Mercoledì, 10 Luglio 2019 01:31

Riforma codice appalti, incontro all'Ance. Mantini: "Sblocca Cantieri parziale ritorno al passato"

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Pierluigi Mantini Pierluigi Mantini

"Non ci si può nascondere sempre dietro le norme. Il gioco delle regole quasi mai è decisivo, è molto più importante la qualità dei giocatori. Gran parte dei ritardi nelle opere pubbliche e, per quanto riguarda L'Aquila, nella ricostruzione pubblica, non dipende dal Codice ma dalla qualità della partnership pubblica, dalle capacità, dalle risorse e dal livello di organizzazione della parte tecnico-amministrativa".

A dirlo è stato Pierluigi Mantini a margine dell'incontro che si è tenuto ieri nella sede dell'Ance L'Aquila dal titolo: "Codice degli appalti dopo la riforma". Un momento di confronto voluto dall'associazione costruttori per fare il punto sulle modifiche introdotte nel Codice degli appalti del 2016 (di cui Mantini è stato uno degli estensori) dal decreto Sblocca Cantieri, appena convertito in legge.

Mantini, aquilano, avvocato e ex parlamentare, è professore di diritto amministrativo al Politecnico di Milano e membro della Commissione appalti dell’Autorità nazionale anticorruzione(Anac).

"Nello Sblocca Cantieri ci sono luci e ombre" osserva Mantini "Ci sono misure di semplificazione burocratica positive ma anche ritorni al passato: penso soprattutto al ritorno del criterio del massimo ribasso, che ha sostituito quello della miglior offerta qualitativa, alla sospensione, fino al 2020, della misura che imponeva ai commissari di gara di essere iscritti all'Anac e all'arresto del processo di contenimento e riqualificazione delle oltre 36mila stazioni appaltanti che abbiamo in Italia. Un percorso che il Codice del 2016 aveva perlomeno iniziato a intraprendere".

Quello dell'efficienza e dell'adeguata dotazione di risorse umane e materiali delle stazioni appaltanti è un tema cruciale, secondo Mantini, anche nella ricostruzione dell'Aquila: "L'Aquila non ha una stazione unica appaltante ed è un fatto abbastanza clamoroso. Non ha nemmeno un Provveditorato alle Opere pubbliche di eccellenza. Se mancano le risorse, le competenze e una cultura tecnico-amministrativa, le cose non si fanno da sole".

Sempre a proposito della ricostruzione dell'Aquila, Mantini ha detto che "in futuro serve investire meno in stanze e case e di più in progetti per l'economia di territorio. I miliardi rimasti andrebbero utilizzati non per costruire case per abitanti che non ci sono ma per creare economie di territorio, migliorando le relazioni con Roma e investendo sulla montagna, la conoscenza, la tecnologia e l'ecomomia rinnovabile".

Mantini si è detto invece favorevole ad altre due misure molto contestate introdotte dallo Sblocca Cantieri, l'innalzamento a 150mila euro della soglia per gli affidamenti diretti e il ritorno dell'appalto integrato: "Avere un po' più di affidamenti diretti non mi sembra negativo in sé, credo che un'autorità pubblica possa prendersi questa responsabilità, sempre decidendo secondo criteri trasparenti, motivati e supportati dal diritto amministrativo. Quanto all'appalto integrato, la regola dovrebbe essere che chi progetta non costruisce ma questo accade solo nel migliore dei mondi e visto che noi non viviamo nel migliore dei mondi qualche compromesso è necessario. Se la pubblica amministrazione non ha uffici e tecnici sufficienti per fare i progetti, spesso l'appalto integrato è una necessità.

"Abbiamo notevoli speranze che il codice riformato possa sbloccare gli appalti pubblici che per noi operatori del cratere significherebbe finalmente veder partire la ricostruzione pubblica" ha osservato il presidente dell'Ance L'Aquila Adolfo Cicchetti "Ciò detto, lo Sblocca Cantieri ci ha lasciato insoddisfatti e perplessi perché non sono stati accolti gli emendamenti che come territorio avevamo presentato".

"Negli ultimi due anni" ha dichiarato Cicchetti "abbiamo perso 2mila addetti, c'è bisogno di un nuovo impulso e questo può darlo la ricostruzione pubblica. Come sindacato di categoria auspichiamo che nel rispetto della normativa venga favorita una prospettiva di lavoro per le imprese del territorio e per tutto l'indotto".

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