali e nazionali. Il Fatto Quotidiano, infatti, proprio oggi dedica l'apertura e un approfondimento di due pagine alle intercettazioni che hanno visto protagonista l'ex assessore Ermanno Lisi, e di cui NewsTown vi aveva anticipato già nel dicembre scorso con l'inchiesta "L'Aquila Città Aperta".

Lo scontro con il governo Letta e alcuni articoli sulla stampa locale e nazionale: parrebbero essere questi - almeno ad ascoltare le parole del primo cittadino - gli elementi che hanno indebolito Cialente e che lo hanno spinto a dimettersi.

"La città sta vivendo una fase delicatissima - dichiara il Sindaco - nella quale ha più che mai uno scontro con il Governo". Il riferimento è alla guerra a distanza, aggravatasi in questi giorni, tra Cialente e il ministro della Coesione territoriale Carlo Trigilia.

Ma non è solo la guerra aperta con il governo Letta a fare pressione sulle dimissioni del Sindaco: "Oggi, per uno strano caso - sottolinea Cialente - viene pubblicata su un quotidiano nazionale una vicenda di intercettazioni di un mio ex assessore, che non ha neanche più rilevanza penale. Inoltre, sulla pagina aquilana di un altro quotidiano nazionale (Il Tempo, ndr) viene riportata la presunta truffa che avrebbe commesso mia cognata. Così è dura".

L'ormai ex Sindaco non crede che gli articoli sulla stampa e le dichiarazioni di Trigilia rappresentino un fatto casuale: "A un certo punto - sottolinea - bisogna fare due più due: credo che sia cambiato qualcosa, non è un fatto accidentale. E' cambiato il clima. Non è possibile scatenare qualcosa del genere e travolgermi così senza aver commesso reati".

"Posso diventare ostacolo a questa città - afferma in modo deciso - se mercoledì prossimo andassi da Enrico Letta la prima mezz'ora la passerei a spiegare cosa sta succedendo all'Aquila. E' normale? Devo spiegare quello che è successo a mia cognata? Devo portare le fatture della ditta che ha fatto i lavori a casa mia? Come posso chiedere i soldi al Governo con questo clima?".

Poi, il duro attacco all'esecutivo: "Trigilia, con le sue dichiarazioni, mi ha di fatto dimesso. Un Ministro che afferma che L'Aquila non deve chiedere più soldi a causa di un'avviso di garanzia, mentre la stessa mattina incontra la Rettrice dell'università a parlare anche del piano regolatore dell'Aquila, un incontro al quale non viene invitato il Comune".

"Oggi è stato un pomeriggio terribile per me - continua come un uragano Massimo Cialente - mi ero detto di aspettare lunedì, giorno degli interrogatori agli indagati. Ma rimanere qui diventa un guaio. Rimanere in questo momento è un danno, hanno vinto altri. Non mi riferisco agli avversari politici nel consiglio comunale, che rispetto. Parlo di qualcosa d'altro. Io ho retto finché ho potuto". Infine, un riferimento anche all'assemblea dei cittadini, che nello stesso momento è in corso in Piazza Duomo: "La città si interroghi - sottolinea - la ricostruzione sta camminando. E' giusto, però, che in questo momento i cittadini siano indignati, lo sarei anche io se non fossi Sindaco. La città deve decidere dove vuole andare, al di fuori di queste polemiche".

E ora? "Sparirò per un po' - dichiara non senza amarezza - lascio con molto rammarico ma anche con una nota di ottimismo. La città si interroghi, capisca se ci sono più luci o più ombre nella città. Anche i giovani e i movimenti, i protagonisti di questi anni, si devono interrogare. Il nuovo Sindaco dovrà metterci passione, ma dovrà guardare soprattutto agli ultimi. L'abbiamo sempre fatto durante il mio mandato, anche se ammetto che io ho fatto degli errori. Ho perso", conclude Cialente.

Cialente dovrà confermare le dimissioni entro venti giorni. Non è la prima volta che il Sindaco si dimette, era già successo nel 2011. Nulla di paragonabile al clima che si respira oggi. A guardare anche i volti scuri di esponenti della giunta e della maggioranza, sembrano davvero dimissioni nette e definitive.

Nel caso fosse confermato il congedo, si eviterà il commissariamento e si tornerà alle urne già a maggio.

Ultima modifica il Domenica, 12 Gennaio 2014 16:08

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