Martedì, 02 Luglio 2019 17:23

Ponte Belvedere, si seguirà la strada del 'project financing'

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A dicembre 2017, la Giunta comunale approvava la modifica della proposta progettuale sul consolidamento del ponte Belvedere, "con l'inserimento di una campata in acciaio che avrebbe garantito - così si disse - maggiore sicurezza e minori tempistiche di esecuzione"; otto mesi dopo, all'indomani del crollo del Ponte Morandi, l'allora assessore alle Opere pubbliche Guido Quintino Liris annunciò che finalmente, dopo 9 anni, sarebbero partiti i lavori "di un nodo stradale fondamentale per la città". Liris spiegò che erano in corso "da settimane" le prove sui materiali relativamente alle fondazioni, ai pilastri e alle campate del ponte; "una volta concluse le verifiche, presumibilmente entro 15 giorni, il progettista avrà 60 giorni per redarre il progetto definitivo ed esecutivo. Si andrà quindi a gara per la realizzazione dei lavori", promise. 

Ed invece, ad ottobre del 2018 - un paio di mesi dopo - lo studio d'ingegneria Romolini, che si era aggiudicato lo studio per la progettazione del nuovo ponte, abbandonò l'incarico, rescindendo il contratto, causa insufficienza dei fondi. Ovviamente, sono rimaste in carico al Comune dell'Aquila le spese per il lavoro svolto sino a quel momento, che si sono aggiunte a quelle già riconosciute all'Università che aveva presentato uno studio sul ponte che, si badi bene, non è stato affatto compromesso dal terremoto, dal punto di vista strutturale almeno, riportando una lesione di taglio e lo spostamento lieve del sistema di appoggio. 

L’incarico affidato allo studio toscano Romolini risaliva a giugno 2016 "in ragione di un ribasso d’asta pari al 73.77%, per un importo complessivo di 25.269 euro oltre oneri contributivi e fiscali", cifra che poi era lievitata di ulteriori 12 mila euro stante la nuova proposta progettuale avanzata dai tecnici, e consistente appunto "nella sostituzione della campata centrale in acciaio e calcestruzzo armato", che aveva portato la spesa per i lavori da un milione e trecentomila euro a due milioni; una modifica che, come detto, aveva comportato anche l'aumento dell'importo d'affidamento della progettazione, inspiegabilmente rubricato dalla richiamata delibera di Giunta comunale a 'spesa per servizi complementari' resisi necessari - così venne scritto - 'a seguito di circostanze impreviste'.

Eppure si trattava di una scelta arbitraria. 

Si chiesero i consiglieri comunali del Passo Possibile: "può un importo di due milioni di euro di lavori generare spese tecniche, in assenza di ribasso d'asta, di soli 38mila euro?"; o piuttosto, aggiunsero, "è un modo per evitare una procedura di gara che dovrebbe essere aperta in virtù di una nuova parametrazione fatta sul nuovo importo dei lavori e ricorrere a un raggiro delle norme in materia?". Un pasticcio, insomma.

Sta di fatto che ad ottobre 2018, come detto, lo studio Romolini si è tirato indietro.

Da allora è passato quasi un anno ed ora l'amministrazione comunale pare decisa a percorrere la via del project financing. A svelarlo è stato il vice sindaco Raffaele Daniele, a margine dei lavori della Commissione Territorio riunita per discutere di viabilità e parcheggi in centro storico. Daniele, che ha assunto da qualche mese la delega alle Opere pubbliche, vorrebbe rendere il Ponte Belvedere un simbolo della città che verrà. "La settimana prossima porterò la proposta in Giunta, così da aprirci al mercato per la ricostruzione del Ponte Belvedere e del Ponte di Sant'Apollonia con relativo parcheggio. Se vogliamo davvero realizzare opere qualificanti, che siano anche attrattori turistici, la finanzia pubblica non basta", le parole affidate a newstown. "Vale in particolare per il Ponte Belvedere, un intervento urbanistico che, di fatto, crea una rottura tra viale Duca degli Abruzzi e via Fontesecco: l'idea è di ricomporla, oltre che di realizzare un'opera che diventi un simbolo della città, ed è per questo che l'intervento urbanistico va oltre le disponibilità che abbiamo. Speriamo che chi ha fatto fortuna con la ricostruzione voglia lasciare un segno per il futuro". 

La tempistica è stata dettata: dopo l'approvazione in Giunta, verrà pubblicato un bando con scadenza a 30 giorni: "una volta acquisiti i progetti - ha aggiunto Daniele - sceglieremo il migliore; seguirà una Conferenza di servizi per acquisire il progetto selezionato con l'importo indicato, mettendolo a gara. A quel punto, vedremo se qualche ditta avanzerà proposta di ribasso: la procedura di project financing, comunque, prevede che anche in casi di offerte al ribasso sia riconosciuta una prelazione a chi ha proposto il progetto". Il Comune dell'Aquila metterà sul piatto 2 milione e 700 mila euro circa. 

Si riparte da capo, insomma, sperando che questa sia la volta buona.

 

 

Ultima modifica il Martedì, 03 Settembre 2019 12:12

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