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Giovedì, 30 Gennaio 2014 14:54

Slavina a Campo Imperatore: Mario Celli non ce l'ha fatta

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Slavina a Campo Imperatore: Mario Celli non ce l'ha fatta Laura Cavicchi facebook

Mario Celli non ce l'ha fatta. Dopo una mattinata in cui si erano riaccese flebili speranze, l'elettroencefalogramma è tornato piatto. Intorno all'ora di pranzo, i medici hanno capito che per il giovane medico aquilano - travolto martedi da una slavina a Campo Imperatore - non c'era più alcuna speranza. 

Mario si trovava in uno stato di coma profondo, tenuto in vita dai macchinari. 

Purtroppo, dopo il miglioramento delle prime ore che aveva spinto i medici ad un 'cauto ottimismo', le condizioni cliniche si sono complicate nella notte tra martedi e mercoledi per lo sconforto dei familiari. 

In queste ore si stanno susseguendo i messaggi di cordoglio per la morte del giovane aquilano. "Ride in peace" stanno scrivendo sui social network molti dei suoi amici rider, ragazzi e ragazze che con lui per molti anni hanno condiviso la passione sfrenata per la neve di Campo Imperatore surfando insieme con lo snowboard. 

La redazione di questo giornale fa le più sentite condoglianze alla famiglia.

La vicenda

Martedi. E' l'ora di pranzo. Campo Imperatore, Gran Sasso d'Italia. Una valanga, una massa di neve di 250metri, travolge un giovane aquilano, impegnato con lo snowboard in un fuoripista sullo 'Scontrone', nella zona dei Valloni. 

E' un attimo: Mario Celli - che in un primo momento gli uomini del servizio Sicurezza e Soccorso della Polizia di Stato avevano dato per morto non essendo riusciti a rianimarlo con il defibrillatore - si salva per miracolo, grazie all'intervento di due medici, Gianluca Facchetti del Cai e Nadia Garbuglia del 118, intervenuti quando oramai sembrava non ci fosse più nulla da fare.

Il giovane - specializzando in medicina - viene trasportato con un elicottero al 'Mazzini' di Teramo, in condizioni disperate. Arriva in ospedale con un arresto cardiocircolatorio in atto e una grave ipotermia. E qui si compie un nuovo miracolo: i medici attivano la circolazione extracorporea per riscaldare l'organismo, una terapia sanitaria mai utilizzata prima in Abruzzo, continuando le tecniche di rianimazione per assicurare l'ossigenazione al cervello.

Il cuore di Mario Celli torna a battere dopo un'ora e mezza di arresto. Così, dopo un primo passaggio all'emodinamica, il giovane viene ricoverato in rianimazione. Il ragazzo non presenta grossi traumi da caduta e la temperatura corporea riprende lentamente a salire. Sottoposto a Tac nella tarda serata di ieri, i medici avevano mostrato un cauto ottimismo. Poi, nella notte, le condizioni cliniche sono peggiorate.

Con Mario, a Campo Imperatore, c'era il fratello Paolo. Illeso. E' stato lui a prestare i primi soccorsi, riuscendo in poco tempo con sonda e pala a liberare dalla neve almeno la testa di Mario che si trovava sepolto dalla valanga a più di un metro sotto il manto nevoso. I due ragazzi infatti non sono degli sprovveduti ma degli esperti snowboarder pratici nell'attività del free-ride (fuori pista). Per questo erano muniti di ARVA, l'apparecchio elettronico utilizzato per la ricerca di persone travolte dalle valanghe. Salvo anche l'altro sciatore che era stato avvistato nel fuoripista poco prima la slavina. 

La procura della Repubblica dell'Aquila ha aperto un'inchiesta, affidata al pubblico ministero David Mancini, per accertare eventuali responsabilità: la slavina era probabile sia per le allerte meteo, "pericolo marcato" a leggere il bollettino Meteomont, che per la presenza di fattori di rischio come la temperatura più alta e la neve fresca caduta su quella compatta.

Intanto, il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente ha firmato l'ordinanza di divieto di escursioni fuori pista. Il divieto dell'esercizio del fuori pista nelle zone limitrofe o adiacenti alle piste da sci - si legge nell'ordinanza - è permanente e a tutela di coloro che utilizzano le piste stesse. E' inoltre fatto divieto di pratica fuoripista o su terreno d'avventura in caso di precipitazioni nevosa con presenza di manto nevoso fresco e per le successive 48 ore dalla precipitazione. E' vietata, infine, la pratica fuoripista o su terreno d'avventura quando il bollettino Meteomont stabilisce un grado di pericolo uguale o maggiore a 3, rinviando in caso di pericolo inferiore a 3, alle eventuali valutazioni della Commissione comunale per la prevenzione dei rischi da valanghe di questo Comune. Ai trasgressori verrà comminata una sanzione da 25 a 500 euro.

Ultima modifica il Giovedì, 30 Gennaio 2014 17:59

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