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Martedì, 11 Giugno 2019 12:20

L'Aquila, sindacati contro i vertici Ama: "Evitano il confronto"

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“Un elemento caratterizza l’attuale gestione dell’Ama, la municipalizzata dei trasporti del Comune dell’Aquila. Evitare il confronto con le organizzazioni sindacali quale unica strategia di governo dell’azienda”.

A scriverlo, in una nota congiunta, sono le Rsa aziendali di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Faisa-Cisal e Ugl.

“Un governo che vuol apparire muscolare" si legge "ma che in realtà nasconde carenza di risposte. I muscoli vengono mostrati ai dipendenti che, quale contropartita al garantire i servizi con mezzi a dir poco obsoleti, ricevono simpatiche letterine di contestazioni disciplinari. Improvvisamente tutti inadeguati al nuovo nulla”.

“In realtà si rifiuta il confronto nascondendo problemi preoccupanti di carenza di risposte necessarie per il buon funzionamento aziendale. E cosi non si risponde sulle autorizzazioni necessarie alle manovre in zone pericolose, con i nuovi vincoli posti dal Codice della Strada, non si predispongono gli autobus al corretto funzionamento del misuratore di velocità anche a salvaguardia del titolo abilitante dei conducenti visti i limiti di velocità imposti , non si trova il tempo di confrontarsi nell’attivazione dei nuovi servizi, nella predisposizione dei turni dell’officina”.

“Nel frattempo le urgenze previste nel piano industriale, anche in termini di revisione di alcuni aspetti della contrattazione aziendale, sono improvvisamente sparite dall’orizzonte”.

“Insomma la forza o machismo da esercitare con i lavoratori ed idee poche e tenute celate per risalire la china di una gestione aziendale insufficiente”.

“Nel frattempo nei giorni scorsi i servizi sono stati garantiti con difficoltà e grazie soltanto alla professionalità e buona volontà dei lavoratori, e senza risposte strutturali sarà impossibile riavviare il servizio alla riapertura delle scuole”.

“Non tollereremo oltre tale comportamento, noi crediamo di poter e dover partecipare alla ricerca delle soluzioni necessarie, quelle imposte non ci piacciono e banalmente non funzionano”.  

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