Venerdì, 02 Agosto 2019 13:57

Pettorano sul Gizio: accoltellato e gettato in un fosso, grave ragazzo senegalese

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Pettorano sul Gizio: accoltellato e gettato in un fosso, grave ragazzo senegalese Foto Ansa

Sadio Camara, giovane senegalese di 27 anni, laureato in filosofia, ospite di una casa di accoglienza di Pettorano sul Gizio, impegnato nel servizio civile in Valle Peligna, è stato accoltellato alla gola e gettato in un fosso la notte tra il 31 luglio e il 1 agosto. in una stradina d campagna tra Sulmona e Pettorano: è ora ricoverato in gravi condizioni all'ospedale di Pescara.

Non chiari al momento i motivi che ci sarebbero al centro dell'aggressione, sebbene paia evidente la matrice razzista. Stando al racconto del giovane, infatti, i due aggressori gli avrebbero detto: "ti insegniamo noi a campare".

Sulla vicenda sta indagando la squadra anticrimine del commissariato di Sulmona.

Da una prima ricostruzione della polizia, il giovane sarebbe stato prima aggredito e poi trasportato in un luogo diverso e gettato in un fosso, dove avrebbe passato la notte privo di sensi. Ripresosi, il giorno dopo avrebbe raggiunto la struttura di Pettorano dove è ospitato e da lì sarebbe stato accompagnato in ospedale a Sulmona.

Viste le gravi condizioni, i medici ne hanno deciso il trasferimento prima all'ospedale di Avezzano e poi a quello di Pescara.

Acerbo (PRC): "Non minimizzare movente razzista"

"Sadio ha 27 anni. Viene dal Senegal. E' laureato in filosofia. Fa servizio civile. Lo conoscono tutti gli attivisti di Sulmona e della Valle Peligna come persona mite e impegnata. Ora è ricoverato all'ospedale di Pescara. E' stato accoltellato alla gola e gettato in un fosso. Solo per miracolo non è morto. I due aggressori gli hanno detto "ti insegniamo a campare". Sembra una vicenda da sud degli Stati Uniti di altri tempi, una scena tratta da un film sul Ku Klux Klan".

A dirlo è il segretario nazionale di Rifondazione comunista, Maurizio Acerbo.

"Impossibile non ricordare che a Sulmona nel giugno 2018 ci fu un'irruzione in un centro di accoglienza con l'accoltellamento di un richiedente asilo. Auspichiamo che gli inquirenti individuino al più presto i due criminali. Da quel che si legge ci sembra di constatare una tendenza della polizia a minimizzare o escludere il movente razzista che però non è suffragata dai fatti emersi né dal racconto del ragazzo. Non si vuole irritare il ministro degli interni che nei prossimi giorni sarà da quelle parti? Ritengo doveroso parlare chiaro: conosciamo i responsabili politici e morali del clima di xenofobia e razzismo che sta avvelenando il paese. Si chiamano Salvini e Meloni con l'incessante propaganda su cui stanno costruendo cinicamente il successo elettorale dei loro partiti. Può darsi che come nel caso del giugno 2018 gli aggressori siano solo dei balordi ma il clima che legittima e fomenta questo genere di violenze è stato creato da alcune forze politiche e da alcuni media e giornali che ne condividono e amplificano la propaganda. Basta barbarie! Solidarietà a Sadio da Rifondazione Comunista".

Sinistra Italiana L'Aquila: "E' tempo di cambiare impostazione a approccio sui migranti"

"La notizia dell’aggressione aggravata ai danni del giovane non ci stupisce affatto; semmai ci rende ancora più consapevoli delle nostre convinzioni più volte manifestate in questi ultimi tempi. La gravità del fatto e l’efferatezza dell’aggressione (prima insultato, poi obbligato a seguire i suoi aguzzini e poi picchiato ed accoltellato) palesa un modo di pensare che ormai nella nostra società è diventato struttura; pensieri e parole di cui i rappresentanti istituzionali, anche di alto livello, si servono quotidianamente per sfruttare una condizione di disagio economico e culturale all’unico scopo di accrescimento del loro potere".

A dirlo è il segretario del circolo di Sinistra Italiana L'Aquila, Pierluigi Iannarelli. "E’ ora di chiedersi, cari cittadini, istituzioni, forze dell’ordine, mondo politico e associativo, siete davvero sicuri che in nome della sicurezza, della difesa dei confini, dell’identità della razza, dobbiamo sacrificare il diritto alla vita di un nostro fratello? Il mea culpa non può avvenire solo nei giorni deputati dal calendario istituzionale; mille lezioni nelle scuole ai ragazzi sui danni dell’indifferenza sono rese vane da un gesto folle come quello raccontato dalle cronache di oggi. E’ tempo di cambiare mentalità, impostazione e approccio al tema dell’immigrazione, perché oltre che essere un fatto naturale e fisiologico, è cosa certificata essere una risorsa necessaria per il futuro del nostro Paese. Va cambiata l’agenda politica, non più odio e populismo, bensì integrazione e temi come lo jus soli, questa è una grande battaglia che la sinistra degna di questo nome dovrebbe portare avanti, al netto dei facili consensi. Riportiamo i temi su un livello di uguaglianza dell’accesso ai diritti, solo così potremo uscire da questo stato di inciviltà".

Ultima modifica il Sabato, 03 Agosto 2019 17:59

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