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Venerdì, 04 Aprile 2014 16:04

Cittadinanza Attiva, servono finanziamenti certi e risorse per il sociale

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A cinque anni dal terremoto, nel clima di apparente ottimismo che pare investire gli enti locali dopo l'arrivo di Matteo Renzi a Palazzo Chigi e la delega alla ricostruzione affidata al sottosegretario abruzzese Giovanni Legnini, Cittadinanza Attiva - nel corso di una conferenza stampa convocata in mattinata - è tornata a sottolineare alcune questioni importanti che attengono alla ricostruzione materiale e sociale della città.

"I finanziamenti preannunciati", ha spiegato l'architetto Antonio Perrotti, "e sto parlando anche dei 700milioni 'conquistati' nell'ultimo incontro con Delrio, fanno parte del miliardo e 800milioni promessi fino al 2019 e che verranno - forse - anticipati. E saranno comunque assorbiti in gran parte dalle pratiche ancora giacenti. Insomma, si continua ad eludere la necessità di un provvedimento che garantisca finanziamenti ordinari con le solite vaghe promesse, senza permettere nessuna programmazione economica degli interventi e dei tempi per realizzarli". A far di calcolo, incalza, "con 1miliardo l'anno, ci vorranno 10 anni per ricostruire L'Aquila e il cratere. Con 500milioni, ce ne vorrebbero 20. Al ritmo attuale di 150mila euro l'anno, invece, dovremmo aspettare cent'anni".

Cittadinanza Attiva ha poi ricordato che ad un anno dalla precedente scadenza, il Comune dell'Aquila e l'Ufficio speciale "ancora non danno alcun parere di congruenza sulle oltre 1.050 schede parametriche presentate per avviare i progetti esecutivi. Pareri - ha chiarito Perrotti - che dovranno essere concessi sulla base di criteri e priorità esplicitate, autorevoli e cogenti".

Dunque, è inutile continuare a fissare scadenze perentorie per poi prorogarle. A sentire l'architetto, il riferimento per il finanziamento delle pratiche dovrebbe essere un 'Programma plueriennale di Attuazione' approvato e condiviso con Regione e Provincia con valenza urbanistica: "Potrebbe essere opposto al Tar e alla sua azione destabilizzante che sta incentivando strani ed arbitrari sorpassi di alcune istruttorie su altre. E si tratta - guarda un pò - di eccellenti e nobili Palazzi".

Nel corso della conferenza stampa, è stata inoltre stigmatizzata l'azione dell'Ufficio speciale per la Ricostruzione del cratere che sta approvando "illegittimi quanto, per alcuni Comuni, inutili e costosi Piani di Ricostruzione (da Collarmene a Pianella), a fronte di centri come Raiano che, stando fuori cratere, senza zona rossa e piano di ricostruzione, ha già stranamente speso ben 28milioni di euro per il centro storico".

Perrotti ha poi schematicamente elencato le azioni che il Comune dell'Aquila dovrebbe compiere - a parere di Cittadinanza Attiva - al più presto: 

  • dopo aver portato a termine la variante per zone a vincolo decaduto, dare organicità alla sua azione adottando entro 6 mesi una variante di assestamento e salvaguardia del Piano Regolatore;
  • concretizzare le aree a standards più interne e strategiche per la riqualificazione del 'costruito urbano' (a partire dal Parco di Piazza d'Armi) e realizzare il fantomatico Piano per l'emergenza, attrezzando tutte le aree necessarie al ricovero e all'accoglienza;
  • definire immediatamente il Progetto organico di recupero e valorizzazione delle Mura;
  • riappropriarsi della progettazione trasparente e condivisa per aree come l'ex Ospedale psichiatrico di Collemaggio, impropriamente avviata dalla Asl;
  • insieme all'Università, portare ad ultimazione il Plesso culturale universitario a Piazza San Basilio;
  • promuovere un responsabile ripensamento sul fantomatico e diseconomico 'Aeroporto dei Parchi', revocare (d'intesa con Provincia e Regione) i Pareri favorevoli sulla centrale e biomasse, concretizzare il Parco fluviale dell'Aterno.

Eccole, le proposte di Cittadinanza Attiva a cinque anni dal sisma. Non solo di ricostruzione materiale si è parlato, però, in conferenza stampa. Alessandro Sirolli, infatti, ha sottolineato la scarsa attenzione per la ricostruzione sociale del nostro territorio. "Non si sta facendo praticamente nulla", ha spiegato. "Il lavoro, delicatissimo, è lasciato per lo più all'impegno del mondo del volontariato che, purtroppo, attinge a risorse minime, per lo più attraverso bandi europei. C'è una gravissima disattenzione dell'amministrazione e dell'Azienda Sanitaria. A confermarlo, oramai, è tutto il mondo scientifico e della ricerca: non esiste popolazione sana senza la dovuta attenzione agli interventi sociali".

A fronte delle rassicurazioni di alcuni ricercatori sul fatto che non si registrebbero aumenti di visite psichiatriche nel 'cratere', Sirolli ha inteso precisare che questi dati sono riferiti soltanto al servizio pubblico: "Dopo il sisma però, la popolazione ha fatto ricorso ad un sistema privato, psicologico e psichiatrico, in notevole espansione. Per l'aumentata debolezza del servizio pubblico, non più in grado di fornire risposte adeguate ed integrate, e per lo stigma ancora connesso al ricorso ad un sistema psichiatrico".

In realtà, ricerche sul campo rilevano che il 70% degli aquilani soffre di depressione silente (tristezza, apatia, scoraggiamento) e, nel 2013, si è registrato un aumento consistente del consumo di farmaci antidepressivi. "L'anno passato - ha sottolineato Sirolli - il rapporto CoMeTes (conseguenze a medio termine del sisma) voluto tra gli altri da Asl e Istituto Superiore della Sanità per una stima su depressione, ansia e comportamenti non salutari, ha svelato come il 13% della popolazione dichiari problemi psicologici. Il disturbo post traumatico da stress è in aumento e si evidenzia comorbilità con depressione e disturbi d'ansia. E si legge nel rapporto - incalza Sirolli - un richiamo all'attenzione affinché la popolazione sia resa consapevole e i servizi sanitari siano preparati ad affrontare questa emergenza".

Al contrario, fino ad ora nulla è stato fatto. Cittadinanza Attiva ha ricordato come nel febbraio 2012, il Consiglio comunale avesse approvato un Ordine del giorno con la richiesta alla Asl e alla Regione di 'porre particolare attenzione ai servizi territoriali di salute mentale, risolvendo sia la precaria situazione logistica sia l'insufficiente dotazione di risorse umane dedicate'. "Qualche mese dopo - continua Sirolli - nel settembre 2012, il sindaco Cialente evidenziò l'aumento dei Trattamenti sanitari obbligatori, dovuti all'altro terremoto che ci ha colpito: l'unificazione delle Asl. Dinanzi ad un aumento esponenziale dei servizi da assicurare, l'azienda sanitaria non ha predisposto alcun piano straordinario sociale e sanitario. Con il risultato, evidente, della sofferenza dei servizi che non riescono più a rispondere alle esigenze del territorio. E alle conseguenze del sisma sulla popolazione terremotata".

Per questo - ha concluso Sirolli - "torniamo a sollecitare con forza un osservatorio permanente sulla salute psicofisica degli aquilani. Servono risorse sul sociale e sulla sanità territoriale.

Ultima modifica il Venerdì, 04 Aprile 2014 16:35

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