Martedì, 09 Aprile 2019 02:52

Campus diffuso in centro, Coccia: "Stiamo per formalizzare accordo"

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Eugenio Coccia Eugenio Coccia

"Bisogna pensare all'Aquila non solo in termini di ricostruzione ma di costruzione".

Affacciati dalla terrazza situata di fronte l'ufficio di Eugenio Coccia, rettore del Gran Sasso Science Institute, la scuola superiore universitaria a ordinamento speciale nata all'Aquila dopo il terremoto, non si può non essere ottimisti.

La chiesa restaurata di S. Maria di Collemaggio si staglia proprio di fronte, tutt'intorno si vedono solo palazzi ricostruiti e dentro, nei corridoi dell'istituto, c'è un viavai di ricercatori e scienziati provenienti da ogni angolo del mondo.

"Se non fossimo esistiti" afferma il professor Coccia "non sarebbero mai venuti all'Aquila. Si tratta di capitale umano altamente qualificato, che ha scelto di vivere qui e che dà la possibilità a questa città di avere idee e progettualità nuove, diverse. Ovunque si muova capitale umano, ci sono grandi benefici per il territorio".

Il Gssi si presenta a questo decennale come una realtà oramai consolidata, il cui prestigio è riconosciuto a livello mondiale, se è vero che fior fiore di scienziati, che avrebbero potuto lavorare ovunque e scegliere, magari, di insegnare a Princeton, Berkeley o al Mit di Boston, hanno accettato invece l'offerta di trasferirsi nel capoluogo abruzzese, ancora alle prese con una ricostruzione lenta e dalle mille incognite.

"E' chiaro" dice Coccia "che se pensiamo all'Aquila solo in termini di ricostruzione può venire un po' di depressione, perché su molte cose siamo ancora indietro. Ma oltre questo c'è la costruzione di una città nuova, e lì invece ci sono realtà che prima del terremoto non esistevano. Quando, di recente, hanno intervistato la nostra Marica Branchesi e le hanno chiesto come mai avesse scelto di venire a vivere proprio qui, lei ha risposto: 'Perché L'Aquila è una città bellissima'. Noi forse siamo troppo concentrati sul fatto che L'Aquila è ancora mezza rotta ma basta venire da fuori per vedere tutte le cose realizzate e per capire che qui si può vivere bene, con un'alta qualità della vita. L'idea di fare dell'Aquila una città della conoscenza, degli studi e dell'alta formazione, condivisa da tutte le istituzioni locali, sta prendendo forma in maniera concreta, tangibile. Penso non solo al Gssi ma anche alla sperimentazione sul 5G, alla scuola internazionale bilingue, all'università, che ha scelto di puntare sempre di più sulla qualità. Non sono concetti astratti o slogan. Io vedo un bicchiere non solo mezzo pieno ma che si va riempiendo sempre di più".

Nato nel 2012 su impulso dell’Ocse e grazie all’impegno dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), della Regione Abruzzo e del Governo, il Gssi, dopo tre anni di "prova", durante i quali ha ricevuto circa 2mila domande da tutto il mondo per accedere ai suoi quattro corsi di dottorato – in fisica, matematica, informatica e studi urbani - è diventato a tutti gli effetti una scuola di alta formazione, al pari della Normale di Pisa e della Sissa di Trieste, nel 2016. Oggi, con i suoi 120 dottorandi, di cui il 50% provienente dall’estero, è l’università più internazionalizzata d’Italia. E ogni anno le domande di ammissione aumentano: l'anno scorso sono state più di 1500 per 40 posti.

"Il riconoscimento da parte dell'Anvur non era affatto scontato" ricorda Coccia "Per tre anni siamo stati sotto esame, ci siamo voluti mettere in gioco. Tant'è che la legge che ci istituì aveva previsto un'uscita di sicurezza per i nostri studenti, stabilendo che se non fossimo stati riconosciuti come università, avrebbero potuto essere ammessi in altre scuole di specializzazione. Così non è stato perché abbiamo passato la prova a pieni voti".

Nel futuro prossimo del Gssi ci sono due obiettivi.

Il primo è la creazione di un hub tecnologico nell'area del Tecnopolo in cui portare avanti due grandi progetti di ricerca a cui l'stituto sta partecipando in partnership con altri soggetti, pubblici e privati. Uno, Darkside, sulla materia oscura, è stato già finanziato con 20 milioni di euro e vedrà la partecipazione di LFoundry e Infn. Un altro progetto da 7 milioni di euro, anch'essi già disponibili, riguarderà invece i satelliti e qui il Gssi sarà partner di Thales Alenia.

Il secondo traguardo da tagliare sarà invece la costituzione di una fondazione di cui faranno parte anche Univaq e Comune dell'Aquila per la creazione di un campus universitario diffuso in centro storico, sfruttando le centinaia di alloggi della sostituzione edilizia. Appartamenti nella stragrande maggioranza dei casi già ristrutturati da tempo ma ancora disabitati.

"Stiamo per formalizzare l'accordo" spiega Coccia "Sarebbe un ulteriore elemento di attrazione. Abbiamo bisogno di far vedere a ricercatori e studenti che trasferirsi all'Aquila in abitazioni sicure nel centro storico è possibile. Questo collegio potrà avere anche un finanziamento da parte del Miur. Per L'Aquila sarebbe un fattore molto importante".

Ultima modifica il Martedì, 09 Aprile 2019 20:07

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