Mercoledì, 25 Marzo 2020 14:18

Benzinai minacciano sciopero, Governo media per scongiurare lo stop

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I benzinai minacciano di chiudere gli impianti di rifornimento su autostrade, raccordi e tangenziali a partire da questa sera, mercoledì 25 marzo, e, nei giorni successivi, anche quelli situati lungo la viabilità ordinaria.

La categoria sta protestando – fanno sapere Faib Confesercenti, Fegica Cisl, Figisc/Anisa Confcommercio, i sindacati di riferimento del settore, che rappresentano 100 mila persone in tutta Italia – per una riduzione dell'0attività pari a circa l’85%, un calo che mette a rischio la possibilità di assicurare la sostenibilità economica del servizio e il livello di sicurezza sanitaria.

In una nota, i sindacati hanno detto che "c’è una categoria di persone (…) che, senza alcuna menzione, ha finora assicurato, senza alcun sostegno né di natura economica, né con attrezzatura sanitaria adeguata, il pubblico servizio essenziale di distribuzione di energia e carburanti per il trasporto di beni e persone". In un comunicato separato, Fegica Cisl, ha chiesto: "Come potranno pagare le forniture (o gli affitti) o le “gabelle” allo Stato, considerato che le vendite – già basse nel nostro Paese – non arrivano al 25% degli erogati usuali (ed è un dato in continuo peggioramento). Come potranno pagare stipendi e contributi ai dipendenti, nelle condizioni attuali nelle quali il “giro” del denaro che li tiene in piedi si è fermato. Come potranno far fronte alle richieste delle banche che hanno loro concesso “fidi” e che, oggi, registrano un azzeramento dei movimenti".

Molto duri verso i benzinai sono le associazioni dei consumatori.

Massimo Dona (presidente dell'Unc) chiede che il governo precetti i titolari dei distributori "perché-  spiega - un'agitazione sarebbe irresponsabile e inaccettabile, in questo momento del Paese". Di più: "Sarebbe un atto illegittimo".  

Carlo Renzi del Codacons annuncia denunce penali perché lo sciopero, soprattutto se esteso agli impianto self-service, impedirebbe finanche ai medici e infermieri di raggiungere gli ospedali, per non dire delle difficoltà dei malati. Il Codacons teme anche che gli autostrasportatori possano avere problemi a consegnare le medicine alle farmacie e gli alimentari ai supermarket.

Alessandro Zavalloni (segretario generale della Fegica Cisl (sindacato dei Gestori carburanti) precisa che nessuno sciopero è stato proclamato e che non c'è intenzione a fermare il Paese: "Chiediamo solo che gli enormi problemi dell'Italia non vengano scaricati su di noi, che siamo l'ultimo anello della filiera".

La Commissione di garanzia sugli scioperi nei servizi essenziali ha chiesto alle organizzazioni sindacali dei benzinai di revocare immediatamente lo sciopero. Il presidente dell’Autorità, Giuseppe Santoro Passarelli, ha detto al Sole 24 Ore che "se si interrompe la distribuzione del carburante, tutti i veicoli, anche quelli che portano la distribuzione alimentare, si fermano, e quindi si può creare un blocco molto fastidioso per gli interessi dei cittadini, che vengono così compromessi".

Il governo sta tentando di scongiurare lo stop. Il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, ha convocato per questo pomeriggio una conference call con i presidenti delle associazioni di categoria dei distributori di carburanti.

Ultima modifica il Mercoledì, 25 Marzo 2020 14:25

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