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Venerdì, 26 Luglio 2019 10:39

Ricostruzione, Tar sospende l'efficacia delle nuove norme tecniche d'attuazione al Prg. Di Stefano: "Serve una battaglia culturale, politica batta un colpo"

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"Il Tar ferma a scopo cautelativo la modifica alle norme tecniche del Prg che introducemmo nel 2016 con lo scopo di proteggere, al pari della città capoluogo, il patrimonio insediativo delle frazioni esposto a demolizioni selvagge anche in assenza di preoccupanti livelli di danno, garantendo in ogni caso un alto e adeguato livello di sicurezza; per farlo ci eravamo comunque premuniti di assicurare ai proprietari un aumento del contributo per il restauro conservativo degli immobili. Introducemmo anche la norma di cambio di destinazione d'uso per i locali al piano terra in favore di attività produttive per aumentarne l'attrattività ricettiva e turistica. I ripetuti strafalcioni normativi che sono poi stati indrodotti violando a più riprese il contenuto e le procedure stabilite dalla LR 18/83 in materia di trasparenza e pubblicità, passaggi fondamentali per la partecipazione attiva dei cittadini al processo formativo di ogni strumento urbanistico, lasciavano già presupporre la possibilità di vari ricorsi".

A dirlo è l'ex assessore alla ricostruzione del Comune dell'Aquila, Pietro Di Stefano, all'indomani della pubblicazione dell'Ordinanza n.147/2019 con cui il Tribunale Amministrativo Regionale per l’Abruzzo - L'Aquila ha accolto la richiesta proposta dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per L’Aquila e cratere, sospendendo in via cautelare gli effetti della Delibera del Consiglio Comunale n. 21 dell’11 aprile 2019 di approvazione definitiva della variante alle Norme Tecniche di Attuazione del PRG per le frazioni [qui, l'approfondimento].

"L'attuale amministrazione - l'affondo di Di Stefano - ha praticamente usato il parere favorevole della Soprintendenza reso alla stesura della norma originaria per poi stravolgerla successivamente e a più riprese; il tutto con la partecipazione ipocrita della Provincia che avrebbe dovuto fermare l'iter per le pesanti violazioni alla legge, come è dovere e compito dell'autorità che sovrintende alla corretta applicazione legislativa".

Oltre al ruolo della Soprintendenza, "è stata di fondamentale importanza l'attività delle associazioni nel denunciare uno scempio in nuce con l'applicazione delle modifiche illegittimamente introdotte. Sarebbe stata doverosa anche una grande battaglia politica in seno al Consiglio, certamente nel merito ma almeno nel pretendere il rispetto delle norme scritte, fermando la sbruffonaggine di chi ignora la legge base del processo di pianificazione. Naturalmente si dovrà attendere il giudizio di merito e questo spetta al Tar. Ma prima ancora che giuridica, la battaglia deve essere culturale e per questo occorre che la politica batta un colpo perché a rimetterci sarà senza dubbio il tessuto urbano locale, spogliato di qualsiasi progettualità a lungo respiro, senza che minimamente si innalzino, come qualcuno vuol far credere, i livelli di sicurezza degli immobili più di quanto non era già stato fatto".

Ultima modifica il Venerdì, 26 Luglio 2019 20:27

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