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Giovedì, 11 Luglio 2019 15:44

Crisi call center, a rischio 300 posti. Sindacati chiedono tavolo di crisi

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"Sono trascorsi solo 5 mesi da quando in sede Ministeriale abbiamo sottoscritto un accordo per la salvaguardia di 34 lavoratori di Olisistem Start impiegati sul sito di L'Aquila per la gestione del servizio idrico di Acea ed oggi ci ritroviamo a gestire una vertenza ancora più grande che vede impattati oltre 300 lavoratori della stessa Azienda che sono impiegati sulle commesse di Acea e Poste Italiane".

Ad affermarlo, in una nota, sono le segreterie territoriali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Ugl Telecomunicazioni e le Rsu di Olisistem Start.

"In data 10 giugno 2019 -ricordano i sindacati- è scaduto il bando di gara Acea al quale l'Azienda Olisistem Start non ha partecipato con il risultato che circa 120 lavoratori saranno dirottati presso altra Azienda della quale al momento non abbiamo informazioni, la cosa che ci preoccupa maggiormente è che secondo fonti certe, il lotto che riguarda il sito di L'Aquila prevede quasi esclusivamente le attività del servizio di mercato tutelato, che salvo proroghe da parte del Governo andrà a scomparire a luglio 2020 questo potrebbe tradursi in licenziamenti per i lavoratori impegnati sulla commessa".

"Entro il mese di luglio verrà bandita la gara di Poste Italiane, e se verrà confermato il mancato invito di Olisistem Start da parte del committente (fonte aziendale) anche la restante parte dei lavoratori di Olisistem start sarà oggetto di trasferimento ad altra azienda".

"La nostra più grande preoccupazione -sottolineano i sindacati- è legata al principio della territorialità non previsto dall'articolo 10 della legge 11/2016 (clausola sociale)".

"Questa città e questo territorio non può permettersi di perdere un solo posto di lavoro, questo è il motivo per il quale abbiamo chiesto aiuto a tutte le Istituzioni. Ad oggi siamo stati ricevuti esclusivamente dall' On Stefania Pezzopane e dal Vice Prefetto, ai quali abbiamo ribadito che l' applicazione della clausola sociale per i lavoratori impattati non basta se non viene garantito il principio  della territorialità e l'applicazione del CCNL delle telecomunicazioni".

"Chiediamo pubblicamente di aprire un tavolo in Regione, ente competente in materia, in cui le organizzazioni sindacali e le Istituzioni possano gestire unitariamente le criticità inerenti il settore dei call center, che ci preme precisare sul territorio aquilano impiegano circa 2500 lavoratori".

"Per raggiungere il nostro scopo non possiamo combattere da soli, c'è bisogno che tutti facciano la loro parte per questo sollecitiamo pubblicamente un incontro già richiesto formalmente all'Istituzione Regionale".

Ultima modifica il Venerdì, 12 Luglio 2019 12:56

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