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Martedì, 17 Marzo 2020 22:24

Verì: "Picco dei contagi in Abruzzo atteso per la fine della settimana"

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Trenta nuovi casi di contagio da covid-19 in Abruzzo, col numero degli ammalati che è salito a 229.

“E’ questa la settimana in cui si attende il picco del contagio”, spiega in tarda serata l’assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì, a margine dell'ennesima riunione a distanza col presidente Marco Marsilio, col vice presidente Emanuele Imprudente, con il direttore del Crea e con i 4 manager delle Asl abruzzesi.

“Oggi abbiamo avuto una punta imprevedibile”, così la definisce Verì: “abbiamo 133 pazienti ricoverati, di cui 32 in terapia intensiva. Nei giorni scorsi, il Crea aveva già programmato gli interventi da attuare a seconda dei livelli di gravità; ebbene, abbiamo 4 livelli e si è raggiunto il terzo: significa che siamo da subito impegnati a riorganizzare i presidi ospedalieri regionali per tenere liberi posti letto per i pazienti contagiati dal virus. In particolare, stiamo liberando posti nelle Unità operative complesse di Pneumologia e Chirurgia in un sistema di rete tra ospedali hub, ad alta specializzazione, e spoke dove verranno ricoverati i degenti trasferiti. Da oggi non si parlerà più di pazienti contagiati afferenti a questa o quella Asl, ma di pazienti in carico al sistema regionale”.

D’altra parte, nei prossimi giorni si attende un aumento del numero dei contagiati sperando che, davvero, come prevedono gli studi epidemiologici, entro la fine della settimana si possa raggiungere il picco per poi iniziare a vedere la curva decrescere.

“Già da domani speriamo di poter acquistare altri dispositivi di respirazione: se non dovesse essere possibile, avremo comunque la possibilità, come detto, di mettere a disposizione posti letto di rianimazione prendendo spazio dalle chirurgie e dalle pneumologie. Abbiamo un piano ben distribuito per dare risposta ad almeno 100, 120 pazienti in terapia intensiva”.

Se dovesse confermarsi il dato che vede in rianimazione il 10% dei contagiati, il punto di rottura per Regione Abruzzo si verificherebbe al superamento della soglia dei 1000, 1200 contagiati.

Nel corso della riunione della tarda serata, si è discusso anche della situazione critica nella Valfino, focolaio di contagi. “Ho chiesto alla Asl di Teramo di darmi indicazioni da un punto di vista scientifico, ed è stata già prodotto documentazione adeguata; l’impegno del presidente Marco Marsilio è di arrivare a circoscrivere la zona attraverso una perimetrazione di una ‘zona rossa’. L’ordinanza sarà valutata nelle prossime ore”.

Una conferma in questo senso è arrivata dall’ufficio stampa del governatore che, in una nota, ha spiegato come l’ordinanza non sia stata ancora firmata in attesa delle ultime relazioni e degli ultimi colloqui per definirla e prepararla.

Nel pomeriggio, il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto aveva annunciato che i sindaci della provincia hanno formalizzato e sottoscritto la richiesta al presidente della Regione, al Prefetto di Teramo e al Ministro per gli Affari regionali per l’istituzione di una zona di protezione speciale per la Valfino. La lettera – ha chiarito D’Alberto - è un sostegno concreto all'azione che il presidente Marsilio sta assumendo e portando avanti, rafforzando la necessità di ordinanze simili a quelle adottate dalla Regione Emilia Romagna o dalla Campania che sono già operative. "Supporteremo istituzionalmente ogni atto che il Presidente è in procinto di adottare anche e soprattutto rispetto al Governo che non potrà che tener conto di questa assoluta esigenza sanitaria che può essere soddisfatta efficacemente solo attraverso misure territorialmente mirate più restrittive rispetto a quelle disposte dall’ultimo D.P.C.M. dell’11 marzo”.

Si tratta di una decisione adottata “sul piano 'strettamente sanitario' di un'emergenza eccezionale che ha colpito un'area che comprende più Comuni, su cui si deve intervenire con un atto forte che impedisca la propagazione e lo scambio del contagio con le zone limitrofe”, considerato che il numero dei casi registrati e conclamati “può costituire un elemento di grave rischio sanitario per il territorio dell’intera provincia e non solo. Rischio incrementato, ovviamente, dall’elevato numero di attività produttive presenti e operanti nella zona con conseguente flusso quotidiano di lavoratori”.

“Per raggiungere questo obiettivo – ha concluso D’Alberto - è imprescindibile una immediata azione restrittiva che dovrà tener conto necessariamente delle esigenze sanitarie di carattere locale o regionale se vogliamo realmente impedire la propagazione del contagio in aree, come la nostra, che in questi giorni sta registrando l’incremento esponenziale del numero dei casi positivi. Siamo vicini alle popolazioni della Valfino e continueremo a sostenere i sindaci della zona, non li lasceremo soli”.

Ultima modifica il Mercoledì, 18 Marzo 2020 19:45

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