Sabato, 02 Novembre 2019 13:12

Impianti sportivi Preturo, Vittorini (Atletico Amiternum) risponde a Roberto Jr. Silveri

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Federico Vittorini Federico Vittorini

"Torniamo nuovamente sul tema della carenza di infrastrutture per le attività sportive e sociali nel territorio di Preturo per rispondere, nostro malgrado, alle inesattezze riportate sulla stampa e riconducibili alle dichiarazione del nostro consigliere Roberto Jr. Silveri".

Ad affermarlo, in una nota, è il presidente della società sportiva Atletico Amiternum Federico Vittorini, che risponde alle affermazioni rilasciate in settimana dal consigliere comunale Roberto Jr. Silveri.

"In una nota del 31 ottobre 2019, rispondendo al consigliere Antonio Nardantonio" si legge nella nota "Silveri chiama in causa l’Atletico Amiternum citando un articolo di stampa per mezzo del quale la nostra polisportiva si sarebbe attribuita la gestione della tensostruttura in fase di realizzazione a Preturo, poi, abbiamo adesso appreso, bloccata dallo stesso Roberto Jr. Silveri".

"Silveri cita l’articolo ma non lo individua, non lo riporta. Nell’articolo del 4 giugno (per chiarezza e completezza, eccolo: https://news-town.it/cultura-e-societa/25255-preturo,-polisportiva-amiternum-ecco-il-centro-di-socialit%C3%A0-permanente.html -con la conferma espressa dell’Assessore Fabrizi- e  https://www.virtuquotidiane.it/cronaca/a-preturo-un-centro-di-socialita-permanente.html) la nostra polisportiva, preso atto di quanto affermato pubblicamente dall’assessore Fabrizi in sede di capigruppo consiliare e della precedente comunicazione del Settore Opere Pubbliche del Comune dell’Aquila prot. 30592 del 20.3.2019, comunicava dopo anni di attesa che finalmente poteva prendere il via il progetto “Centro di Socialità Permanente” che prevedeva la realizzazione in un unico contesto di attività sportive, sociali e culturali, progetto finalizzato a ricreare quello spirito di comunità all’interno della Circoscrizione perso ormai da almeno venti anni a seguito della quartierizzazione del territorio di Preturo, vale a dire al forte incremento urbanistico iniziato intorno alla fine degli anni novanta al quale non è corrisposto un’adeguata offerta di servizi sociali".

"L’Atletico Amiternum non ha mai rivendicato la gestione della (fino ad adesso) abortita tensostruttura rivendicando esclusivamente la possibilità di utilizzo della stessa; d’altronde, per impostazione di pensiero e a differenza di quanto talvolta accaduto nel passato, non vediamo la gestione di un bene pubblico come un’acquisizione privatistica ma come mero svolgimento di una funzione pubblica realizzata da un soggetto privato in sostituzione dell’Ente pubblico che con le proprie risorse non riesce a farlo in maniera adeguata".

"Chiudendo ribadiamo il nostro diritto ad essere di stimolo nei confronti della politica senza per questo doverne essere additati negativamente, il nostro diritto di critica e, soprattutto, il nostro diritto a comprendere gli atti della pubblica amministrazione che dovrebbero sempre essere palesi e trasparenti e non frutto di accordi sottobanco; quello che spiace, infatti, è che la tensostruttura sia stata bloccata senza che la collettività e in particolare i soggetti interessati ne fossero messi al corrente e, soprattutto, senza aver previsto un’alternativa".

"Chiediamo fatti concreti e immediati e questa tensostruttura, con i suoi limiti, rappresenterebbe finalmente qualcosa. La politica si impegni a fare e non a bloccare: a fare meglio o a fare di più rispetto ai propri “concorrenti politici” ma non a bloccare il territorio e il suo lento e faticoso sviluppo".

"Restano immutate la nostra disponibilità a lavorare con tutti i soggetti che vogliano migliorare la nostra Circoscrizione ed anche la richiesta che portiamo avanti da mesi: si sblocchino i 104mila euro fermi nelle casse e destinati alla realizzazione della tensostruttura e alle migliorie dell’impianto sportivo. Poi, qualora se ne avverta la necessità politica, ci si impegni a trovare altre risorse per i marciapiedi, l’illuminazione e la segnaletica senza andare a togliere quanto già stanziato e senza creare una disputa artificiosa tra sicurezza stradale e socialità".

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