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Martedì, 05 Maggio 2020 15:21

Asl L'Aquila, Cgil: "Tagli ai servizi svolti dalla cooperativa sociale Acapo, lavoratori pronti alla mobilitazione"

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La Asl dell’Aquila ha tagliato alcuni servizi svolti dalla cooperativa Acapo, che opera in regime di esternalizzazione. A denunciarlo sono le  segreterie provinciali di Cgil, Fp e Nidil, che lanciano l’allarme sulla riduzione delle ore di lavoro dei dipendenti, annunciando forme di mobilitazione.

“Il 30 aprile” scrivono in una nota congiunta Francesco Marrelli (segretario provinciale Cgil), Andrea Frasca (segretario provinciale Nidil) e Anthony Pasqualone (segretario provinciale Fp ) “dopo che nella stessa giornata erano state ricevute ampie rassicurazioni da parte della Direzione Generale della Asl 1 rispetto alle prosecuzioni delle attività lavorative dei lavoratori precari ed in particolare dei lavoratori in somministrazione, abbiamo appreso che la Cooperativa Sociale Acapo, la quale svolge servizi per conto della predetta Asl, ha comunicato che, nell'ambito della fornitura di servizi in essere con la stessa Asl, è stato eliminato, a decorrere da ieri, un modulo del centro di riferimento regionale per l'autismo” mentre sono stati ridotti da 36 a 28 ore settimanali tutti i moduli dei “Distretti Sanitari di Base dell'Aquila” e da 36 a 18 ore settimanali i 4 moduli della Radiologia, con conseguente riduzione e/o azzeramento delle ore di lavoro dei dipendenti della predetta cooperativa e contestuale riduzione e/o chiusura dei predetti servizi".

"Ciò premesso, le scriventi organizzazioni sindacali manifestano stupore e disappunto rispetto alla condizione che si è ingenerata ed esprimono profonda preoccupazione per le ripercussioni che dette determinazioni produrranno in capo alle lavoratrici ed ai lavoratori in primis, ma anche di conseguenza sull'erogazione dei servizi essenziali, anche in funzione dell'avvio della cd. Fase 2 e dell'avvio alla ripresa delle attività ordinarie, che dovrà vedere svolgere un ruolo primario nelle attività territoriali, che con una efficace integrazione con l'attività ospedaliera dovranno essere rilanciate sia rispetto ad una politica di contrasto al Covid sia rispetto ai bisogni dei cittadini".

"In merito a ciò riteniamo che il Direttore Generale della Asl 1, debba chiarire urgentemente ed in modo inequivocabile il significato di alcune sue dichiarazioni rilasciate agli organi di stampa ed in particolare la seguente ”è stata avviata una prima fase del processo di ristrutturazione del settore amministrativo, tramite una rimodulazione dell’organizzazione del lavoro”, poiché detta affermazione non trova riscontro nei documenti e nelle informazioni in nostro possesso che, come precisato poc'anzi, parlano esclusivamente di eliminazione e riduzione di servizi, e, conseguentemente, di ore di lavoro e di salario per questa categoria di lavoratori che è tra le più fragili tra quelle alle dipendenze della Asl 1.
Ricordiamo che detta categoria di lavoratori, svolge il proprio servizio nei presidi territoriali, e un taglio di tali attività dimostra una assenza di conoscenza e di programmazione delle attività sanitarie da svolgere sul nostro territorio. Non vorremmo che l'unica riorganizzazione proceda solo ed esclusivamente con il taglio di personale e di salario e che costituisca il preludio ad un taglio lineare di lavoratori".

"Inoltre, nella giornata di ieri 04/05/2020, le scriventi dopo essersi presentate alla ASL, unitamente al consigliere regionale Pietrucci, hanno, per le motivazioni suesposte, chiesto al Direttore Generale di essere convocate; convocazione che al momento ancora non è pervenuta nonostante nei confronti dei lavoratori si è già provveduto alla riduzione delle ore lavorative".

"Le scriventi organizzazioni sindacali, infine, chiedono che venga definitivamente chiarita la situazione dei predetti lavoratori, tra i quali, va ricordato, ve ne sono diversi che prestano il loro servizio, di fatto alle dipendenze della Asl, da molti anni".

"Riteniamo, in conclusione, che oggi più che mai, debba essere scongiurata una qualsivoglia riduzione dei livelli occupazionali e salariali e, a tal fine, ci dichiariamo sin da ora pronti ad ogni forma di lotta e protesta a tutela dei diritti dei lavoratori".

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