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Giovedì, 21 Febbraio 2019 12:05

Ricostruzione centro Italia, Crimi: "Governatori primi responsabili dei ritardi"

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"Chi volete prendere in giro?". 

Vito Crimi, sottosegretario di governo con delega alle ricostruzioni dei territori colpiti da terremoti, risponde a brutto muso ai governatori delle regioni del centro Italia che hanno patito i danni delle scosse che si sono susseguite a cavallo tra 2016 e 2017; i presidenti di Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo - o meglio, il governatore vicario uscente Giovanni Lolli - da tempo protestano per la decisione del Governo di metterli da parte. E vorrebbero avere voce in capitolo, sui processi di ricostruzione. 

Sul punto, però, il sottosegretario è stato piuttosto chiaro. "Leggo con stupore che Luca Ceriscioli, presidente della Regione Marche, ha presentato le sue idee per velocizzare la ricostruzione. Come mai Ceriscioli, che da oltre 2 anni è anche Vice Commissario alla ricostruzione, presenta solo adesso queste idee? E come mai lo fa appena dopo gli incontri che ho recentemente sostenuto con la cittadinanza, le Istituzioni locali e le Forze dell'Ordine, nei quali ho già annunciato misure drastiche e coraggiose per rilanciare il processo di ricostruzione?", si chiede Crimi. Che ne ha anche per Nicola Zingaretti, governatore di Regione Lazio: "Anche lui, già vice-commissario e co-protagonista delle leggi e ordinanze che fino ad oggi hanno dettato le regole della ricostruzione, ora ammette che l'estrema farraginosità del sistema ostacola la ricostruzione pubblica e privata. Eppure sono state proprio le regioni, in primis - con la complicità dei commissari straordinari nominati dal Pd che si sono succeduti in questi anni - ad aver compiuto le scelte che ora criticano, provocando ritardi e disastri".

E adesso? "Adesso i responsabili della disfatta della ricostruzione si travestono da 'nuovo-che-avanza' e si presentano con la soluzione in tasca. Ma chi vogliono prendere in giro? È un'offesa all'intelligenza dei cittadini", l'affondo del sottosegretario pentastellato.

"Se oggi ci ritroviamo a dover fare i conti con una procedura lenta e caotica, è grazie a questi soggetti. Chi ha amministrato le regioni colpite dal terremoto è il primo responsabile dei rallentamenti nelle pratiche della ricostruzione. Hanno sempre preteso un ruolo da coprotagonisti nelle iniziative intraprese dai loro governi, dunque prima di fare proposte devono assumersi la responsabilità delle scelte sbagliate compiute in questi due anni. Chiedano scusa per la lentezza nell'esame delle pratiche, per gli eccessivi oneri a carico dei progettisti e dei cittadini nella presentazione delle domande, per le discutibili scelte in merito alle opere prioritarie da finanziare. E soltanto dopo vengano a presentare le loro soluzioni".

Crimi ha assunto la delega alla ricostruzione post-sisma da meno di 2 mesi ma si dice pronto a "predisporre modifiche sostanziali alla normativa e alle leggi esistenti, così da semplificare le procedure nella ricostruzione sia privata che pubblica. A differenza del passato non ci si chiuderà più a discuterle nelle segrete stanze del Pd lasciando fuori gli ignari cittadini. Condividerò le nostre proposte legislative con tutti i sindaci, le associazioni di categoria, gli ordini professionali e i soggetti interessati, direttamente e senza filtri, affinché il risultato sia frutto di un processo partecipato, dal basso, spontaneo e vero. Con queste proposte condivise passeremo poi dal Parlamento e dal democratico confronto fra i rappresentanti eletti dal popolo. Cari Presidenti di Regione, ci sarà sicuramente un cambio di passo, ma non avverrà certo per merito vostro".

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